Nel 1900 lo scrittore islandese Valdimar Ásmundsson cominciò a tradurre il celebre Dracula, il capolavoro gotico del 1897 di Bram Stoker. Fu pubblicato lo stesso anno con una prefazione di Stoker, ma nessuno al di fuori dell'Islanda ne aveva mai letta una pagina. Fino a quando, un secolo dopo, il ricercatore Hans De Roos fece una scoperta sensazionale: Ásmundsson non si era limitato a tradurre Dracula, ma - con l'aiuto dell'autore - ne aveva scritto una versione diversa, rielaborando la trama e aggiungendo nuovi personaggi. Il risultato è un romanzo più breve, più erotico e forse persino più ricco di suspense dell'originale. Tanti sono i misteri che circondano questo manoscritto: e se fosse un'altra versione della storia del conte Dracula, a cui Bram Stoker stava lavorando in segreto e che per più di un secolo è riuscito abilmente a nascondere? La prefazione di Dacre Stoker, pronipote ed erede dell'autore, le annotazioni del ricercatore de Ross sul contesto storico e letterario e una postfazione dello studioso John Edgar Browning forniscono indizi interessanti...

I poteri delle tenebre – Dracula

Stoker Bram - Asmundsson Valdimar

«Accanto all'affabilità e alla pastosità porosa del mondo com'è, si accentua in questa nuova raccolta di Maurizio Cucchi un predicato di frugalità: abito mentale dell'io, ma soprattutto medium per umanizzare la realtà...

Sindrome del distacco e tregua – parte terza

Cucchi Maurizio

«Accanto all'affabilità e alla pastosità porosa del mondo com'è, si accentua in questa nuova raccolta di Maurizio Cucchi un predicato di frugalità: abito mentale dell'io, ma soprattutto medium per umanizzare la realtà...

Sindrome del distacco e tregua – parte seconda

Cucchi Maurizio

«Accanto all'affabilità e alla pastosità porosa del mondo com'è, si accentua in questa nuova raccolta di Maurizio Cucchi un predicato di frugalità: abito mentale dell'io, ma soprattutto medium per umanizzare la realtà. "Sindrome del distacco e tregua" si suddivide in otto parti, prive di trama lineare, ove conta "l'insistere virtuale sulla scena, / la rapsodia sparsa e sempre minuziosa / delle circostanze". Emblema di poetica implicita, tale sigla rimanda a una compattezza intonativa e di sguardo che si avvale - più che in passato - di modalità davvero sperimentali di scrittura e d'espressione: alla polifonia e drammaturgia metrico-prosodiche di cui Cucchi è maestro si aggiungono qui stacchi in prosa tutti funzionali, oltre a due fotografie pienamente empatiche a un libro magnifico, struggente, necessario. Cronotopo è l'atlante (fisico e interiore), che permette di trascorrere dall'ucraina Pryp'jat' (a tre km da Cernobyl') a una Nizza amata e frequentata e alla natìa Milano, messa in emblema dalla centralità del Cenacolo di Leonardo fino ai margini delle sue banlieue, ripercorse attraverso la memoria viva di un libro in prosa per Cucchi fondamentale come "La traversata di Milano" (2007): omaggio ai mèntori della sua formazione, Sereni e Raboni. Il tempo di "Sindrome del distacco e tregua" è invece quello vertiginoso che salda insieme le epoche, dalla preistoria al Quattro e Seicento, fino ai brucianti fotogrammi del presente. Così può librarsi, questo Cucchi ispiratissimo, nella meraviglia aperta di una frugale quotidianità anonima». (Alberto Bertoni)

Sindrome del distacco e tregua

Cucchi Maurizio