Un giovane uomo e una giovanissima donna. Lei è vivace e brillante, insieme vivono un amore tempestoso. Dopo l’ennesimo litigio, a Teresa viene un’idea: raccontami qualcosa che non hai mai detto a nessuno – dice a Pietro –, raccontami un tuo segreto inconfessabile, e io farò altrettanto. Così rimarremo legati per sempre. Si lasceranno, naturalmente, poco dopo. Pietro incontra Nadia, e Nadia lo incanta. La morbidezza del suo corpo e del suo carattere sono come un respiro lungo, dopo tanti spigoli. Ma pochi giorni prima delle nozze Teresa magicamente ricompare. E con lei l’ombra di quello che si sono confessati a vicenda, quasi un avvertimento: «Attento a te». Da quel momento in poi la confidenza lo seguirà minacciosa: la buona volontà poggia sulla cattiva coscienza, e Pietro non potrà mai più dimenticarlo. Anche perché Teresa si riaffaccia sempre, puntualmente, davanti a ogni bivio esistenziale. Dopo Lacci e Scherzetto, Domenico Starnone aggiunge una pagina potente al suo lavoro di scavo sull’ambivalenza delle persone e delle relazioni.

Confidenza

Starnone Domenico

Un uomo solo, tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico. Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congegno ipnotico di questo romanzo gotico e sensuale. Come può, è la domanda scandalosa sottesa, il male dare vita a tale e tanta purezza sopra uno spartito? Per vendicare l’onore e il tradimento, il principe di Venosa uccide Maria D’Avalos, dopo averla sposata con qualche pettegolezzo e al tempo stesso con clamore. Fin qui la Storia. Il resto è la nostalgia che ne deriva, la solitudine del principe: è lì, nel sangue e nel tormento, che Andrea Tarabbia intinge il suo pennino e trascina il lettore in un labirinto. Questa storia - è ciò che il lettore scopre sbalordito - ci parla dritti in faccia, scollina i secoli e arriva fino al nostro oggi, si spinge fino a lambire i confini noti eppure sempre imprendibili tra delitto e genio. Con un gioco colto e irresistibile, tra manoscritti ritrovati e chioe di Igor Stravinskij- che nel Novecento riscoprì e rilanciò il genio di Gesualdo - Andrea Tarabbia, scrittore tra i migliori della sua generazione, costruisce un romanzo importante, destinato a restare. L’edificio che attraverso Madrigale senza suono Tarabbia innalza è una cattedrale gotica da cui scaturisce la potenza misteriosa della musica. È impossibile, per il lettore, non spingere il portale. E, una volta entrato, non restarne intrappolato.

Madrigale senza suono

Tarabbia Andrea

È possibile che le vite di una manciata di estranei si sfiorino e si influenzino a vicenda senza mai davvero incontrarsi? John e Stella, Charlie e Beth: due coppie, quattro personaggi le cui storie - ora drammatiche, ora ordinarie, ora leggere e scintillanti come le particelle di polvere che volteggiano in un raggio di sole - nascondono punti di contatto e legami inaspettati. Perché in quella "soglia di inizi e di addii" che è Paddington Station, in quel calderone di solitudini e incontri che è la città di Londra, il destino è sempre in agguato. Amori, disamori, morti improvvise, sconfitte brucianti e clamorosi rivincite si alternano in questo affresco narrativo che si dispiega lungo tre decenni. Per raccontare, in un raffinato e incalzante gioco di specchi, due famiglie ostaggio dei sentimenti e dell'inesorabile scorrere del tempo.

La città dei destini intrecciati

Torino 2011: la governante di casa Doro, Annetta soffre di insonnia e nel silenzio della notte, sente strani rumori provenire dallo studio del pittore Ettore, che però è morto da cinque anni. Scettica e pratica ma incapace di spiegare il mistero, accetta di credere al fantasma del pittore, tornato nel suo studio per rivedere le proprie opere. Ma quando una notte nuovi rumori e improvvisi silenzi spaventano Annetta, decide di chiedere aiuto e consiglio al signor Piola, esperto di cose esoteriche, che purtroppo declina l’invito. Una notte Corrado, nipote del pittore, dopo i soliti fruscii, seguiti questa volta da una concitata discussione, cade da una scala e muore. Annetta, spaventata, scende in strada e mentre esce dal portone vede un’ombra svoltare nella via. Questa volta il signor Piola insospettito da quella strana morte, accetta di interessarsi al caso; convince Annetta a organizzare una seduta spiritica con l’obiettivo di evocare il fantasma di Corrado, nonostante la scettica resistenza della signora Maria. L’ectoplasma di Corrado appare tramite una medium e fornisce indicazioni per trovare il suo assassino. Il signor Piola sorride per il buon esito della seduta e per le indicazioni suggerite dal fantasma ma da quel momento in poi tanti nuovi e sconvolgenti dettagli si aggiungeranno alla storia fino all’inaspettato finale.

Il fantasma di Piazza Statuto

Tallone Massimo