Il libro affronta tutte le problematiche che hanno segnato l'esplosione della pandemia da covid 19, che ha colto di sorpresa il nostro sistema sanitario, riuscendo a conquistare un'attenzione mediatica senza precedenti. Testimonianze come quella del Prof. Luciano Gattinoni, di fama internazionale, e dell'infettivologo Fabrizio Ernesto Pregliasco, Direttore sanitario dell'Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, ci aiutano a comprendere la struttura e le caratteristiche di questo virus prima sconosciuto. Vengono quindi ascoltati i Cobas della Sanità della Lombardia, che ci hanno dettagliato le motivazioni del loro esposto presentato in procura, anche attraverso le parole di Vincenzo Barbarisi, autore dell'esposto. C'è quindi la testimonianza del dottor Gianluigi Spata, presidente dell'Ordine dei Medici di Como e della Federazione Regionale degli Ordini della Lombardia, che ha vissuto personalmente il dramma del contagio. Infine c'è la testimonianza del professor Paolo Antonio Ascierto, che ha ipotizzato e proposto per primo una terapia da covid 19 attraverso il tocilizumab. Emergono così spunti critici e assunti scientifici, in un libro che apre la vista su aspetti inediti di una pandemia che ha richiesto un cambiamento consapevole dei comportamenti di massa in ambito di igiene e prevenzione sanitaria.

Il virus delle verità

D’Errico Antonio G.

La sfinge nell'abisso. Pier Paolo Pasolini: il mito, il rito e l'antico - A cura di Maura Locantore

La sfinge nell’abisso

Locantore Maura - Autori vari

Ho fatto nascere gli animali. Diario di un veterinario (Silvio Marengo)

Ho fatto nascere gli animali

Marengo Silvio

Da Vladimir Majakovskij a David Foster Wallace, da Cesare Pavese a Virginia Woolf: le storie di venticinque scrittrici e scrittori che hanno posto fine alla loro vita. Persone molto diverse tra loro anche rispetto al tema della morte. C’è chi aveva perseguito razionalmente l’atto finale del suicidio passando il tempo a teorizzarlo; chi sembra non aver resistito a una serie di disgrazie terribili; chi portava in sé un dolore emotivo che temeva inguaribile. Elemento comune, una insopportabile sofferenza che troppo spesso e irrispettosamente è stata etichettata come “depressione”. Raccontare queste esistenze è un atto di riconoscenza per gli scritti che ci sono stati lasciati, e insieme un atto di riparazione per l’ipocrisia di una società che ritenendo il suicidio un gesto inaccettabile continua a operare intorno ad esso ogni sorta di manipolazione, dall’occultamento alla sottovalutazione, quando non arriva addirittura all’ostracismo riguardo alle opere e alle figure dei suicidi.

L’ultima pagina

Schimperna Susanna