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Fatti e libri

Oriana Fallaci nei romanzi e in TV

a cura di Bruno Elpis

Recentemente è approdata su Rai1 la fiction dedicata a Oriana Fallaci. Nell’articolo qui linkato ci si pone una domanda forse ovvia: «Ma a Oriana sarebbe piaciuta?»
Sembra che la miniserie interpretare da Vittoria Puccini, nei panni della scrittrice, e da Vinicio Marchioni, nel ruolo di Alekos Panagulis, il grande amore di Oriana, non abbia bucato lo schermo neppure quanto ad ascolti.
Dopo il Pasolini di Abel Ferrara e il Leopardi de “Il giovane favoloso” di Martone, tocca alla scrittrice – già inviata di guerra nel Vietman e cronista di eventi come  l’Apollo 11 o l’11 settembre – affrontare il pubblico in una modalità che forse non le è propria e che fa concludere all’articolista: “No, questo è il momento in cui bisogna ancora leggere i libri di Oriana Fallaci”.

E allora noi riproponiamo (basta cliccare sul titolo per essere indirizzati alla recensione) i nostri commenti a “Lettera a un bambino mai nato e a “Un uomo”.
E per “Lettera a un bambino mai nato” proponiamo in un acronimo citazioni tratte dall’opera forse più celebre (parafrasando un’altro suo romanzo: “Penelope alla guerra”) di una Penelope che non ha mai smesso di combattere la sua guerra.

La vita è una fatica tale, bambino.”
E’ una guerra che si ripete ogni giorno”
Te lo dico con sicurezza, “i suoi momenti di gioia sono parentesi brevi”
Ti confermo che quei momenti “si pagano un prezzo crudele”.
E “molte donne si chiedono: mettere al mondo un figlio, perché?”
Ragiona
Anche su questo: “Il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini”

A loro immagine e somiglianza, “per gli uomini”, si dice “bambino per
Dire “bambino e bambina… omicidio per indicar l’assassinio di

Un uomo e di una donna”
Non credere sia facile vivere in questo mondo,

Bambino mai nato, bambina mai nata
Anche se “Essere donna è così affascinante” e essere
Mamma non è un mestiere, non è nemmeno un dovere”,
Bambino, bambina, “è solo un diritto fra tanti diritti”. Ma
Il niente è da preferirsi al soffrire”?
No, io non lo credo,
Oppure “perfino nelle pause in cui piango sui miei fallimenti”

Mi dico “che soffrire sia da preferirsi al niente”.
Amore è una stagione”
Inutile

Negarlo,
Anche se penso che “niente è peggiore del niente”. Così
Ti dico “il brutto è dover dire di non esserci stato”.
O forse sbaglio.

A distanza di quasi quarant’anni, questo libro rimane dentro, con la sua autrice, icona di una Penelope che grazie alle sue opere è ancora in guerra, non ci ha lasciato, anche là dove adesso si trova, forse nel “niente” sul quale si è così drammaticamente interrogata.

Bruno Elpis

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