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Curiosità

SIMONE E JEAN-PAUL: STORIA DI CUORE E D’INTELLETTO

a cura di Marika Piscitelli

Simone e JeanDurante gli anni trascorsi a Parigi, Università della Sorbona, Simone de Beauvoir conobbe Jean-Paul Sartre… E tra i due fu subito intesa.

Ne “La Cerimonia degli Addii”, Simone scrive: “La sua morte ci separa. La mia morte non ci riunirà. È così; è già bello che le nostre vite abbiano potuto accordarsi per un così lungo tempo”. La prima parte di quest’opera raccoglie gli ultimi dieci anni trascorsi con Sartre; da pag. 127 in poi, invece, sono riunite per temi le conversazioni tenutesi nell’estate del 1974 a Roma e, all’inizio dell’autunno, a Parigi.




Vi si troveranno periodi sconnessi, pause, ripetizioni e anche contraddizioni: questo perché temevo di deformare le parole di Sartre o di sacrificarne qualche sfumatura. Esse non apportano alcuna rivelazione imprevista su di lui; consentono però di seguire i meandri del suo pensiero e di udire la sua viva voce”.

Romantico, no?

I due scrittori si confrontavano e si criticavano; forse le loro opinioni si completavano o si influenzavano a vicenda. Alcuni hanno persino sostenuto che il pensiero della Beauvoir altro non fosse che una rielaborazione dell’esistenzialismo di Sartre applicato alle tematiche femminili.

Addirittura in un’intervista trovata su “La Sicilia”, 5 gennaio 2008, Giuseppe Scaraffia definisce la de Beauvoir “una brava memorialista” ma sostiene anche come lei stessa sapesse “… che, senza Sartre, sarebbe stata una scrittrice qualunque”.

Nella stessa intervista, il francesista e scrittore aggiunge poi che “questo, insieme alla sua bisessualità, le ha dato la forza di rimanergli accanto, nonostante i momenti di gelosia”.

Mi sono incuriosita perché fino ad allora avevo immaginato una storia d’amore dai toni più “fiabeschi”, e così ho letto qualcosina…

Pare che Sartre avesse diverse amanti oltre al “Castoro”, nomignolo che aveva affibbiato alla de Beauvoir per sottolinearne la propensione al lavoro, l’infaticabilità.

Non ho mai saputo come condurre correttamente la mia vita sessuale o emotiva; per lo più mi sono sentito profondamente e sinceramente uno sporco bastardo. Un bastardo davvero insignificante, una sorta di universitario sadico, un Don Giovanni ministeriale – disgustoso”.

Allo stesso tempo, fu la de Beauvoir a non volere un matrimonio, preferendo vivere un rapporto sui generis, un’unione “paritaria”.  Tra le altre cose, la coppia seduceva e si scambiava le allieve del liceo… E proprio la madre di una di queste allieve, Nathalie Sorokine, denunciò Simone, che fu licenziata e bandita dall’insegnamento nei licei statali.

Una storia di ripicche e relazioni “adulterine”, dunque, forse basata prevalentemente su un’intesa intellettuale; meno romantica, ma certo più intrigante di quella che mi ero costruita nel mio immaginario. L’amore ha mille e più facce.

Comunque, lascivi o meno che fossero, ciò che è certo è che Simone e Jean-Paul restarono insieme tutta la vita e Simone, morta sei anni dopo, venne seppellita accanto a Jean-Paul nel cimitero di Montparnasse…{jcomments on}

 

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