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Nobel Letteratura a Peter Handke e Olga Tokarczuk

a cura di Redazione i-LIBRI

Nobel Letteratura 2019 a Peter Handke e Olga Tokarczuk

Sono stati assegnati due premi: uno per il 2019 allo scrittore austriaco e uno per il 2018 (quando il riconoscimento era stato sospeso) all’autrice polacca

I vincitori del Nobel per la Letteratura sono Peter Handke (per l’anno 2019) e Olga Tokarczuk (per l’anno 2018).

Il premio è stato assegnato all’austriaco Handke, edito in Italia da Guanda, «per un lavoro influente che con ingegnosità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell’esperienza umana».

Alla polacca Tokarczuk, edita in Italia da Bompiani, il premio è stato conferito per la sua «immaginazione narrativa che con enciclopedica passione rappresenta l’attraversamento dei confini come forma di vita».

Opere di Peter Handke

I calabroni – “«Non è solo la dissoluzione della realtà in un pulviscolo di particelle a conferire al libro il suo fascino; né ci si deve abbandonare alla pura magia delle singole frasi, alla loro forza di suggestione. Quel che il libro intende stimolare in noi non è solo una critica del linguaggio o una critica del nostro sistema di comunicazione. Svelando con tanta evidenza e senza alcun riguardo il procedimento insito nel meccanismo narrativo, Handke disvela anche il nostro rapporto con la realtà. Egli mostra fino a qual punto noi siamo debitori verso quegli schematismi che giudichiamo un’adeguata esperienza del reale, mentre in effetti sono solo immagini del mondo o proposizioni su di esso, a cui noi ci rimettiamo.» (Wendelin Schmidt-Dengler).”

Storie del dormiveglia

Storie del dormiveglia – Raccolta di racconti fantasticibasati su una serie di colpi di scena più teatrali che narrativi, in cui viene messa in discussione la nozione di finzione.

Prima del calcio di rigore

Prima del calcio di rigore – Licenziato improvvisamente dal lavoro in cantiere, l’ex portiere di calcio Josef Bloch inizia a vagare per le strade di Vienna, va al mercato, al cinema, allo stadio, poi cerca una camera d’albergo per la notte. I suoi sensi sono allerta, tutto lo infastidisce e allo stesso tempo cerca disperatamente un contatto, prova a chiamare dei conoscenti senza trovare nessuno. La sua peregrinazione continua finché incontra una donna disposta a stare con lui. Ma poi la uccide, senza motivo. L’angoscia che lo attanaglia dopo l’omicidio è la stessa che provava quando da portiere si preparava a respingere un calcio di rigore. Tenta allora la fuga verso il confine, sentendosi braccato, spiato e sospettando di tutti, cercando di prevedere le mosse dell’avversario…

L'assenza

L’assenza -Quattro personaggi anonimi ma emblematici – il Vecchio, la Donna, il Soldato e il Giocatore – abbandonano, spinti da un irresistibile e silenzioso richiamo, la monotonia della vita quotidiana, i suoi vuoti e i suoi silenzi, per incamminarsi verso una meta favolosa e indeterminata. Con una scrittura «visiva» che richiama le sequenze di un film e le movenze dei segni ideografici, Handke accompagna il quartetto in un vagabondaggio attraverso il tempo e lo spazio: una fuga dalle minacce e dai pericoli del mondo contemporaneo, un pellegrinaggio alla ricerca della spiritualità scomparsa, un percorso iniziatico che indirizza i viandanti verso la piena coscienza di se stessi. Su quella traccia, Handke ha costruito un racconto coinvolgente ed enigmatico, che ricorda il Marchen di Goethe, la misteriosa fiaba di cui l’autore del Faust non volle mai dare una chiave di lettura, per non svelarne il segreto. Così accade anche per questa Assenza, con il suo universo fatto di oggetti, colori, paesaggi e sensazioni concreti e palpabili, ma anche fittamente intessuto di rimandi e simmetrie, nella trama come nella scrittura. Testo chiaro ed ermetico, concreto e fiabesco, denso di riferimenti alla nostra realtà e alla nostra epoca e insieme ricerca di una sintesi tra Oriente e Occidente, L’assenza suggerisce con discrezione un cammino per conquistare la poesia del mondo.

La notte della Morava – Porodin, Serbia centrale. Manca poco allo scoccare della mezzanotte. Il fiume Morava scintilla per il riflesso della luna che sembra sul punto di volersi tuffare in acqua. Sette figure si avvicinano alla sponda, dove è ormeggiato il battello “Notte della Morava”. A invitarli nell’albergo galleggiante, eletto a dimora temporanea, è uno scrittore che ha deciso di ritirarsi dalla scena letteraria. I sette amici non sanno perché sono stati chiamati all’improvviso a raggiungerlo. C’è chi è stato svegliato da una telefonata, chi è stato mandato a chiamare da un messaggero, chi ha sentito una pietruzza lanciata contro il vetro della finestra infrangere il silenzio della notte. Grande è la loro sorpresa quando vedono l’uomo, notoriamente un misogino, che li accoglie con una donna al suo fianco. Chi è questa donna? Un’amante? O forse una prostituta? O più semplicemente una donna che lavora per lui? I sette uomini gli siedono intorno, le domande si affollano, ma lo scrittore non vuole rispondere subito, ha un’intera notte di fronte a lui. Una lunga notte per raccontare il viaggio che dall’isola di Krk l’ha portato in Spagna, a Numanzia, in Galizia, e poi in Germania e in Austria. Un viaggio per ritrovare le proprie radici, ma anche una fuga da una donna, che l’ha inseguito ovunque per ucciderlo. E che forse adesso è la stessa che siede insieme a loro, in attesa dell’alba…

Opere di Olga Tokarczuk

L'anima smarrita

L’anima smarrita – “Se qualcuno fosse in grado di guardarci dall’alto, vedrebbe che il mondo è pieno di persone che corrono in fretta e furia. sudate e stanche morte nonché dello loro anime in ritardo, smarrite.”

Casa di giorno, casa di notte

Casa di giorno, casa di notte – Il romanzo descrive la vita di Nowa Ruda, una piccola città della Slesia, una zona che ha fatto via via parte della Polonia, della Germania e dell’ex Cecoslovacchia. Gli abitanti sono polacchi che dopo la guerra hanno lasciato i territori polacchi a est e si sono trasferiti a ovest, occupando le case abbandonate dai tedeschi in fuga nei territori della Germania post-nazista. Ben presto la narratrice scopre che ogni persona, e ogni cosa, ha la sua storia. Con l’aiuto di Marta, la sua enigmatica vicina, accumula queste vicende, disegnando la storia di Nowa Ruda a partire dalla sia fondazione. Si intrecciano gli episodi più eterogenei, dalle vite dei santi a buffi aneddoti contemporanei. Ognuna delle storie rappresenta un mattone che va a comporre l’enorme monumento costituito dalla cittadina. Ciò che emerge è il messaggio che la storia di ogni luogo, per quanto umile, è illimitata, che descrivendo o scavando alle radici di una vita, di una casa o di un quartiere, si possono scorgere tutte le connessioni, non solo con il singolo e con i suoi sogni, ma con l’intero universo. Mescolando aneddoti e ricette di cucina, sogni e realtà, passato e presente, il romanzo dà prova di un’immaginazione ricchissima, che contrasta efficacemente con uno stile semplice e disadorno.

I vagabondi

I vagabondi – Una madre e la figlia smarrite misteriosamente su un’isola; una donna che torna in Polonia dopo decenni per aiutare il suo primo amore a morire; la sorella di Chopin che porta il suo cuore da Parigi a Varsavia per seppellirlo a casa; un anatomista olandese che scopre il tendine di Achille dissezionando la propria gamba amputata; la storia di Soliman, rapito bambino dalla Nigeria e portato alla corte d’Austria come mascotte, infine, alla morte, impagliato e messo in mostra; un popolo di nomadi slavi che conducono una vita itinerante, contando sulla gentilezza altrui, come i dervisci, gli yogi e i monaci buddisti. Storie apparentemente sconnesse, legate tra loro da un uso naturale della lingua e dal senso di sradicamento che ci accomuna in quanto esseri umani. «La fluidità, la mobilità, l’illusione: sono queste le qualità che ci rendono civilizzati. I barbari non viaggiano. Vanno semplicemente a destinazione o fanno razzie». In un tempo in cui i grandi spostamenti di popoli diventano tratte crudeli, oggetto di furibondi scontri politici, il richiamo al nomadismo naturale dell’essere umano si trasforma in un messaggio di profonda attualità.

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti – Janina Duszejko, anziana insegnante di inglese in un paesino di provincia, e in inverno custode delle case di vacanza nella Conca di Ktodzko, ha solo due passioni: gli animali e l’astrologia. Passa il tempo a calcolare l’oroscopo di chi incontra, a tradurre le poesie di William Blake e a cercare di impedire le battute di caccia nella valle, sabotando le tagliole e rimuovendo le trappole. Quando nella zona cominciano a verificarsi morti misteriose, Janina sostiene che si tratti di omicidi, i cui esecutori sarebbero gli animali selvatici, decisi a vendicarsi sugli uomini per la loro violenza. La sua teoria si diffonde nella valle, insieme alla paura. Attraverso la forma del giallo, Olga Tokarczuk ci racconta in modo ironico e appassionato le contraddizioni della responsabilità umana sulla natura e sugli esseri viventi.

Nella quiete del tempo

Nella quiete del tempo – Prawiek è un villaggio situato al centro dell’universo e protetto da quattro arcangeli, che ne vegliano i confini. Ad abitare le sue valli e ad allevare carpe nei suoi stagni, ci sono personaggi bizzarri come carte dei tarocchi: il vecchio Boski che appollaiato su un tetto sogna di distruggere d’un soffio tutto ciò che vede; il castellano Popielski che passa la vita a giocare a un misterioso gioco da tavolo; Spighetta che ha occhi capaci di arrivare all’anima degli individui, Ruta che sa riconoscere il suono del cuore della terra e Genowefa che sembra dare movimento al mondo girando la manovella di un macinacaffè. Alle loro spalle e anche nelle loro vite si agita la storia inquieta del Novecento, le guerre che fanno strage delle stirpi degli uomini e stravolgono i regimi. Sopra a ciascuno, un Dio vanitoso ed egoista che dà avvio alla creazione per noia e si è stufato degli uomini. Attraverso gli eventi e le svolte del secolo scorso, Olga Tokarczuk ricostruisce con parole che si fanno immagini un mito nel quale ogni gesto umano trova la sua necessità

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