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Eventi

Voci del verbo fare

a cura di Laura Monteleone

Highlights dalla mostra Voci del verbo fare

Quando l’arte diventa strumento per scrivere la propria storia. È questa la sensazione avuta nell’incontrare Giorgio Gessi e Valentina Musiu all’inaugurazione della mostra davvero originale che si tiene questi giorni a Milano (10 aprile – 3 maggio) a Palazzo Renzo Piano, presso lo spazio espositivo PwC sempre open, in Via Monte Rosa 91.

Fabrizia Buzio Negri, curatrice della mostra e profonda conoscitrice di Giorgio Gessi e Valentina Musiu, ci introduce all’essenza creativa che ha ispirato le opere presenti in questa esposizione: “Ho amato subito quella sorta di linfa vitale che sanno trasmettere ai loro materiali prediletti, il vetro e il legno, confinati solitamente nei limiti di un artigianato di qualità, facendoli vivere, con una ispirazione appassionata ed esaltante, nel mondo dell’arte.”

Un’arte che si è scoperta poco a poco nella ricerca espressiva dei due artisti, che si sono lasciati guidare dal desiderio sognante della propria interiorità per trasformare in concretezza le loro inclinazioni latenti. Molto diversi tra loro hanno saputo accostare in modo sorprendente le loro interpretazioni, anche su uno stesso soggetto (da non perdere l’omaggio al drago giapponese).

Giorgio Gessi è un artista autodidatta tradatese che ha visto le sue opere esposte al Carrousel du Louvre di Parigi. I suoi “quadri” nascono da una complicata e paziente tecnica di lavorazione su vetro a più strati, in parte dipinti e in parte incisi con uno speciale trapano a punta diamantata. “Il vetro mi consente effetti che non posso ottenere con la tela o con altri supporti, la passione per la pittura fin da ragazzo mi ha portato inizialmente a dipingere con la tecnica olio su tela. Con gli anni ho appreso altre tecniche, disegnando anche su pergamena, sulla quale realizzavo per lo più paesaggi, sino ad approdare alle incisioni su vetro. Ad esempio, i miei quadri hanno sei vetri sovrapposti, di cui tre incisi e tre trasparenti, per creare la profondità di campo, in altri termini la terza dimensione.” La sua cifra creativa deve molto all’Art Nouveau e al Japonisme di fine Ottocento ad essa legato. L’omaggio intenso alla femminilità e alla poesia della realtà sono gli aspetti fondanti della sua artisticità, multi sfaccettata e vibrante di suggestioni.

Valentina Musiu è un’artista sarda che, dopo aver lavorato a Venezia e Bologna, ha dato vita al suo laboratorio di “Valegnameriaa Olia Speciosa (Castiadas), in un locale ereditato dal nonno. Piccoli pezzi di legno, di un certo spessore, derivati da scarti di lavorazione danno vita a immagini e ritratti. Come racconta Valentina è una vera sfida tagliare, per lo più triangoli e comunque forme geometriche spigolose, e assemblare il legno seguendo la sua fantasia sfrenata. Una plasticità di grande impatto, dai vividi colori primari, e nonostante tutto “morbida” nelle linee dei visi e degli sguardi dei suoi personaggi, decisamente accattivanti. Immediatamente riconoscibili: Frida Kahlo, Marilyn, David Bowie, Maria Lai, “Il Bacio” di Klimt.

Scalpellino e traforo, una laboriosità paziente che non ha dimenticato i mattoncini Lego dell’infanzia, una passione e un divertimento che sono approdati a forma di vera arte. Le sue creazioni più amate dai turisti sono quelle dedicate agli aspetti tradizionali della Sardegna (Maria Lai), ma le sue creature ora vanno dappertutto. Negli Stati Uniti, ad esempio, sono finite con successo le lingue di legno dei Rolling Stones!

Lungi dal tradire le proprie vocazioni questi due artisti hanno avuto il coraggio di ascoltarle, di perseguirle e realizzarle. Di elevare la loro ricerca personale a viaggio e linguaggio universale, come è proprio dell’arte. Il loro successo infatti è frutto di originalità e capacità narrativa intrinseca ai loro “manufatti”, immediatamente comprensibili e condivisibili.

Per saperne (e vedere) di più si possono visitare le pagine FB di Giorgio Gessi e della VALEgnameria di Valentina Musiu (cliccate sui nomi per essere indirizzati).

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