Orano è colpita da un'epidemia inesorabile e tremenda. Isolata con un cordone sanitario dal resto del mondo, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da esperimento per le passioni di un'umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l'edonismo di chi non crede alle astrazioni, ma neppure è capace di "essere felice da solo", il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l'indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l'egoismo gretto gli alleati del morbo. Scritto da Camus secondo una dimensione corale e con una scrittura che sfiora e supera la confessione, "La peste" è un romanzo attuale e vivo, una metafora in cui il presente continua a riconoscersi. Cronologia di Annalisa Ponti

La peste

Camus Albert

In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

Cecità

Saramago José

Anna, una donna sensibile che ama il bello e ricerca i sapori autentici e indecifrabili della vita; Pietro, un nuovo collega arrivato da circa un anno nello studio di architetto dove entrambi lavorano. Tra loro due si sviluppa un complesso e inconfessato rapporto d'amicizia e d'attrazione. Anna e Pietro sono diventati due labirinti comunicanti così emozionanti e coinvolgenti da far paura, soprattutto a lui, già legato sentimentalmente a un'altra donna. Poi arriva l'estate e Anna si concede una lunga vacanza in un borgo di mare un po' aspro e selvaggio del Ponente ligure. Lì si nutre dei colori e della voce del mare e tesse una trama di rapporti delicati con altre persone. Tutto sembra procedere per il meglio fino a che una svolta dai contorni incerti e drammatici la strapperà da quei luoghi e da quei legami appena sbocciati. Senza una parola. In un allontanamento improvviso ingoiato da un temporale.

Nella spira di una conchiglia

Spes Ilaria

"1938 Lago di Garda. Salò. L’apparente calma del lago è messa a soqquadro dalla frenetica preparazione della Millemiglia. Il Commissario Sartori ha appena litigato con la sua amante, sull’altro sponda del lago, la nobile, indipendente, audace vedova Anna Arquati: anche lei vuole partecipare alla Millemiglia con la sua Bugatti, e il Commissario Sartori, abruzzese di nascita come il sommo vate D’Annunzio, trapiantato a Salò, non è d’accordo. Ma anche queste quisquilie sono poca cosa rispetto a ciò che sta per avvenire: la squadra francese è vittima di un incidente mortale, apparentemente casuale, mentre provava la Delahaye lungo la Gardesana; una maga del luogo, o presunta tale, Nefertari, che aveva predetto sciagure durante la Millemiglia, viene trovata morta nella sua casa. Il Commissario Sartori deve risolvere il caso dei due omicidi, nonostante le pressioni dell’odiosa OVRA fascista, nonostante le ingerenze di questori proni al potere, nonostante I depistaggi e nonostante il languore crescente dovuto alla distanza della sua amante."

La maledizione del numero 55

Tedeschi Massimo