"Mio caro Marwan..." È l'inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano "lingue che non conosciamo". I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa, dove "nessuno ci ha invitato", dove chi la abita ci ha detto di "portare altrove le nostre disgrazie". Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente. Questa lettera è un grande atto d'amore e nelle parole che la compongono c'è la vita. Speranza e paura, felicità e dolore. Impossibile non riconoscersi, non pensare che al posto di quel padre e quel bambino potremmo esserci noi. Impossibile non sapere che tutto questo, comunque, ci riguarda.

Preghiera del mare

Hosseini Khaled

La silloge poetica vincitrice del Premio Casinò di Sanremo 2018

Costellazioni di Ilaria Spes

Spes Ilaria

"'Come un'Odissea' ha come sottotitolo "appunti di viaggio", non un viaggio vero e proprio ma le impressioni di esso scolpite nella mente della protagonista, che è però poeta e sceglie le parole come mezzo per fissare le sue immagini non una macchina fotografica né una cinepresa: è soggetto, mezzo e scopo. Il riferimento è chiaro: Itaca è la meta che dà senso al viaggio, ma dopo non sarà più uguale, non sarai più uguale." (dalla prefazione di Angela Lo Passo)

Come un’Odissea

Crisafulli Mariapia L.