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La cinquina finalista del premio DeAPlaneta 2020

a cura di Redazione i-LIBRI

La cinquina finalista del premio DeAPlaneta 2020

È stata annunciata la cinquina del Premio DeA Planeta. In questa seconda edizione sono state inviate 708 opere, delle quali 274 sono state presentate da autori con pseudonimo.

La prima selezione compiuta dal comitato di lettura designato da DeA Planeta Libri, che ha letto e valutato tutte le opere ammesse al concorso, ha decretato la seguente cinquina di finalisti:

  1. Il ladro di note di Greta Leone (pseudonimo)
  2. Jacu di Paolo Pintacuda
  3. Apri gli occhi di Paola Punturieri (pseudonimo)
  4. Terre di vento di Marco Steiner
  5. Il pugnale di ossidiana di Giulia Nebbia

La giuria composta da Pietro Boroli (presidente di De Agostini Editore), Claudio Giunta (docente e scrittore), Rosaria Renna (conduttrice radiofonica e televisiva), Simona Sparaco (vincitrice della prima edizione) e Manuela Stefanelli (direttrice Libreria Hoepli) dovrà ora valutare i finalisti e, nella situazione d’emergenza attuale, si riunirà in videoconferenza per selezionare il romanzo vincitore della seconda edizione.

Il vincitore della seconda edizione del Premio si aggiudicherà un montepremi di 150.000 euro e vedrà il suo romanzo pubblicato da DeA Planeta Libri in Italia e, successivamente, dal gruppo Planeta in Spagna. L’importo del premio è un anticipo sulle prime 100.000 copie vendute con riferimento a ciascuna edizione cartacea dell’opera. Per le copie eccedenti questa soglia, DeA Planeta corrisponderà all’autore una percentuale di royalty del 10% con riferimento all’edizione trade e del 6% con riferimento alle edizioni tascabili. Sulle edizioni elettroniche, superati i 10.000 download, DeA Planeta Libri corrisponderà una percentuale di royalties pari al 25% sui ricavi netti.

Il romanzo verrà anche tradotto in lingua inglese e francese per essere proposto a editori internazionali.

A causa dell’epidemia la cerimonia di premiazione prevista per il 20 aprile è stata cancellata. L’opera vincitrice sarà annunciata quando le librerie saranno riaperte al pubblico.

Ideato da DeA Planeta, il concorso italiano trae ispirazione dal successo del Premio Planeta spagnolo e per il ricco montepremi attrae anche scrittori affermati, che spesso utilizzano uno pseudonimo per ovvi motivi.

Anche la vincitrice della prima edizione, Simona Sparaco con il romanzo Nel silenzio delle nostre parole (clicca sul titolo per leggere il nostro commento), ha partecipato al concorso con uno pseudonimo (Diego Tommasini).

Leggi il nostro articolo intitolato L’incendio della Grenfell Tower e Nel silenzio delle nostre parole cliccando su questo link

 

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