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Premio Scerbanenco 2015

a cura di Redazione i-LIBRI

Il Premio Scerbanenco 2015 è stato assegnato a Giampaolo Simi per il romanzoCosa resta di noi”. Questa la motivazione del premio: “Per aver messo al centro la crisi di coppia sullo sfondo della provincia italiana, raccontata con efficace crudeltà, riuscendo ad allargare i rigidi confini del genere noir, con una scrittura sorvegliata, attenta alle più nascoste motivazioni dei personaggi”. In coda al presente articolo riproponiamo il nostro commento all’opera vincitrice.

I finalisti del Premio erano:
Romano De Marco, Città di polvere, Feltrinelli
Marcello Fois, Luce perfetta, Einaudi
Raul Montanari, Il regno degli amici, Einaudi (qui trovate il nostro commento: http://www.i-libri.com/libri/il-regno-degli-amici)
Giampaolo Simi, Cosa resta di noi, Sellerio (http://www.i-libri.com/libri/cosa-resta-di-noi)
Grazia Verasani, Senza ragione apparente, Feltrinelli

La cinquina finalista è stata decretata sommando i voti dei lettori (ogni lettore ha votato on line i suoi cinque titoli preferiti, tra quelli scelti dal comitato selezionatore) alle preferenze espresse dalla giuria composta da Cecilia Scerbanenco, Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Loredana Lipperini, Sergio Pent, Sebastiano Triulzi e John Vignola.
Il premio viene assegnato nell’ambito del Courmayeur Noir in festival (in programma dall’8 al 13 dicembre) a “un’opera di narrativa italiana di genere noir” ed è dedicato a Giorgio Scerbanenco, considerato il maestro della narrativa italiana di genere. 

Nell’occasione segnaliamo che dal 13 al 19 dicembre è in programma la i-settimana giallo noir, durante la quale la nostra testata pubblicherà articoli e commenti colorati di giallo e di nero.

La redazione di i-libri.com 

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Cosa resta di noi di Giampaolo Simi

Il mare d’inverno, quello della Versilia, fa da sfondo a “Cosa resta di noi” di Giampaolo Simi. 

Nei mesi da settembre (“L’estate ci mette tre mesi per diventare perfetta e lo fa a settembre”) a maggio si srotola la vicenda (“In questa storia i numeri hanno una certa importanza”) che ha per protagonisti Edo e Guia, due personalità piuttosto diverse (“Ero specializzato in rinunce dorate…. Guia no. I Bardi di Colle Val d’Elsa no…”) e che si scontrano di fronte alle difficoltà della sterilità di coppia (“Da quando aspettiamo di aspettare un figlio, Guia e io siamo diventati autentici professionisti dell’attesa”).

Lei è una scrittrice ambiziosa ed egocentrica (che strano, per uno scrittore!), lui vive un po’ all’ombra della prorompente personalità della moglie e conduce lo stabilimento balneare dei suoceri (“Io dovevo tornare in Versilia a occuparmi del Bagno Antaura”). Proprio nel corso di una ristrutturazione dello stabilimento balneare, Edo fa la conoscenza di Anna, una donna non più giovane, ma ancora piena di sogni.

Poi Anna sparisce nel nulla. Della sua sparizione si occupano  i mass media, sempre affamati di casi umani da dare in pasto alla voracità del pubblico, ma anche Guia nel suo nuovo romanzo, dopo il flop dell’opera nella quale ha trasfuso la propria delusione per la maternità mancata.

Chi è il responsabile della scomparsa di Anna?
Forse Giangi, l’ex amante e comico da strapazzo che con goffi tentativi cerca di tenersi a galla nel mondo dello spettacolo?

Con ironia graffiante e amara, nell’atmosfera del mare “fuori stagione” (“È arrivato il momento di tendere le funi della cabine verso la battigia”) alle ossessioni dell’infertilità di coppia e del “sesso infruttuoso e calendarizzato, marchiato dalla sconfitta e dalle piccole V segnate su un’agenda” Giampaolo Simi combina – ottenendo un risultato interessante, anche grazie ad astute soluzioni narrative – diversi spunti forniti dalla nostra società decadente: i pregiudizi sulle donne single non più giovani, la spettacolarizzazione delle tragedie personali (“Gli opinionisti, i pistari di nera, gli psicologi e le ex veline passate dai divani dei produttori ai divani dei salotti tv sono sorprendentemente d’accordo”), il mercato delle notizie scandalistiche, la trasformazione delle vite private nelle visualizzazioni social…

Bruno Elpis

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