oppure Registrati
Eventi

Una mostra per Rafael Alberti

a cura di Redazione i-LIBRI

Una mostra per Rafael Alberti

Rafael Alberti torna tra i vicoli del centro storico di Roma, dove visse l’ultima lunga tappa del suo esilio, prima del ritorno in patria, a El Puerto de Santa Maria, in Andalusia. Il suo allontanamento era iniziato con la vittoria dei franchisti e la caduta della Repubblica in Spagna. La fuga fu obbligata e dolorosa: oggi viene raccontata dalla mostra ExiliArte – Memoria di una cartella dedicata a Rafael Alberti, all’Instituto Cervantes, nella sala Dalì a piazza Navona, in collaborazione con la Diputacion Provincial de Cadiz. Cinquantun opere – dipinti, disegni, lettere e poesie, tavole esplicative e un video – rendono omaggio al «poeta dell’esilio». L’esposizione è curata dalla pittrice Carmen Bustamante e commemora il tributo ad Alberti da parte di intellettuali e artisti della dissidenza franchista al confino, dentro e fuori dalla Spagna, quando il poeta era già fuggito da quasi tre decenni. Vi sono opere di ogni tipo, che rappresentano la protesta dei democratici contro la dittatura franchista. L’esposizione internazionale sarà aperta fino al 15 gennaio 2022; è stata inaugurata per la prima volta a Cadice nel marzo 2018 e successivamente esposta in Francia, a Parigi e Tolosa: ora è giunta a Roma, dove Rafael Alberti visse per circa 15 anni tra via di Monserrato e Trastevere.

Il poeta racconta questo periodo in Roma pericolo per i viandanti, in sonetti che raccontano l’amore e lo stupore per una città che non gli ha dato i natali, ma lo conquista per la sua bellezza. «Tu vuoi fuggire e Roma ti tritura; sparire perché Roma non ti mangi; Roma però t’ingoia, ti impastoia, t’inghiotte nella salda architettura», scrive nel suo sonetto Che fare?, introdotto da una strofa del Belli che dice: «Voi siete furistiere, e nnun zapete Come a Rroma se cosceno le torte…»

L’obiettivo dell’evento, organizzato anche con la collaborazione dell’ambasciata di Spagna e della Reale accademia di Belle Arti di Cadice, è ricordare il tributo al poeta andaluso organizzato alla Salle de la Mutualité di Parigi l’8 giugno 1966. In quella occasione l’Associazione Culturale franco-spagnola offrì in dono al poeta una raccolta di disegni realizzati da centinaio di artisti e poeti, tra i quali vi erano Pablo Picasso, il romanziere guatemalteco Miguel Ángel Asturias (premio Nobel per la Letteratura), il poeta e premio Nobel Vicente Aleixandre. In origine la mostra era composta da cento opere di artisti diversi; oggi sono la metà, ma dietro ogni pezzo c’è una storia che parla dell’esilio di Alberti, che morirà libero nella sua Puerto nel 1999.

Durante l’inaugurazione è stata presentata l’edizione trilingue (spagnolo, italiano e inglese) di Roma peligro para caminantes.

Roma pericolo per i viandanti - Dopo la vittoria dei franchismi e la caduta della repubblica, Rafael Alberti lasciò la Spagna, rifugiandosi prima a Parigi e poi in Argentina. Nel 1963 si trasferì a Roma, dove visse a lungo, legandosi all’ambiente letterario e artistico della capitale. E a Roma, alla Roma popolare del Belli, alla città più segreta e affascinante, antiufficiale e antimonumentale, sono dedicate le poesie di ‘Roma, peligro para caminantes’, uscite per la prima volta nel 1972, poco dopo la scomparsa di un altro grande artefice di questa raccolta, Vittorio Bodini, che a Rafael Alberti fu particolarmente legato e al quale il poeta spagnolo volle testimoniare la sua riconoscenza nel prologo da lui stesso scritto per l’edizione italiana.

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati