Pubblicato nel 1959, Malcolm, prima prova letteraria per James Purdy, è la storia - buffa, irritante e commovente al tempo stesso - di un ragazzo di soli quattordici anni, "di una bellezza eccezionale" e appena rimasto solo al mondo, conteso dall'affetto invadente e possessivo di una galleria di personaggi memorabili: un becchino etiope, un famoso astrologo, una miliardaria alcolista, un pittore nano, un ex galeotto amante del jazz. Fra dolcezza, comicità e trasgressione, un'indimenticabile storia di innocenza e perdita dell'innocenza.

Malcolm

Purdy James

Moby Dick, pubblicato nel 1851, è considerato il capolavoro di Melville e uno dei più noti libri della letteratura americana e mondiale. Vi narra in prima persona la sua avventura Ismaele, che si imbarca come marinaio assieme a un ramponiere indiano sulla baleniera Pequod. Il capitano della nave, Achab, un personaggio cupo che incute rispetto e timore nei suoi uomini, ha perso una gamba per colpa della balena bianca Moby Dick e ora vuole vendicarsene, a qualunque costo. Inizia così una lunga caccia. La snervante attesa dell'incontro con il cetaceo che sfugge al capitano offrirà al narratore l'occasione di meditazioni scientifiche, religiose, filosofiche e artistiche, all'interno della struttura del romanzo d'avventura per mare. Intanto l'immenso oceano, con i suoi mostri e le sue profondità, si erge in tutta la propria potenza e imperscrutabilità dinanzi all'uomo, che gli può contrapporre solo una fragile esistenza, oscillante tra il bene e il male. Fino a che sopraggiunge la catastrofe finale, fatalmente presentita, quando Moby Dick distruggerà la baleniera e tutto l'equipaggio trascinando con sé Achab e il suo arpione. Solo Ismaele si salverà e potrà così raccontare la loro folle, ambiziosa quanto disperata, impresa.

Moby Dick

Melville Herman

Il ventiseienne Garnet Montrose (“Mi chiamo Garnet Montrose. È un nome che sconcerta la gente… ero un gran ballerino… il nome non lega con il cognome… è un nome da donna mentre il cognome suona troppo storico”) vive Come in una tomba, nel romanzo omonimo di James Purdy...

Come in una tomba

Purdy James

Bernie Gladhart è un mite venditore d’auto di Chicago che nel tempo libero si diletta, con scarso successo, a fare lo scrittore. Un giorno la moglie, impressionata dalla storia di Cabot Wright – giovane finanziere di Wall Street, autore di circa trecento violenze carnali – lo spinge a recarsi a new york per cercarlo e, basandosi sulla sua vicenda, a scrivere finalmente il Grande romanzo Americano. L’industria culturale, che nella vicenda intravede il soggetto ideale per un bestseller, punta immediatamente gli occhi su Cabot e il libro di Bernie. Inizia così una caccia all’uomo tra i grattacieli di new york – con Bernie accompagnato dalla zelante zoe Bickle, affiancatagli dall’editore – in cerca del «personaggio Cabot»; ma questi, una volta rintracciato, non ricorda più nulla: il «suo» romanzo resterà incompiuto, ma vedere la sua storia scritta lo spingerà a cercare la propria verità, che non ha nulla a che vedere con quella che vorrebbero attribuirgli, per motivi diversi, l’editore e il mondo che lo circonda. Un libro divertente e grottesco. Una descrizione precisa dei meccanismi perversi dell’industria culturale e un’esplorazione inedita dell’ambiguo gioco tra realtà e finzione.

Cabot Wright ci riprova

Purdy James