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Fatti e libri

10 febbraio, “giornata del ricordo”

a cura di Bruno Elpis

Ieri, 10 febbraio, si è  celebrata la ricorrenza denominata “il giorno del ricordo”: una delle pagine  più oscure della storia contemporanea, per la reticenza che ha coperto la tragedia delle numerose vittime gettate nelle foibe (le cavità carsiche) per volere del maresciallo Tito e dei suoi partigiani, in nome della persecuzione etnica degli italiani d’Istria e Dalmazia.
Fra il 1943 e il 1947 oltre diecimila persone furono scaraventate, spesso ancora vive, in queste gole in un genocidio che causò migliaia di profughi.

La «Giornata del ricordo», istituita dopo anni di silenzio soltanto nel 2004 grazie alla legge 94, venne commemorata da Giorgio Napolitano nel 2007 con queste parole, che descrivono le cause dell’oscurantismo sul dramma giulio-istriano: «Va ricordato l’imperdonabile orrore contro l’umanità costituito dalle foibe e va ricordata la “congiura del silenzio”, la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzante dell’oblio. Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell’aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell’averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali».

Oggi, in argomento, noi segnaliamo un reportage fotografico a questo link e pubblichiamo contemporaneamente i commenti de “L’anima altrove” e “Bora” di Anna Maria Mori, autrice nata a Pola che nelle sue opere ha immortalato il dramma degli esuli istriani.

Bruno Elpis

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