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L’ultimo pranzo di Pasolini

a cura di Redazione i-LIBRI

L’ultimo pranzo di Pasolini

Avvenne presso la trattoria Pommidoro, 46 anni fa.

Quest’anno, dopo una lunga malattia, è mancato Aldo Bravi, l’oste che servì Pasolini la sera dell’omicidio: «Pommidoro» era il suo ristoratore più celebrato. Bravi aveva 83 anni e ha gestito la trattoria di piazza Sanniti che per decenni è stata meta di artisti, intellettuali e personaggi dello sport. Dopo il primo lockdown, la trattoria non ha più riaperto. Per il funerali di Bravi è stato previsto il passaggio del feretro davanti al locale.

La trattoria con la scritta «Pommidoro» è entrata nella storia italiana,  sotto la voce grandi misteri: fu qui che, la sera del 1° novembre 1975, Pier Paolo Pasolini cenò assieme a Ninetto Davoli. Nei giorni seguenti, alla luce della ricostruzione dell’omicidio dell’Idroscalo, avvenuto quella stessa notte, scoppiò una sorta di disputa su chi avesse servito l’ultima cena a Pasolini. Dopo il passaggio a «Pommidoro», infatti, Pasolini fece salire in macchina alla stazione Termini il giovane Pino Pelosi e lo portò «Al Biondo Tevere» di via Ostiense, dove il ragazzo mangiò un piatto di spaghetti aglio e olio. Il poeta e regista, però, non toccò cibo. Nel locale con vista fiume si limitò a fare compagnia a «Pino la Rana», per il semplice fatto che aveva già cenato a San Lorenzo, appunto, dove aveva ordinato costata di vitellone e insalata.

Aldo Bravi per anni ha mostrato con commozione e orgoglio la prova dell’ultima cena di Pasolini: un assegno da 11 mila lire firmato da Pier Paolo Pasolini per il pasto consumato. Assegno che l’oste decise di non incassare e custodire come cimelio, incorniciandolo e tenendolo in bella vista, sulla parete vicino alla cassa. Nel quadro, oltre all’assegno, il gestore di «Pommidoro» aveva scritto di suo pugno e nel suo ruolo di estremo testimone: «L’assegno è l’ultimo firmato da Pasolini e rilasciato al gestore di questa trattoria, di cui era cliente abituale, per pagare la sua ultima cena consumata insieme a Ninetto Davoli con il quale si era intrattenuto in questo locale fino al momento di recarsi alla stazione per incontrarvi il Pelosi la sera in cui fu ucciso. In fede. Bravi Aldo».

I racconti di Aldo Bravi sui bombardamenti, su Pasolini, sulle scazzottate con i fascisti nella trattoria che ha conosciuto il mondo della politica, della cultura, dell’arte e dello sport di Roma – così come  il profondo legame con le radici popolari e socialiste del rione San Lorenzo – sono un  pezzo di vita che se ne va…

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