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Conoscere il cinema di Pier Paolo Pasolini

a cura di Redazione i-LIBRI

Conoscere il cinema di Pier Paolo Pasolini – parte quarta

Prende il via il 15  febbraio al Centro Studi Pasolini di Casarsa il quarto ciclo di lezioni e proiezioni “Conoscere il cinema di Pier Paolo Pasolini”, tutto dedicato ad uno dei mondi che più affascinò l’autore: quello della Grecia arcaica, con i suoi miti ancestrali, messi in scena dai grandi tragici Eschilo, Sofocle ed Euripide. Gli appuntamenti in programma sono tre: “Il mito e la tragedia di Edipo” (15 febbraio) , “Medea, la strega che amava Accattone” (22 febbraio) e “Appunti per un’Orestiade africana” (1 marzo).

Tutti gli incontri avranno inizio alle ore 17.30 presso il Centro Studi Pier Paolo Pasolini.

Il corso è riservato ad un massimo di 40 partecipanti.

Per iscrizioni e informazioni segreteria lunedì-venerdì 15.00 – 19.00

tel. 0434 870593 – info@centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it

Leggi la news con tutti i dettagli sul sito del Centro Studi

Sul sito www.lafeletrinelli.it

E-book – «Questo volume raccoglie le sceneggiature di tre film tra i più intensi e poetici di Pasolini: opere che al loro apparire suscitarono entusiasmi, discussioni e polemiche. Nel Vangelo secondo Matteo (1964) Pasolini esplora la figura sociale di Cristo e il rilievo storico del suo messaggio, dipingendo un Gesù più feroce contro i ricchi che contro i duri di cuore: la rabbia di questo Cristo è la stessa di Pasolini contro il filisteismo e contro la dissacrazione operata dal neocapitalismo. Nell’Edipo re (1967), ambientato in una Grecia arcaica e tribale, la tragedia di Sofocle viene riletta in una luce inedita: la vicenda del sovrano di Tebe segna l’imporsi dei tempi circolari della vita e del mito su quello lineare della storia. In Medea (1969) Pasolini rappresenta nuovamente il conflitto tra una visione religiosa e una visione illuminista e razionalista del mondo: la Medea di Maria Callas, furiosa portatrice di una antica e barbarica religiosità immersa in una società ormai profana, si ribella contro lo scettico attivismo di Giasone.» (Dall’introduzione di Morando Morandini).

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