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Eventi

Bambini nel vento

a cura di Laura Monteleone

Bambini nel vento  – Ci sono emozioni vissute nell’infanzia che sono capaci di diventare indelebili. A volte portano con sé un bel ricordo e una lezione importante. Creare e far vivere queste emozioni è stato l’intento di Antonio Gentile e Adelina Rossella Faraldo, con la collaborazione di Laura Monteleone, che hanno realizzato un evento per la Giornata della Memoria dedicato a tutti, ma in maniera speciale ai giovani e giovanissimi. Antonio Gentile, che da anni è impegnato a divulgare cultura con la sua associazione Lucignolocafè, ha pensato a un percorso di lettura interpretata, di improvvisazione narrativa e di accompagnamento musicale e fotografico.

Domenica 27 gennaio, in una giornata di atmosfera particolarmente in tema, con i fiocchi di neve lenti e silenziosi che scivolavano dal cielo come provenendo da un’altra epoca, si è tenuto l’incontro presso la Biblioteca “Primo Levi” di Mulazzano. Un pomeriggio intimo e raccolto, inaugurato con un minuto di silenzio dedicato a tutte le vittime dell’intolleranza e della crudeltà (dis)umane. Un tempo fuori dal tempo, durante il quale ci si è incamminati in punta di piedi dentro alcune delle storie che la letteratura ci ha regalato per aiutarci a conoscere e a pensare.

La partecipazione attiva dei bambini e dei ragazzi ha reso più concreta la lettura dei brani tratti da L’amico ritrovato di Fred Uhlman, Il bambino con il pigiama a righe di John Boyne e La strada di Cormac McCarthy. Laura e Antonio hanno interpretato una coppia in partenza per un weekend di svago e spensieratezza, da vivere tra Stoccarda e Berlino, per partecipare alla Fiera della Vanità. Personaggi che invece si troveranno a fare i conti con una situazione ben diversa dalle loro aspettative, catapultati in una realtà terribile che avrà bisogno di tempo per essere accettata e capita.

Le canzoni di Guccini e Gaber hanno corroborato le riflessioni e le raccomandazioni indirizzate a questa coppia incauta, che viveva una vita fatta di niente e inconsapevole del grido di aiuto delle vittime del passato, ma anche del presente. Una coppia di personaggi che interpreta l’umanità stessa e che al termine del percorso, acquisita una profonda consapevolezza, si inginocchia a chiedere perdono per gli accadimenti tragici del passato, con il proposito di ricordare, per non continuare a rovinare le creature umane e il luogo dove dimorano. Le immagini e le parole del libro La strada hanno accompagnato alla conclusione: sullo scenario di un mondo apocalittico l’uomo ha ancora la possibilità di cambiare il suo destino. Al solo lume di una candela si è celebrata la speranza:

Ce la caveremo, vero, papà?

Sì. Ce la caveremo.

E non ci succederà niente di male.

Esatto.

Perché noi portiamo il fuoco.

Sì. Perché noi portiamo il fuoco.

 

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