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Eventi

Ester o l’invenzione del carnevale

a cura di Laura Monteleone

Ester o l’invenzione del carnevale di Marco Tibaldi

Si è appena conclusa a Milano la quinta edizione delle “Giornate di archeologia, arte e storia del Vicino e Medio oriente” (9 – 11 maggio 2019). L’iniziativa è nata nel 2015 per diffondere sul territorio la conoscenza del grande patrimonio culturale, storico e artistico della regione e ha suscitato un crescente interesse nel pubblico milanese.

Davvero ricche di eventi, le Giornate sono state promosse dalla Fondazione Terra Santa, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana e lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Quest’anno l’iniziativa ha coinvolto anche l’Università Cattolica e l’Università IULM e si è avvalsa della collaborazione di Adac (Accademia delle antiche civiltà) e Ucsi Lombardia.

Al termine della seconda giornata, alle ore 21 presso l’Auditorium dell’Angelicum di Milano, è stato offerto uno spettacolo teatrale molto originale intitolato Ester o l’invenzione del carnevale. Atto unico creato e interpretato da Marco Tibaldi, attore e docente di teologia, che assieme a Laura Tibaldi (voce) e Francesco Giordano (tastiere) formano da parecchi anni la compagnia teatrale Gli amici di Guido (vedi Facebook). La storia, narrata in uno stile giullaresco e pieno di brio, è tratta dal recentissimo libro di Marco Tibaldi Zuppe, balene e pecore smarrite. Racconto di donne, uomini e cose dallo straordinario mondo della Bibbia, Edizioni Terra Santa 2019 (clicca sul titolo per visualizzare la scheda del libro).

La Compagnia nasce a Bologna, dove comincia a portare le sue storie per le strade della città e della provincia, e dove suscita grande interesse e ottiene un successo tale da portarla spesso in varie località italiane. Per la prima volta ha adattato uno dei suoi spettacoli alla cornice di un palcoscenico imponente come quello dell’Angelicum di Milano.

Marco Tibaldi e i suoi compagni hanno travolto e trascinato il pubblico, con energia ed entusiasmo, nell’avventura della Bibbia interpretata attraverso una narrazione innovativa e sorprendente. La dimensione del divertimento fanciullesco è sostenuta dalla solidità di una profonda cultura, che non si nega affatto tra le righe della recitazione, divenendo complice speciale della comicità e garantendo una grande performance artistica.

L’incontenibile spazio recitativo si è esteso tra le file degli spettatori di tutte le età, che di tanto in tanto sono stati coinvolti attivamente, loro malgrado, nello sviluppo della storia. Marco Tibaldi, sintesi perfetta tra docente e attore, imprime alle sue storie un’energia essenziale e prorompente. I personaggi di cartapesta prendono incredibilmente vita tra le sue mani, suscitando un fortissimo impatto capace di sciogliere anche l’emotività più corazzata del suo pubblico.

Lo spettacolo si avvale di azioni decisive per veicolare messaggi e suscitare il desiderio di riprendere dimestichezza con il Libro dei libri. Ci sono le canzoni famose interpretate con magistrale freschezza da Laura, la colonna sonora di Francesco che dialoga impeccabilmente coi protagonisti, e l’abilità di Tibaldi di riportare le situazioni bibliche a una contemporaneità quotidiana, familiare e concreta. Spesso per noi filtrata dai palinsesti televisivi, primi fra tutti quelli dei reality show.

Come indica nell’introduzione del suo libro, Marco Tibaldi vuole offrire una rilettura della Bibbia per mostrare che anch’essa, molto tempo prima dei reality, si è occupata delle questioni fondamentali della vita degli uomini, e in primo luogo del rapporto tra l’uomo e la donna, il primo grande incontro tra due diversità, in tutte le sue sfumature.

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