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Prossemica e coronavirus: a un metro da te

a cura di Redazione i-LIBRI

Prossemica e coronavirus: a un metro da te

Prossemica - Parte della semiologia che studia il significato assunto, nel comportamento sociale dell’uomo, dalla distanza che l’individuo frappone tra sé e gli altri e tra sé e gli oggetti, e quindi, più in generale, il valore attribuito da gruppi sociali, diversi culturalmente o storicamente, al modo di porsi nello spazio e al modo di organizzarlo. Uno spazio (fisico, o sociale) può essere vissuto in modi differenti sia che si tratti, per es., di uno spazio (fisico) angusto e accidentato, oppure esteso e facilmente occupabile, sia che si tratti di uno ‘spazio’ all’interno di un partito politico, di una entità di lavoro, della famiglia, del gruppo di vicinato, e così via. Nell’ambito della famiglia, per es., fenomeni quali l’espansione affettiva, l’isolamento, la promiscuità dei sessi e delle generazioni sono strettamente dipendenti dall’organizzazione e dall’occupazione degli spazi interni. Lo stesso vale per la formazione di gruppi di vicinato negli agglomerati urbani, dove, per quanto gli spazi siano notoriamente piccoli, si assiste a una scarsa formazione di interazione, in quanto vengono a mancare le occasioni di incontro tra gli inquilini. La sociologia stessa può essere definita una p. generale. L’analisi di una società, infatti, può essere limitata, senza che perda tuttavia rilevanza sociologica, allo studio della distribuzione della popolazione sullo spazio fisico, alle trasformazioni impresse al territorio, alle forme di insediamento e così via (Treccani, Enciclopedia online).

In questi giorni, nostro malgrado, ci confrontiamo con la prossemica del coronavirus.

Il coronavirus potrebbe essere in grado di sopravvivere nell’aria per almeno mezz’ora e su alcune superfici fino a 5 giorni. E soprattutto il suo raggio d’azione potrebbe estendersi fino a 4,5 metri, ben oltre la distanza di sicurezza raccomandata dalle linee guida dell’Oms. Sono i dati che emergono da uno studio governativo condotto in Cina e pubblicato sulla rivista Practical Preventive Medicine, ripreso da varie riviste in tutto il mondo. La ricerca è stata condotta da epidemiologi del governo cinese e, se confermata, mette seriamente in discussione il consiglio delle autorità sanitarie, che suggeriscono di mantenere una distanza di sicurezza fra 1 metro e 1 metro e mezzo per evitare il contagio da COVID-19. Lo studio è partito dall’analisi di un caso del 22 gennaio, una persona che ne ha infettate 13 altre su un autobus, senza interagire con loro e finendo per ‘spedire’ il virus fino a passeggeri seduti appunto a 4,5 metri di distanza. Successivamente si sono verificati altri contagi simili.

Per connessione d’argomento, trasponendo il tema nel mondo dei libri, vi proponiamo la recensione del romanzo A un metro da te (cliccate sul titolo per leggerla), la drammatica storia di due ragazzi affetti da fibrosi cistica, che devono destreggiarsi tra il desiderio di avvicinarsi e l’imposizione di mantenere la distanza minima richiesta per evitare di contagiarsi…

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