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Moravia: il rapporto con il reale

a cura di Angelo Favaro

«… Un romanzo non è un trattato filosofico … ed è molto difficile discutere le idee di un romanzo fuori dalla cornice della loro rappresentazione formale. Mi limiterò a dire che il tema dominante della mia opera sembra essere il rapporto dell’uomo con la realtà. Questo potrà apparire a qualcuno un tema filosofico, in realtà è il problema fondamentale del nostro tempo. Esso raggiunse la sua fase più acuta durante e immediatamente dopo la prima guerra mondiale. A causa della totale distruzione attraverso la guerra stessa della scala tradizionale dei valori. Distruzione che comportò la brusca interruzione e il completo collasso di quel rapporto tra l’uomo e la realtà che sinora si era basato sulle etiche tradizionali. L’uomo si trovò improvvisamente incapace di stabilire un rapporto qualsiasi con il proprio mondo e il mondo gli diventò oscuro e indecifrabile o, peggio ancora, inesistente. Gli Indifferenti e gli altri romanzi che seguirono hanno tentato di esprimere in personaggi e situazioni realistiche l’urgenza di questa crisi. Si deve appunto a quest’urgenza la mia attenzione per il fatto sessuale, che è uno dei modi più primitivi e inalterabili di rapporto con il reale … »
Alberto Moravia, Intervista rilasciata in video a Indro Montanelli (1957)
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Alberto Moravia chiarisce i termini della propria poetica, della propria ricerca espressiva e letteraria che parte dal rapporto dell’uomo con la realtà: il romanziere aveva esordito con Gli Indifferenti a soli 21 anni, nel 1929, e aveva poi proseguito con Le ambizioni sbagliate (1935), La mascherata (1941), Agostino (1944), La Romana (1947), La disubbidienza (1948), Il conformista (1951), Il disprezzo (1954), La ciociara (1957), La noia(1960), L’attenzione (1965), per tacere della fluviale produzione novellistica. La lista dei romanzi non è vertiginosa, ma funzionale a comprendere che Alberto Moravia profonde nel genere del romanzo le migliori energie, e soprattutto infaticabilmente e quotidianamente scriveva narrativa. Senza mai abdicare a questo principio di poetica al quale, nonostante le diverse opere prodotte in tempi differenti e in vari generi, che si mescolano e si ibridano nella scrittura costante e fremente, rimane saldamente ancorato. Il rapporto dell’uomo con la realtà non solo è il tema dominante di tutta l’Opera di Moravia ed il problema fondamentale di ogni tempo, ma è anche la chiave di lettura privilegiata per comprendere i personaggi, gli eventi, la consistenza di questa Opera narrativa, declinata nel corso di sessanta anni di scrittura. Quel che vorrei sottolineare è l’aspetto di attualità sia della scrittura, sia dei temi-problemi affrontati dal “narratore” romano. L’esortazione in questa epoca di virtualità varie e per ognuno di noi a recuperare il personale e sincero rapporto con la realtà, la nostra realtà.
Angelo Fàvaro

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