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Poesia

Cuore errante

a cura di Laura Monteleone

Cuore errante – un recital di Antonio Gentile commentato da Adelina Rossella Faraldo

Sabato 25 gennaio, presso la Sala Consiliare del Comune di Mulazzano (Lodi), ci si è dati appuntamento per un evento singolare, svolto sotto la direzione del suo ideatore e realizzatore, Antonio Gentile, dell’Associazione culturale Il Lucignolo di Mulazzano.

Un racconto poetico che ha celebrato la giornata della memoria con una prospettiva differente, riflessiva, toccante, coinvolgente. Cuore errante nasce con l’ambizione di ripercorrere tutta la vita di un uomo ebreo, dal suo inizio fino alla fine. La costante è l’arte considerata come un lavoro qualsiasi, l’anima fango, che amalgama contraddizioni religiose e politiche, amore e piacere, che gioca, che compra e vende, che vuole la guerra e non la vuole, che sta dietro alle sbarre, ma frequenta i secondini, che rompe i vetri di una casa che non c’è più. Come in un crescendo il suo cuore si disfa, la sua vita, un piccolo fuoco, è fallita. Ma nella morte, scintilla luminosa, finalmente intravvede il suo Dio, il Dio dell’Antico Testamento, e il suo cuore finalmente si ricompone…. e alla fine di tutto, questo grande piccolo uomo errante, che sembra voglia umilmente scusarsi di esistere, ci raccomanda di non ascoltare le sue pur magnifiche elucubrazioni, ma soltanto il colibrì e la farfalla, che sono parte importante della meravigliosa natura, la quale permette al mondo di sopravvivere. Il colibrì, con il suo mulinello veloce, e la farfalla con la sua esistenza effimera, spargono vita sulla terra, realizzando ciò che Dio ha nei suoi disegni non scritti.

Un testo innamorato della sua storia, paradigma dell’esistenza umana. Scorci del cammino di un ebreo errante, narrati attraverso un linguaggio potente, ora intimo e ora quasi gridato, una voce piegata dal dolore, dalla sconfitta, ma forgiata anche dalla speranza. Tutto questo ha preso vita in un recital condotto dalle voci dialoganti di Antonio Gentile e Laura Monteleone, interpreti di questo cuore pieno di vita e di contraddizioni, di strappi e di evoluzioni. Fotogrammi di memorie e di speranze. Gli interpreti si sono mossi in un’atmosfera sospesa, tra un quasi buio e una quasi luce, testimoni essenziali degli stati d’animo che prendevano corpo attraverso le parole accompagnate dalla musica parlata di Antonio Gentile (musicista e poeta che porta nel cuore Cohen).

Una bellissima performance: le parole sollevate come creature vive, dal pensiero alla concretezza della scrittura, alla libertà espressiva della voce, al gesto silenzioso, alla danza immaginata, al verbo ispirato di una armonica antica.

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