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Maratea: “2015-1975: Pasolini classico contemporaneo”

a cura di Redazione i-LIBRI

Nell’estate del ’59 (l’anno in cui viene pubblicata “Una vita violenta”,  quattro anni dopo il successo del ’55 di “Ragazzi di vita ), incaricato da un settimanale e accompagnato dal fotografo Paolo Di Paolo, Pier Paolo Pasolini attraversa l’Italia in un viaggio da Ventimiglia a Trieste, a bordo di una Fiat Millecento.  Ne nasce il reportage intitolato “La lunga strada di sabbia”. Uno scritto nel quale il giornalista lascia spesso affiorare il suo profilo di scrittore e la sua anima di poeta: «Non è mica una chiacchiera che qui profumano zagare e limoni, liquerizia e papiri. Lascio andare Taormina, che è indubbiamente una cosa d’una bellezza suprema (ma dove, come a Positano e a Maratea, io non mi sono trovato bene): posso però affermare che il viaggio da Messina a Siracusa può fare impazzire».

E proprio in questo tratto meridionale dell’itinerario si colloca la tappa di Maratea:

Maratea, Maratea, nome magico, che mette sospetto, in ansia, come tutte le cose di moda, a cui non si vuole arrivare secondi e d’altra parte non si vorrebbe arrivare affatto.Si parla di Maratea in tono ironico-solenne, come dell’ultima, grande, misteriosa scoperta degli industriali milanesi.
In realtà, passata Sapri, con la sua umile spiaggetta per borghesi indegni, e imboccata la pensiola calabra, ho pensato: «Però, questi industriali milanesi.»
La costa infatti non ha niente di ciò che si considera convenzionalmente bello, neanche sulle orme del Boccaccio: semplicemente, la costa è tremenda. Mai vista tanta perfezione: un enorme scoscendimento, tagliato da biechi torrenti – Mezzanotte, Malcanale… – grigio, di roccia, tempestato da ciuffi d’un verde tutto uguale, che precipita a picco sul mare. Lo schema è quello sorrentino, amalfitano, ma è riempito da un concreto inferno: ossessivo: e il risultato è stupendo.
Maratea, però. Comincia con l’essere un’oasi molto più dolce: ci sono boscaglie, e la costa finisce con maggior dolcezza nel mare. Su un grande prato, che sembra quasi un parco inglese, sorge l’elegante, celebre albergo degli industriali. Sì, è bello, ma io mi ci annoio.


Riparto, mi perdo nelle Calabrie: che si fanno sempre più Calabrie, sempre più Calabrie, finché a Pileto, a Palmi, comincia la Sicilia. Avevo sempre pensato e detto che la città dove preferisco vivere è Roma, seguita da Ferrara e Livorno. Ma non avevo visto ancora, e conosciuto bene, Reggio, Catania, Siracusa. Non c’è dubbio, non c’è il minimo dubbio che vorrei vivere qui: vivere e morirci, non di pace, come con Lawrence a Ravello, ma di gioia.”

Questa premessa per ricordare che Maratea ospiterà l’evento intitolato “2015-1975: Pasolini classico contemporaneo” nelle giornate del 27 e 28 novembre, con esonero MIUR per i docenti. Ecco il programma nella locandina del convegno internazionale dedicato a Pasolini e organizzato dalla Regione Basilicata. Tanti sono i relatori previsti: provengono da università italiane e straniere, dal CNR, dagli istituti culturali…

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