"1938 Lago di Garda. Salò. L’apparente calma del lago è messa a soqquadro dalla frenetica preparazione della Millemiglia. Il Commissario Sartori ha appena litigato con la sua amante, sull’altro sponda del lago, la nobile, indipendente, audace vedova Anna Arquati: anche lei vuole partecipare alla Millemiglia con la sua Bugatti, e il Commissario Sartori, abruzzese di nascita come il sommo vate D’Annunzio, trapiantato a Salò, non è d’accordo. Ma anche queste quisquilie sono poca cosa rispetto a ciò che sta per avvenire: la squadra francese è vittima di un incidente mortale, apparentemente casuale, mentre provava la Delahaye lungo la Gardesana; una maga del luogo, o presunta tale, Nefertari, che aveva predetto sciagure durante la Millemiglia, viene trovata morta nella sua casa. Il Commissario Sartori deve risolvere il caso dei due omicidi, nonostante le pressioni dell’odiosa OVRA fascista, nonostante le ingerenze di questori proni al potere, nonostante I depistaggi e nonostante il languore crescente dovuto alla distanza della sua amante."

La maledizione del numero 55

Tedeschi Massimo

Milo Molteni è un pubblicitario e insieme all’amico Pietro Carminati ha aperto «La Moca», un’agenzia che sforna idee, slogan e campagne pubblicitarie per aziende. Soffre di insonnia, che lui chiama «la mia signora e tiranna» e si è separato dalla compagna Elisa con la quale non è riuscito ad avere un figlio. Tutto cambia quando una notte, alle quattro e sette minuti, i coniugi Mattei, i due anziani inquilini che vivono nell’appartamento sopra il suo, muoiono. Avvelenamento da funghi. Il figlio Gianluca, sconvolto, vuole liberarsi in fretta della casa e quando incrocia Milo il mattino seguente gli confida che i due anziani genitori avevano sempre desiderato vendere il loro appartamento a lui, che negli anni era stato così gentile e affettuoso. Nonostante le cose non stiano esattamente come Gianluca le ha percepite, secondo Milo i due vecchi non erano delle belle persone e l’età da sola non poteva bastare ad assolvere dalla meschinità o dall’idiozia, accetta di buon grado. Nel giro di pochi giorni fa sgombrare l’appartamento ed è proprio in quel momento, mentre i ragazzi di una onlus stanno portando via i mobili dei Mattei, che Milo scopre una seconda porta, nascosta nello sgabuzzino. Una porta che conduce a delle scale e poi giù, verso il cortile. Che senso ha? Perché qualcuno avrebbe dovuto tenere aperto quell’accesso? Quella stessa notte, Milo sente dei passi e dei rumori provenienti dal piano di sopra che non fanno presagire nulla di buono. Che qualcuno possa essere entrato proprio da quella porta? Quando decide di andare a controllare di persona, la sua vita cambia. C’è una persona che dorme sul materasso, l’unica cosa lasciata lì dopo lo sgombero. Milo Molteni non sa ancora quanto l’incontro con Adam, il bellissimo ragazzino migrante che ha preso possesso momentaneo del suo piccolo appartamento, gli cambierà la vita.

La seconda porta

Montanari Raul

"Nato a Palermo nel 1896, da una nobile famiglia siciliana, Giuseppe Tomasi di Lampedusa è un bambino solitario, uno di quelli che preferiscono «le cose alle persone» e che rifuggono la compagnia. Un giorno, dal nulla, nella sua vita arriva Antonno: un bambino bizzarro, «tutto al contrario»: se sfoglia un libro comincia dall’ultima pagina, se vuole andare avanti cammina all’indietro e conta al contrario, provando una infinità pietà per gli zeri. Per tutto il tempo della loro convivenza non c’è verso di fargli iniziare la settimana di lunedì o di togliergli dalla testa che si nasce morendo. Eppure Antonno, «l’albatro», come lui stesso si definirà (tenacissimo, l’albatro non abbandona il capitano nemmeno nella disgrazia) è l’unico spiraglio di luce in un’esistenza altrimenti buia e solitaria, l’unica compagnia di un bambino che vede e sente più degli altri, dotato di una sensibilità particolare, che lo porterà un giorno a diventare uno dei più grandi scrittori del Novecento. Ma all’improvviso, così come è arrivato, Antonno svanisce. Divenuto adulto, Giuseppe partecipa alla guerra del 1915-18 come ufficiale, rimanendo nell’esercito fino al 1925; dopodiché si ritira a vita privata, viaggiando e dimorando per lunghi periodi all’estero, dove si dedica alla stesura di saggi e racconti che non darà alle stampe. Sarà solo quando metterà mano a una storia che cova dentro di sé da tempo, e che ha intenzione di intitolare Il Gattopardo, che Antonno tornerà da lui, e con il suo modo di fare al rovescio accenderà in Giuseppe Tomasi la consapevolezza che «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi»."

L’albatro

Lo Iacono Simona

Scegliere di vivere ciò che si è: può sembrare semplice ma è una delle decisioni più complicate della vita di ognuno. Eppure questa è la scelta che tutti siamo, prima o poi, chiamati ad affrontare se vogliamo arrivare un po' più vicino alla felicità. Questo libro è la storia di una ricerca, il viaggio verso sé e gli altri di chi, costretto ad affermare se stesso ogni giorno, decide di trasformare ciò che poteva sembrare un problema, in un vantaggio. Crescere in una famiglia un po' speciale, scoprire la propria sessualità, innamorarsi, perdersi per poi ritrovarsi, diventare adulti e, infine, genitori; le tappe più importanti della vita affrontate dal punto di vista di una donna che ama le donne, e che sulla naturalezza delle proprie emozioni, sulla consapevolezza di sé, e la convinzione che l'omosessualità non debba essere considerata un problema, ha costruito tutta la sua battaglia di civiltà. "T'innamorerai senza pensare..." è una frase della canzone Figlia che il padre di Francesca, il cantautore Roberto Vecchioni, le ha dedicato quando è nata.

T’innamorerai senza pensare

Vecchioni Francesca