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A Helena Janeczek il Premio Strega 2018

a cura di Redazione i-LIBRI

A Helena Janeczek il Premio Strega 2018 – Helena Janeczek ha vinto il Premio Strega 2018, con il romanzo La ragazza con la Leica, già vincitore del Premio Bagutta. Il libro è dedicato alla figura di Gerda Taro, giovanissima fotografa, compagna di Robert Capa, morta a neppure ventisette anni su un campo di battaglia nel 1937, durante la guerra di Spagna nelle file repubblicane.

Questa la classifica finale (cliccando sui titoli visualizzerete i commenti da noi pubblicati):

1 . Helena Janeczek, La ragazza con la Leica (Guanda), 196 voti

2. Marco Balzano, Resto qui (Einaudi), 144 voti

3. Sandra Petrignani, La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg (Neri Pozza), 101 voti

4. Carlo D’Amicis, Il gioco (Mondadori), 57 voti (il romanzo, censurato allo Strega Giovani, sarà presto in commento su queste pagine)

5. Lia Levi, Questa sera è già domani (Edizioni e/o), 55 voti

Il Premio Strega Giovani 2018 era già stato assegnato alla scrittrice Lia Levi: «Questa sera è già domani» (Edizioni e/o) è stato scelto da una giuria di ragazzi tra 16 e 18 anni tra gli undici titoli in concorso.

Ed ecco la quarta di copertina del romanzo vincitore:

Helena Janeczek, La ragazza con la Leica – 1° agosto 1937, una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa morta su un campo di battaglia che proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto. È stato lui a insegnarle l’uso della Leica e poi sono partiti assieme per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa. Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto nei tempi più duri a Parigi, dopo che entrambe erano fuggite dalla Germania. Willy Chardack, che s’accontenta del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli aveva preferito Georg Kuritzkes, che ora combatte nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda Taro rimarrà una presenza più forte e viva dell’eroina antifascista celebrata dai discorsi funebri. Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà, erano scintille capaci di riaccendersi a distanza di decenni. Basta che Willy e Georg si risentano per tutt’altro motivo. La telefonata intercontinentale avvia un romanzo caleidoscopico, incardinato sulle fonti originali, di cui Gerda Taro è il cuore attivo.

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