Questo romanzo di Sibilla Aleramo è del 1906. La sua immediata fortuna in Italia e nei paesi in cui fu tradotto segnalò una nuova scrittrice, che in seguito avrebbe fornito altre prove di valore, segnatamente nella poesia. Ma soprattutto esso richiamò l'attenzione per il suo tema: si tratta infatti di uno dei primi libri 'femmisti' apparsi da noi.

Una donna

Aleramo Sibilla

La mattina del 24 marzo 1946 Alexander Alekhine, campione del mondo di scacchi, celebre anche per la singolare crudeltà del suo gioco e l’eccentrica personalità, venne trovato privo di vita nella sua stanza d’albergo, a Estoril. Il medico che assisté all’autopsia certificò che la morte era avvenuta per asfissia, provocata da un pezzo di carne cruda conficcatosi nella laringe. “Non è stato rilevato alcunché di sospetto che possa far pensare a un suicidio, né tantomeno a un omicidio” dichiarò. Ma come mai una simile precisazione? Forse perché le foto del cadavere potevano far pensare a una messinscena? Solo un romanziere appassionato di scacchi come Maurensig poteva provare a rispondere a queste domande.

Teoria delle ombre

Maurensig Paolo

Chi è Malik Mir Sultan Khan? L’uomo misterioso di cui parla tutta New York, erede di una piccola parte dell’enorme fortuna di Mrs Abbott, ritiratosi a vita privata in una remota località del subcontinente indiano. È soltanto uno scaltro seduttore di facoltose vedove? E come ha fatto negli anni Trenta a vincere per tre volte il campionato inglese di scacchi partendo da un piccolo villaggio sperduto nella foresta? Un giornalista americano, di stanza nel Punjab a metà degli anni Sessanta, decide di incontrarlo per ricostruire la sua storia. Una storia iniziata con una tigre, che appare nei suoi sogni di bambino e poi si fa reale portandogli via entrambi i genitori. Una storia che prosegue alla corte del nababbo che lo aiuta a perfezionare il suo stile nel chaturanga e lo introduce alla versione occidentale del gioco, per poter sfoggiare le sue vittorie (batterà addirittura il campione del mondo Capablanca) in giro per l’Europa umiliando i colonialisti inglesi. Una storia che s’intreccia con quella del mondo intero quando le sue doti di raffinato stratega trascinano Malik in uno strano gioco di guerra che deciderà le sorti del Secondo conflitto mondiale...

Il gioco degli dei

Maurensig Paolo

William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. (Dalla postfazione di Peter Cameron)

Stoner

Williams John