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Dantesca-mente

Agenzia viaggi Caronte

a cura di Redazione i-LIBRI

Agenzia viaggi Caronte

di Patrizia Sarti

«E tu che se’ costì, anima viva,
pàrtiti da cotesti che son morti».
Ma poi che vide ch’io non mi partiva, 

disse: «Per altra via, per altri porti
verrai a piaggia, non qui, per passare:
più lieve legno convien che ti porti».

(Inferno, canto III)

Dante e Virgilio sono amici da anni, sono scapoli incalliti e non hanno nessuna intenzione di mettere la testa a posto.
Dante, un toscano ribelle. Virgilio, lombardo di nascita, ma ha Napoli nel cuore.
«Che dici Virgilio se facciamo una crociera, è tanto che sogno di andar per mare con una nave gigante. Andiamo sempre a Napoli, ormai la conosco a memoria.»
«Va bene, do un’occhiata in Internet e vediamo cosa ci possiamo permettere.»

La ricerca non dà buoni frutti, i prezzi sono altissimi.
«Caro il mio Dante, non si può fare la crociera… al massimo si può fare quella sul Po. Le altre sono troppo care: io scrivo e non guadagno molto e anche tu non nuoti nell’oro. Non possiamo spendere tutti quei soldi.»
«Sei sempre il solito tirchiaccio Virgy. Andiamo in un’agenzia e valutiamo cosa ci propongono con il budget che abbiamo.»
«Hanno aperto un’agenzia nuova, sulla piazza ove abita la tua amica Beatrice…»

I due si dirigono in quest’agenzia dal nome alquanto particolare: “Agenzia Viaggi Caronte”. All’ingresso spicca un cartello: Sconto del 20% ai primi dieci clienti per la crociera sul fiume Acheronte con visita alla città dolente”.
«Ma sei sicuro che non ci daranno una fregatura? Dove sarebbe codesto fiume? Non l’ho mai sentito nominare», chiede Dante con diffidenza.
«Dai, entriamo e sentiamo cosa ci propongono!»

Aprono lentamente la porta e odono un suono sordo di campane: sembrano campane a morto.
«Cominciamo bene», dice Dante.
Con passo lento si presenta un vecchio dai capelli candidi e lunghi, legati malamente in una coda di cavallo, molto stempiato. Ha una lunga barba incolta, gli occhi arrossati e uno sguardo lugubre e stanco. I suoi tatuaggi visibili raffigurano strane figure mostruose.
«Desiderate fare un viaggio signori?». La voce è gracchiate, sembra uscire dall’oltretomba.
«Si, volevamo informazioni circa la crociera sul fiume che pubblicizzate nel cartello. Vorremmo avere un’idea del programma e del costo. Ma soprattutto: dove sarebbe questa località?»
«Il percorso è sul fiume Acheronte. Ė un fiume sotterraneo, la navigazione avverrà di notte su di una barca di legno con tre cabine, che sarà guidata da me; l’imbarcazione può tenere solo tre coppie alla volta, quindi compirò più traversate… Vi lascio al molo, di fronte c’è un piccolo albergo, vi ospiterà per dormire. La mattina, dopo colazione, si visita la città dolente, situata in una grotta che scende con un notevole dislivello. Verranno organizzati due gruppi con due nostri accompagnatori: il signor Minosse e il signor Pluto. Avrebbe dovuto partecipare anche il signor Cerbero, ma ha battuto “una” testa contro uno stipite e non si sente bene, non prende mai bene le misure.
La città è su più piani: ne visiterete uno alla volta, potrete vedere opere d’arte con varie raffigurazioni di ambientazione infernale, l’artista era un po’ strano. Potrete ammirare lavori di artigiani del posto, soprattutto fabbri e vetrai che lavorano con il fuoco, chi vuole potrà acquistare dei souvenir. Poi ci sono animali feroci, vere e proprie fiere, in uno zoo unico al mondo, rimarrete stupefatti.
La grotta è sotterranea, ma non è umida, anzi è piuttosto calda, si sta bene insomma. A metà del percorso prevediamo un barbeque per tutti, con carne bianca e verdure, così le donne che sono a dieta non rompono le scatole. Una volta arrivati in fondo, valuteremo chi si meriterà di tornare in superficie. Siete solo voi o ci sono anche le vostre mogli?», conclude Caronte con uno stano ghigno disegnato sul viso.
«Siamo soltanto noi due… Come dobbiamo intendere la frase “chi si meriterà di tornare”? Si rischia di rimanere là?», chiede Dante con scetticismo crescente.
«Stia tranquillo, è come una lotteria a premi: alcuni potrebbero restare gratuitamente nella città per altri giorni, altri potrebbero vincere un’altra gita, questa volta in montagna: una montagna talmente alta che tocca il cielo, la cima si raggiunge con un drone alato.»
«Il costo a quanto ammonterebbe?», chiede Virgilio, al quale questa sembra l’unica vera preoccupazione.
«Be’, sono cento euro a testa per la caparra. Il resto dipende: le visite che si scelgono, cosa si mangia, se volete fare una sauna o un massaggio… valutiamo lungo il percorso.»
Dante è sempre più preoccupato:
«Bene, signor…?»
«Caronte», suggerisce lo strano agente.
«Bene signor Caronte, adesso io e il mio amico ne parliamo, poi le faremo sapere. Nel caso decidessimo di partire, prenoteremo e verseremo la caparra. Per il momento grazie e arrivederci.»

Dante esce dall’agenzia in modo fulmineo, come avesse il fuoco dietro, visibilmente agitato e pallido in volto. Si sente quasi svenire.
«Dante, non mi sembra male come gita, costa poco… poi c’è la carne ai ferri, io amo il barbeque.»
«Senti, taccagno, se non hai notato che quel Caronte è leggermente strano, sei proprio grullo; ci porta con una barca dove possono salire solo tre coppie, e deve fare varie traversate? E poi codesta città a piani… Suvvia, non ci pensare neanche. Adesso ho bisogno di qualcosa di forte per riprendermi, andiamo al bar, non voglio più sentir parlare di crociere, né in mare né sul fiume.»
«Va bene, come sei suscettibile! Allora facciamo il solito giro a Napoli, magari anche un salto in Calabria. No, in Calabria è meglio di no, più avanti… Sei proprio sicuro che non vuoi andare a fare quella crociera?»
«Non voglio!!!»

Foto di cover: Gustave Doré, Caronte (1861)

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