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Reportage

Una goccia di splendore

a cura di Laura Monteleone

Una goccia di splendore – un recital per Fabrizio De André

All’indomani del primo giorno d’estate Bresso ha regalato al suo pubblico, e non solo, una serata incantevole in memoria di un artista strepitoso. Lo spettacolo è nato nel segno di una meravigliosa sinergia tra docenti, allievi ed ex allievi della Scuola Civica bressese che proprio a Fabrizio De André è intitolata. Un doppio omaggio, dunque, dentro un impegno qualificato e qualificante, che ha visto coinvolti tanti ragazzi e tanti adulti accomunati dallo stesso entusiasmo e dalla medesima generosità. Quella generosità che il cantante, poeta, pensatore, ha dedicato alla gente tutta, ritraendola con amore nella sua più fragile e profonda umanità.

“Una goccia di splendore – musiche parole e ricordi di Fabrizio De André” ha disegnato una parabola piena di verità, narrata attraverso letture piene di pathos e canzoni accompagnate da un’orchestra esemplare (voce solista Daniele Arzuffi, che con la sua chitarra ha impersonato magistralmente lo stesso De André).

Ho visto il pubblico fortemente toccato da quello che accadeva sul palco. Ho visto riaccendersi memorie dentro gli sguardi commossi, memorie anche personali, perché l’immensa produzione artistica di De André, che ha segnato indelebilmente i momenti pubblici della vita del nostro paese, al tempo stesso è penetrata intimamente nella quotidianità di ciascuno di noi. Faber non ha mai smesso di avere qualcosa da dire a tutti noi, di spronarci a pensare, a capire, e soprattutto a reagire di fronte a una realtà non sempre consona all’etica autentica della creatura umana. In ultima analisi, non ha mai smesso di spingerci a vivere e ad amare con tutti noi stessi. Per questo il pubblico ha sentito vibrare sensibilmente le anime dei protagonisti che hanno costruito e dato vita a questo spettacolo. E poiché non era possibile confinare un racconto così sfaccettato a un’unica serata alcune voci hanno varcato questo confine, confidandosi e consegnando le loro sensazioni, a volte sorpresi essi stessi dall’esito imprevedibile nelle ripercussioni personali.

Non conoscevo nulla di questo grandissimo artista, fare questa esperienza mi ha aiutato a comprendere parole ed emozioni trasmesse dalle sue canzoni e a conoscere momenti della sua vita. Credo sia importante che molti conoscano cosa ci sia dietro il suo operato e mi è piaciuto poterlo raccontare a chi magari non lo sapeva. Andrea Donzelli (attore – allievo)

 I giorni di preparazione e lo spettacolo sono stati un’esperienza meravigliosa, che mi ha permesso, grazie alle magiche parole di De André, di conoscere mondi anche lontani dal mio quotidiano e di incontrare persone fantastiche che mi hanno insegnato a raccontare con le parole, ma anche con la musica. Penso che questa esperienza mi abbia aiutata a crescere come persona e, spero, come attrice. Giorgia Basilico (attrice – allieva)

Un tuffo nel passato! Poter rivivere le stesse emozioni di 10 anni fa, quando fu presentato per la prima volta questo spettacolo, è stato un piacere immenso. Un onore poter cantare testi così profondi che non passano mai di moda. Un poeta contemporaneo che scuote le coscienze, grazie Fabrizio De André. Silvia Accurso (cantante – ex allieva scuole civiche)

 Stimo molto De André, anche se ammetto che prima di essere convocato per spettacolo non lo conoscevo, e lo stimo non solo perché ogni volta che leggo un suo scritto o che ascolto una sua canzone mille emozioni e pensieri riempiono la mia testa, ma anche perché è grazie a lui, nel nome del suo ricordo, che questo evento, lo spettacolo, ha avuto luogo, evento che ha significato molto per me: divertimento, nuove amicizie (spero), nuove esperienze… Tanto che alla fine dello spettacolo mi è scesa una lacrimuccia. Non volevo che finisse mai. Ma sono contento di aver vissuto questa esperienza che ha arricchito me, gli altri artisti e, spero, anche il pubblico. Grazie Fabrizio.  Yoan Schrecklinger (attore – allievo)

Lo spettacolo “Una goccia di splendore – musiche, parole e ricordi di Fabrizio De André” è stato per noi attori e musicisti una splendida occasione, non solo per esprimerci attraverso le parole e le note di questo grande artista, ma anche per confrontarci con esse e utilizzarle come spunto di riflessione. Le sue memorie e i suoi testi (e penso in particolare ad “Anime salve” o alle sue parole riguardo la stesura del testo “Le Nuvole”), a mio avviso, sono risultati assolutamente congruenti con il mondo di oggi sotto diversi punti di vista e rileggibili secondo una chiave di lettura attuale e contemporanea. Arianna Ravidà (attrice – allieva)

 “(…) quando la morte mi chiederà/di restituirle la libertà/forse una lacrima forse una sola/sulla mia tomba si spenderà/forse un sorriso forse uno solo/dal mio ricordo germoglierà (…)” da “Il testamento”

Dolci sorrisi e lacrime salate dal ricordo di un uomo che non fu un comune mortale, non fu un cristiano qualunque… no! Fu un cantautore sincero e spietato, onesto e insolente, caparbio e impudente. Un vero prodigio. Nella serata di sabato ho avuto il privilegio di trovarmi su un palcoscenico attorniata da musicisti e musicanti a dare voce ad alcune memorie del grande Faber. L’emozione più intensa l’ho sperimentata nell’ascoltare le sue parole infuocate e le sue note rimbombare nelle mie viscere. I giorni precedenti il concerto sono stati carichi di pathos e divertimento, tesi a costruire la spina dorsale di un percorso fatto di passioni e momenti condivisi. La musica, come spesso accade, è stata un ottimo collante per riunire molte persone e far battere all’unisono tanti cuori. Grazie Fabrizio.  Rebecca Pisani (attrice – allieva)

11 gennaio 1999… Ricordo ancora il momento in cui appresi della scomparsa di Fabrizio De André, dove mi trovavo, cosa stavo facendo e come reagii. Di solito questi ricordi ti rimangono scolpiti nella mente e nell’anima quando coinvolgono una persona di famiglia… o un amico. E Faber è stato per molti un «amico fragile».  L’Amico, con la “A” maiuscola, ovvero quella persona che se anche non hai mai conosciuto personalmente sembra conoscerti a fondo, e tu poter comprendere le sue debolezze, perché ti rispecchi nelle sue canzoni, nei suoi versi che impari a memoria la terza volta che li hai sentiti perché ti sembra di averli scritti tu stesso. Un poeta capace di suonare i tuoi tasti più intimi e farli cantare all’unisono con quelli simili dei tanti tuoi amici fragili. Quando ho deciso di tuffarmi in questa avventura con Roberto Arzuffi, ho selezionato tra le sue innumerevoli memorie e i ricordi personali quelli che mi sembravano potessero far emergere più chiaramente l’uomo Fabrizio De André, il suo pensiero, le sue debolezze e la sua sensibilità. Tutto quel magma che poi esplode nelle sue canzoni in forma di poesia. E la selezione dei brani dal suo repertorio ne è stata la logica conseguenza.  Sacha Oliviero (attore, regista, docente)

Orgoglioso di aver condiviso il palco con colleghi, allievi ed ex-allievi delle Scuole Civiche di Musica e Teatro. I musicisti, e gli artisti in genere, hanno la gioia e la responsabilità di mettere in circolazione la bellezza… questa è sempre stata la mia personale scommessa, come musicista, produttore, e come insegnante. Certo, con le canzoni di una grande artista come Fabrizio De André il compito è facile… Ma come dicevo affrontare un repertorio come questo comporta una grande gioia ma insieme una grande responsabilità. Il successo riscosso dalla serata mi fa dire che la scommessa è stata vinta: davvero un bel momento di arte e di cultura, per le Scuole Civiche e per la città di Bresso. Roberto Arzuffi (musicista, docente, produttore).

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