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L’età di Merkel

a cura di Redazione i-LIBRI

L’età di Merkel di Paolo Valentino, disponibile dal 26 agosto 2021, edizioni Marsilio Nodi

«Poi accadde l’imprevisto: Merkel, che non aveva detto una sola parola, si conquistò in un momento la simpatia della nazione. Nessuno poteva saperlo, ma la sua parabola sarebbe durata sedici anni e avrebbe cambiato per sempre, nel bene e nel male, la Germania e l’Europa».

Prima cancelliera della Repubblica Federale, Angela Merkel ha rivoluzionato la politica tedesca, europea e, attraverso le relazioni con Cina, Russia e Stati Uniti, anche quella mondiale. Nessun leader della storia recente ha saputo guidare un grande paese così a lungo, attraversando una serie ininterrotta di crisi gravi e drammatiche. Merkel lo ha fatto tenendo saldamente la Germania nel solco dell’Europa e trovando sempre soluzioni che le condizioni politiche e lo spirito del tempo rendevano possibili.

Dal decisivo «Wirschaffen das» del 2015 all’idillio infranto con Matteo Renzi, dai regali di Berlusconi all’esasperazione di Macron, dall’addio al nucleare al salvataggio della Grecia, dalle offese di Trump al rapporto speciale con Mario Draghi, al discorso alla nazione di fronte all’emergenza Covid-19, successi e svolte brusche rivivono nel racconto della cancelliera e di donne e uomini che l’hanno frequentata e hanno lavorato al suo fianco, grazie a interviste esclusive con i più stretti collaboratori e avversari, ex ministri, diplomatici, alleati, giornalisti, ex premier italiani e stranieri.

Spaziando dal rapporto con l’Europa al confronto con i singoli capi di Stato e di governo– da Obama a Trump fino alla Russia di Putin, passando per la Francia e l’Italia –, Paolo Valentino scava nell’età di Merkel, portando alla luce episodi inediti, curiosità e passaggi cruciali che sono stati il segreto della sua durata.

«Fate attenzione alla ragazza». Scopriamo che scrisse questa frase, in pennarello verde, l’allora cancelliere Helmut Kohl invitando i vertici cristiano-democratici a tenere d’occhio Angela Merkel, da lui appena nominata ministra nella Germania riunificata. Era giovane, veniva dall’Est: ne aveva intuito il talento ma — evidentemente — la sottovalutava. Pensava che gli alti funzionari Cdu, tutti maschi e dell’Ovest, dovessero indirizzarla. «Suvvia, non esageriamo, lasciamo la chiesa in mezzo al villaggio: i tedeschi hanno detto chiaramente chi vogliono alla guida del Paese. Solo io posso dar vita a un governo stabile». Queste parole vennero invece pronunciate in diretta tv, la sera del 18 settembre 2005, da Gerhard Schröder. Le rileggiamo ora e ci viene da sorridere: in pochi secondi regalò a «Frau Merkel» — si era rivolto a lei così, spavaldo, convinto di averla battuta e poterla chiudere nell’angolo dell’inesperienza — la simpatia dell’intera nazione.

Il 22 novembre Doktor Angela Dorothea Merkel, laureata in Fisica e specializzata in Chimica dei quanti, educata nella Ddr, avrebbe giurato da cancelliera nell’edificio del Parlamento ridisegnato da Norman Foster. Da allora sono trascorsi quasi 16 anni e quattro mandati. Il tempo di definire un’epoca L’età di Merkel. È questo il titolo del libro (Marsilio) che Paolo Valentino, corrispondente del «Corriere della Sera» da Berlino, ha scritto risalendo e ridiscendendo il fiume di quanto è accaduto dagli esordi nel 1990 — in un altro secolo e mondo — fino a questa ultima stagione a tratti amara. Di ogni passaggio pubblico e di alcuni personali, l’autore accosta la scena ai retroscena, i discorsi ufficiali alle battute memorabili (e poco note) di una capitana attenta a controllare ogni parola — come fa per sempre chi è cresciuto in un regime ad alta sorveglianza — ma capace di «un umorismo contundente» e incredibilmente brava nelle imitazioni dei compagni di summit. Valentino ripercorre le date principali, la sequenza delle Morgenlagen, il punto del mattino alla cancelleria, le cene bilaterali, le vacanze italiane, le serate all’Opera. Chi teme di trovarsi tra le mani un paludato saggio sull’eredità merkeliana può subito abbandonarsi a una lettura avvincente, stracolma di sorprese, di porte che si spalancano su una teoria di stanze affollate di leader (bellissima l’ultima sera con Barack Obama all’Hotel Adlon, davanti alla Porta di Brandeburgo) e di persone comuni (imperdibile la visita privata dei coniugi Merkel a Cristoforo Iacono, l’ex maître del Miramare dove la coppia era solita scendere a Ischia, finita a casatiello e pastiera).

Non un saggio, non una biografia, questo libro — anticipa l’autore nel prologo — «è il tentativo di raccontare la stagione al potere di una donna, diventata adulta dietro la Cortina di ferro, che con perseveranza e tenacia, capacità di adattamento e durezza, discrezione e coraggio, ha marcato come nessun altro un tratto decisivo della storia tedesca ed europea». Una sola è la domanda che da queste righe approda all’epilogo: come sarà ricordata Angela Merkel dopo il 22 settembre, data delle prossime elezioni? Lei — alla quale è stato spesso associato l’appellativo di Mutti, mamma della nazione — siederà nella tribuna dei padri della patria? Accanto a Konrad Adenauer e Willy Brandt, i cancellieri della fondazione (il primo per la Westbindung, la collocazione a Occidente del Paese uscito dalla Seconda guerra mondiale, il secondo per la Ostpolitik, la riconciliazione con l’Est), e a Helmut Kohl, il cancelliere della riunificazione?

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