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Fotografia

Ambientare un romanzo

a cura di Redazione i-LIBRI

Ambientare un romanzo

A volte l’ambientazione di un romanzo è il suo contenuto.
Altre volte è lo sfondo di una storia.
E se l’autore di un’opera è anche fotografo, sorge il sospetto che il romanzo possa essere una sequenza di visualizzazioni, scatti rubati a  paesaggi, persone, sentimenti, impressioni, ricordi.
Vero è che l’ambientazione – sia essa protagonista o scenografia – costituisce un elemento essenziale dell’opera.

Ecco, nelle fotto di Ilaria Spes il borgo epicentro di tutta la vicenda narrata nel suo romanzo recentemente pubblicato da Macabor Edizioni.


Il mare, con i suoi moti, i suoi colori, la sua voce, la sua immensità lambisce l’intera storia che, in certo modo, resterà custodita per sempre lì, Nella spira di una conchiglia.

“Di fronte, sospesa sul mare, l’alba di un tramonto fiammeg­giante.”

“A godersi l’atmosfera dell’imminente tramonto erano rimasti in po­chi.
Anna guardava il paesaggio alla luce di un sole avvampato e or­mai lontano.
Uno sguardo intimo e penetrante che si sperdeva nel cielo e nel mare e dileguava ogni distinzione e distanza.”

“Un proverbio dice che il vento di mare spira un numero dispari di giorni: uno, tre o cinque…”

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“La giornata intorno distribuiva energia. L’aria era calda, vivace, scattante, grintosa e vitale. La luce, sfavillante e prodiga, screziava l’intero paesaggio e caricava di lucentezza e brio gli sguardi delle due donne. Anche il mare sembrava giocoso, allegro, esuberante, spumeggiante.”

“… Scivola­vano su un mare leggermente increspato e trasparente.” 

“Nelle acque basse e mulinanti, gli avannotti – reduci storditi dai vortici dell’acqua dolce – si riparavano dietro alle rocce per evitare gli assalti di gabbiani voraci e unghianti, in un istinto primordiale di autoconservazione.”

“…le indicava fiori e piante, ingag­giando scherzose gare di riconoscimento…”

 

“Ascoltava le onde che si sussegui­vano sommesse prima tra i ciottoli poi nella sua anima che si dilatava per accoglierle.”

“Lo stupore di Aurora scivolò leggero sul mare liscio, si diffuse nei riflessi colorati e distesi disegnati dalle ombre e dalle luci del lun­gomare e s’inoltrò nell’oscurità. Anna lo vide distendersi e sfu­mare nel buio verso quel mistero inestricabile che lo aveva evo­cato.”

“Le venne in mente il gabbiano Jonathan e le fu gradito pensare che anche questo suo gabbiano fosse l’ambizioso protagonista di un solitario quanto difficile per­corso di ricerca e perfezionamento spirituale.”

Leggi i nostri articoli ai quali queste fotografie e queste citazioni si riferiscono:

Nella spira di una conchiglia

Premio Macabor 2019

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