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Dantesca-mente

Dante veggente non si smentisce

a cura di Redazione i-LIBRI

Dante veggente non si smentisce

di Rocco Herman Puppio

INFERNO canto XVI

“La gente nuova e i sùbiti guadagni
orgoglio e dismisura han generata,
Fiorenza, in te, sì che tu già ten piagni”…

Sto correggendo la bozza del mio secondo romanzo.
Bip di messenger:
«Herman, ti potrebbe interessare www.i.com/concorsi/dantescamente/
Rispondo:
«Non so, potrei pensarci nel fine settimana.
Grazie per il suggerimento.»
Penso che dovrei almeno provarci.

Vado a correre.
La sfida s’insinua nelle mie priorità.
Arrivo al lungotevere, attraverso ponte Milvio.
Associo il ponte a Costantino. Potrei ispirarmi a lui come incipit del racconto.
Corro più veloce del solito, i giri del mio circuito s’infuocano del rosso di un tramonto che va a nascondersi dietro Monte Mario, l’acqua della piena del Tevere continua a sommerge le passeggiate delle banchine, l’aria umida della sera mi scivola dalla fronte insieme al sudore, calpesto la terra per guadagnare tempo e distanza per finire la corsa.

Torno a casa, faccio una doccia.
Dante on my mind.
Cerco nella libreria, ci dovrebbe essere un’edizione tascabile della Newton Compton, eccola sommersa dietro libri più voluminosi.
Costava mille lire, cinquanta centesimi di euro: un capolavoro della letteratura italiana a soli cinquanta centesimi!
Indice dei nomi, Costantino è nel Paradiso al XX Canto:

L’altro che segue, con le leggi e meco,
sotto buona intenzion che fé mal frutto,
per cedere al pastor si fece greco:

ora conosce come il mal dedutto
dal suo bene operar non li è nocivo,
avvegna che sia ‘l mondo indi distrutto.

Non sono convinto.
Chiudo il libro, aprirò a caso le pagine, il canto che mi apparirà per primo davanti agli occhi sarà quello a cui ispirarmi.
Inferno Canto XVI terzo Girone del settimo cerchio, dove sono puniti i sodomiti.
Bella sfida.
Chi sono Guido Guerra, Tegghiaio Aldobrandi e Jacopo Rusticucci?
Non ricordo di averli studiati. Anche se così fosse stato, di certo non sono rimasti impressi nella mia memoria.

Messaggio WhatsApp, mio figlio Stefano da Londra:
«Pa’ è caduto il governo!»
«C’era d’aspettarselo. Ci sentiamo dopo.»

Leggo i versi del Canto.
Nobili e valorosi fiorentini bruciati da pioggia di fiamme che Dante sfiderebbe per poterli abbracciare, vittime dei loro vizi e per questo condannati alla dannazione.
Chiedono della loro Firenze che ha perso i valori tradizionali per quelli più a buon mercato dell’usura e del commercio dei nuovi ricchi venuti dal contado.
Che mente il nostro Dante.
Come i protestanti si fanno indicare la preveggenza divina aprendo a caso la Bibbia, alla Divina Commedia si dovrebbero chiedere le sorti del nostro presente e futuro laico, secolare.
Ma certo, la Firenze di cui chiedono il Guerra, l’Aldobrandi e il Rusticucci  è l’Italia di questi giorni, un Paese senza guida che cerca di uscire dalle crisi politiche perenni, dall’economia stagnante, dove ci sia un lavoro dignitoso per molti, una Scuola al passo coi tempi, una Sanità più efficiente.
Quali sono i valori cortesi della società comunale, ormai perduti, di cui si rammaricano i tre dannati fiorentini, se non le ricchezze ereditate dal ricco Passato e dalla  rigogliosa Natura del nostro Bel Paese, tenuti al margine degli interessi collettivi.
E la sete di denaro e avarizia della nuova borghesia di Firenze accusata dai tre sodomiti, sicuramente è il potere in mano all’attuale classe dirigente priva di Cultura la cui considerazione è pari ad un bene di consumo e non come linfa nutriente del nostro essere umani.
E la pioggia di fuoco che lacera i tre personaggi?
Non voglio pensarci.
M’illudo si spenga prima possibile, come nel proseguimento del cammino del Sommo, il Paradiso, un Paradiso Terreste sia il premio che il Mondo si aspetta.

Foto di cover: Amos Nattini, Divina Commedia, Inferno, canto XV°. Tra le anime dannate dei sodomiti…

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