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Intervista

Errori di felicità di Roberto Casalino

a cura di Simone Pozzati

Errori di felicità di Roberto Casalino

Sono al suo primo instore tour, una piccola folla si accalca sul parterre della Feltrinelli. Roberto comincia a raccontare qualcosa sul suo nuovo album. Poi attacca con il primo pezzo. La situazione è intima, le canzoni in chiave acustica lasciano trapelare malinconia e rabbia.
Io sono di parte, lo voglio premettere. Tutti quelli che mi conoscono sanno che ho più volte dichiarato che Casalino è uno dei miei autori preferiti, con il quale mi piacerebbe scrivere. Quindi se dubiterete delle mie parole, avete un motivo in più per ascoltarlo e farvi la vostra idea.
Roberto Casalino è un cantautore, molti conoscono le sue canzoni e le cantano; anzi praticamente tutti le conoscono, ma qualcuno ancora non è a conoscenza del fatto che a scriverle è stato proprio lui.
Comincia nel 1999 a esibirsi nei locali accompagnato dalla band Equilibriolabile. Nel 2002, nelle vesti di corista, è al seguito del Rosso Relativo Tour  di Tiziano Ferro.
Nel 2005 parte la sua attività da autore, mentre in parallelo pubblica due album. L’atmosfera nascosta (Lead Records2009) e E questo è quanto (Lead Records2014).

Il 12 gennaio è uscito il suo terzo disco Errori di felicità (Music First), anticipato dall’omonimo singolo.
Si tratta di un album tutto “suonato” che ricorda la buona musica degli anni 90’, un’intenzione che il cantautore ha precisato anche durante la prima tappa dell’instore tour avvenuta alla Feltrinelli di Latina.
Scelta sicuramente condivisa anche da Marta Venturini, produttrice del disco, e da Niccolò Verrienti, co-arrangiatore in un paio di brani.
Ascoltando le varie tracce possiamo sicuramente rintracciare delle sonorità che ricordano Carmen Consoli (Sgualcito cuore) e il sound di gruppi come Negramaro e Le Mani (Giorni bui), ma anche sfumature alternative dal respiro internazionale (le chitarre nell’outro di Io non posso innamorarmi di te).
Nonstante i molti possibili parallelismi, vi è da dire che Casalino è un Cantautore con la C maiuscola. Lo stile è inconfondibile. Capita di ascoltare un pezzo in radio e dire: “Questo l’ha scritto senz’altro lui”. Credo che la prerogativa della riconoscibilità sia una dote essenziale per qualsiasi artista.
Roberto Casalino è infatti autore di numerosi successi e ha scritto per artisti come Giusy Ferreri, Emma Marrone, Nina Zilli, Marco Mengoni, Alessandra Amoroso, Syria, Annalisa, Moreno, Fedez, Freancesca Michelin, Francesco Renga, Greta, Dear Jack, Antonello Venditti.
Ha partecipato diverse volte al festival di Sanremo in qualità di autore, vincendo nel 2013 con il brano L’essenziale interpretato da Mengoni.
Torniamo all’album. In questa specifica raccolta di canzoni l’errore diviene un viatico per la felicità, ricercato piuttosto che evitato.
Lascio andare via le cose migliori come fossero errori di felicità” (Errori di felicità) o anche “L’errore più grande è non averlo commesso mai(Prato di orchidee).  Si parla dunque dell’incertezza del vivere, tema che attraversa quasi tutti i brani del disco.
Ma, onde evitare qualche errore da parte mia, ora lasciamo la parola a lui.
Voi nel frattempo ascoltate il disco, nella peggiore delle ipotesi farete un Errore di felicità.

D – Chi è Roberto Casalino?
R – Roberto Casalino è un uomo di 38 anni, amante della vita in generale. E che vive in modo molto viscerale, le esperienze e tutto quello che gli capita, nel bene e nel male. Quindi, in realtà, sono una persona che si lascia molto coinvolgere dalle emozioni, dalle persone che incontro, ma anche dall’arte in generale. Quindi dalla musica che faccio. Mi ritengo umorale da buon Gemelli e questo però mi permette anche di dar sfogo a riflessioni che poi entrano a far parte delle mie canzoni. Vivo tutto un po’ agli estremi, sopratutto le cose negative. Le cose positive le lascio passare un po’ inosservate. Le negative tendo un po’ a estremizzarle. 

D – È scritto anche nei ringraziamenti del tuo disco del fatto che ti ritieni una persona che si nutre di emozioni, caratteristica fondamentale per chiunque si occupi di arte…
Be’, sì, è fondamentale per essere autentici. Se vuoi fare una musica autentica, devi assolutamente attingere alle emozioni e viverle a pieno, e quindi non puoi fare una scelta a priori di cosa vivere e cosa non vivere. Prendi tutto e poi tiri le somme.

D – Certo, perché poi il paradosso è che, quando uno è “felice”, alla fine non scrive nulla o almeno è più difficile.
R – Sì, è una verità che un artista felice non possa scrivere, lo si dice da sempre. Ma, sai, io – in realtà – ho imparato “a canalizzare…” Be’ no, più che altro, quando sei felice, hai una lucidità maggiore per affrontare certe tematiche che ti hanno ferito in passato. Riesci comunque a parlare di cose che hai vissuto, e lo riesci a fare con maggiore lucidità. Quindi, a volte, anche con un risultato migliore, che non è spinto dalla rabbia del momento o da un’emozione troppo negativa. A volte riuscire a vedere a distanza di mesi un evento, ad analizzarlo, a riscriverlo, a raccontarlo in una canzone, oltre a essere terapeutico, è anche un modo per dare il giusto peso a certe cose che ti succedono. 

D – Molti hanno visto i palloncini neri, ti va di spiegarci meglio questa metafora di Errori di felicità?
R – Il palloncino nero nasce da un’idea di Marco Ontano che si è occupato dell’art work del disco. E, dopo aver ascoltato alcuni brani del disco, ha tirato fuori questo concetto del palloncino nero che vuol essere una sorta di contrasto tra la leggerezza che può avere il palloncino che può volare in alto e l’incapacità di poterlo fare nel momento in cui viene trattenuto a terra. Nella copertina del singolo addirittura la mia testa veniva sostituita con un palloncino nero, quindi in realtà è come se fosse la leggerezza imprigionata in un corpo e l’impossibilità di poter liberarsi.  Tutto questo è stato sviluppato e spiegato nel video di Errori di felicità,  dove il palloncino nero è tutto ciò che in qualche modo ci  perseguita nel bene e nel male, quindi un senso di colpa, un’emozione negativa, una persona con la quale condividiamo la nostra vita e dalla quale non riusciamo a staccarci, pur sapendo che non è una relazione sana. Vuole essere un esortazione a lasciare andar via questi palloncini neri per liberarsi in qualche modo e per essere finalmente disponibili ad accogliere una novità. 

D – Hai scritto per tanti artisti italiani, ce n’è uno in particolare per cui non hai ancora scritto nulla e con il quale ti piacerebbe collaborare in qualità di autore?
Mi piacerebbe molto lavorare con Carmen Consoli, si può intuire ascoltando l’album… Eh sì, nel disco vado ad attingere a quella che è stata la mia esperienza di ascoltatore, sopratutto dei suoi primi tre-quattro dischi, che trovo veramente genuini e carichi di emotività. Mi piacerebbe molto scrivere per lei, insieme a lei per un suo progetto. 

D – E se dovessi pensare in “grande” con quale artista internazionale ti piacerebbe collaborare?
R – Mi piacerebbe con Brian Molko dei Placebo. È un artista che stimo, mi piace la sua vocalità, mi piace la sua scrittura, mi piace anche la sua immagine al limite dell’ibrido dell’androgino sì, sono molto attratto anche dalla sua testa, un po’ contorta, e si evince da quello che scrive. 

D – Ci parli della tua esperienza ad Amici?
R – È un’esperienza nuova ed entusiasmante e allo stesso tempo, tra virgolette, un po’ sconosciuta perché è un ambiente televisivo che io non ho frequentato, fino a quest’anno. Prima di quest’anno ho sempre collaborato con Amici scrivendo per alcuni ragazzi usciti dalla scuola. Però, entrare nella scuola è un’esperienza del tutto inedita e che ti dà una grandissima responsabilità nei confronti di questi ragazzi: hai la possibilità di trasmettere la tua esperienza e ciò, oltre a essere emotivamente bellissimo, è anche un modo per crescere, perché hai la possibilità veramente di stare a contatto con loro, e in qualche modo di capire cosa hanno nella testa, come è successo con Nicole. E arrivare poi a darle un inedito e credere in lei al punto da regalarle qualcosa di mio. È chiaro che poi il percorso è molto lungo: c’è il serale, però finora mi sto divertendo, sto prendendo la cosa molto seriamente, sono in televisione, quindi mi espongo, ma soprattutto faccio il mio lavoro. Quindi è un grande privilegio, “non ti devi snaturare insomma”. Sono assolutamente libero di fare il mio lavoro e questa è una cosa gratificante “e poi appunto ti garantisce visibilità anche per i tuoi progetti.”
È importante essere sempre coerenti. Io penso che al pubblico debba arrivare la tua coerenza artistica e umana. Di offerte di lavoro ne arrivano tante, però devi accettare semplicemente quelle che pensi possano fare al tuo caso. Altrimenti è meglio starsene in disparte. Quando mi hanno chiesto di partecipare ad Amici come autore è stata una gratificazione, perchè mi viene riconosciuto il mio lavoro e poi è anche una sfida perché… ho detto, cavolo, chissà come sarà stare sotto le telecamere. E finora mi sto divertendo, quindi sono veramente grato a Maria che mi ha voluto all’interno del cast.

D – Prossimi progetti, uscite discografiche?
R – Il 26 gennaio uscirà l’album di Emma – Essere qui e al suo interno ci saranno due canzoni che portano la mia firma. Quindi sono molto contento, perché era da un paio di album che non scrivevo per lei. Apprezzo molto la sua vocalità, la sua persona e il modo in cui lei ha costruito la sua carriera, su un repertorio veramente pazzesco.

D – Puoi svelare i titoli?
Mi parli piano che ho firmato con Davide Simonetta e Malelingue firmata con Nicco Verrienti. 

D – Sono previsti dei live dopo l’instore tour?
R – Ci stiamo lavorando. Sto facendo degli incontri per trovare il gruppo che possa meglio lavorare al mio progetto. Un gruppo di lavoro che abbia voglia di “sbattersi” un po’. È chiaro che il mio progetto ha bisogno di persone che ci mettano molta passione e anche molta pazienza per trovare gli spazi dove poterci esibire. Comunque conto di suonare questo disco, anche perché è un disco tutto suonato, e quindi merita di essere suonato in giro.

TRACKLIST ERRORI DI FELICITÁ

  1. Errori Di Felicità ( Casalino)
  2. Anche Io Te Ne Voglio ( Casalino)
  3. Le Mie Giornate (Casalino/Faini)
  4. Ne Vale Davvero La Pena (Casalino/ Verrienti)
  5. Prato Di Orchidee (Casalino/Faini, Casalino)
  6. Sgualcito Cuore (Casalino/Verrienti, Casalino)
  7. Giorni Bui ( Casalino/ Greco, Casalino)
  8. Non Sanno Di Niente ( Casalino)
  9. Io Non Posso Innamorarmi Di Te ( Casalino)
  10. Il Mio Manifesto ( Casalino)

Prossime date instore tour:
24 gennaio MilanoRED La Feltrinelli, Viale Sabotino 28, Milano

Da www.i-libri.com un saluto a Roberto Casalino, al quale auguriamo nuove ed esaltanti canzoni.

Intervista a cura di Simone Pozzati

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