Mia madre era una ragazza

Candidato al Premio Strega Europeo 2022 «Dall’infanzia e dalla giovinezza del padre, che diventa così la sua, Nothomb trae una commedia frizzante e sconveniente, in cui la “gioia insolita dell’esistenza” inchioda il dolore.» – Jérôme Garcin, L’Obs - Internazionale «In questo trentesimo romanzo, e davvero uno dei suoi più belli, "Primo sangue" «tutto è vero», assicura Amélie: ma, album di famiglia o grande storia, il suo talento ci tiene in gioco con l’ironia e la freschezza, invischiati nella ragnatela inavvertita di alcuni temi forti: la sindrome di Stoccolma, i bambini soli e i bambini soldati, il bullismo e i delitti familiari, snobismo e colonie, e tanto altro ancora.» – Daria Galateria, Il Venerdì - la Repubblica «Ho scritto questo libro perché mio padre è morto, ho pensato molto a lui e alla prima volta che ha avuto a che fare con la morte, quando si è trovato davanti al plotone d’esecuzione, condizione poco frequente. Aveva 28 anni. Finora non avevo del tutto realizzato che devo la mia vita a questa scena.» – Amélie Nothomb, intervista a la Lettura - Il Corriere della Sera Infanzia, giovinezza, matrimonio e primo incarico diplomatico di Patrick Nothomb, rampollo di una delle più influenti famiglie del Belgio. Fra una madre troppo presto vedova, dei nonni a dir poco bizzarri e una banda di zii quasi coetanei, il piccolo Patrick si impegna a diventare uomo... Pagine sorprendenti di una storia familiare che ogni lettore divorerà con commozione e divertimento.

Primo sangue

Nothomb Amélie

Alessio è affascinante, intelligente e affidabile, ha un lavoro che ama nella casa editrice del padre e un appartamento con vista mozzafiato su Firenze. Ma per quanto si sforzi non riesce a trovare una donna a cui legarsi per più di una sera. Perché Alessio non riesce a fidarsi, e non riesce ad aprirsi, con nessun’altra eccetto Giulia. Giulia è l’amica da una vita, con lei condivide tutto: vacanze, confidenze, e s’intrufolano l’uno nella casa dell’altra per una pizza o una risata inattesa. Quando Alessio ha problemi con una donna ne parla a Giulia, e Giulia fa lo stesso con lui. Scherzano spesso dicendo che, sposarsi tra loro, è l’unica soluzione all’inevitabile vita da single. Fino al giorno in cui Alessio si accorge che qualcosa è cambiato, che qualcosa, o qualcuno, si è infilato nella loro amicizia. Riuscirà Alessio a trovare la strada per riavvicinarsi a Giulia e salvare il loro bellissimo rapporto?

E se perdo te?

Un memoir in bilico tra commozione e lievità. Una madre che muore di tumore e un figlio che ne ripercorre la vita scegliendo di esorcizzare il dolore con il sorriso. L'autore decide di affidare così alla parola scritta il dolore per la perdita prematura della madre, stroncata all'età di 62 anni da un carcinoma al seno, cercando nella memoria la forza per andare avanti, nonostante tutto. Melina, che detesta essere chiamata Carmela, cresce i suoi tre figli con una dedizione assoluta, a tratti ingombrante. Conosce il sacrificio e la fatica ma reagisce sprizzando vitalità e schiettezza. È una tifosa fanatica di calcio, sa citare a memoria scene e interpreti di innumerevoli film, inventa indimenticabili scherzi telefonici. Finché la sua salute non viene compromessa da un tumore al seno, tabù impronunciabile che nelle parole del figlio maggiore diventa tuamore, trasformando un presagio di sventura in una speranza possibile. I frammenti di una vita trascorsa insieme si mescolano ai dettagli più impietosi della malattia. Emerge la figura di una donna capace di affrontare i suoi giorni a colpi di commedia. Così, sopravvivere all'assenza significa ripercorrere soprattutto le piccole felicità condivise. Per quel figlio adorato il dialogo postumo con la madre è il tentativo di indovinare la forma più adatta per esprimere tutta la sua affettuosa gratitudine e sublimare il lutto in un amore che continua.

Tuamore

Dentello Crocifisso