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Intervista

Intervista a La complice

a cura di Simone Pozzati

A Copenaghen offrono da bere? Risponde alla domanda La complice in questa intervista realizzata da Simone Pozzati.

Ilenia Ciarrocchi, in arte La Complice, è una cantautrice originaria di Porto Sant’Elpidio, una cittadina che qualche anno fa mi sono concesso di visitare per via di un festival musicale al quale volevo fortemente partecipare. C’è una lunga passeggiata con tanto di pista ciclabile che costeggia il bel lungomare del posto. Lungo il percorso c’è una vecchia fabbrica abbandonata, che è come un cazzotto in un occhio e fa molto stile horror alla Wes Craven. È un luogo pieno di vita, posso garantirlo, almeno in estate. In una cittadina del genere non poteva che nascere uno dei singoli dell’album di Ilenia: Maledetto mare, che è stato preceduto da La ragazza con la valigia .

La giovane cantautrice nel suo disco A Copenaghen offrono da bere (ndr: clicca sul titolo, sarai rimandato alla pagina Amazon del cd) racconta le speranze, la voglia di evasione, il paradosso di voler ricercare una migliore qualità di vita in un posto “freddo”. Dove viene da chiedersi se l’algida percezione dell’ambiente circostante corrisponda anche all’animo della gente intorno: ben espesso nella frase “ Se a Copenaghen offrono da bere”, ripetuto come un mantra. Dunque la Danimarca diventa metafora, se non addirittura vera e propria personificazione di sogni lontani che si fondono con le paure di una cultura diversa da quella di provenienza. Il tutto è ovviamente un modo implicito per sottolineare che la voglia di evasione è sempre costellata dai dubbi e dalla fatica di abbandonare la propria zona di comfort.

Dunque a Ilenia piace muoversi sulla bivalenza e sui i dittici di immagini contraddittore e al contempo complementari.

Il disco vede tra gli autori oltre alla stessa Ilenia, Gaetano Marinelli mentre Marco Mattei ha curato le musiche e la produzione. La scrittura è senz’altro originale e alterna immagini surreali “nella tasca della camica ha nascosto prepotentemente luci di stella cadente” ( La ragazza con la valigia) a una poetica più urbana (si vedascoperemo come cani dubbi non ci sono più Danimarca mon amour” in Copenaghen).

Ora, come di consueto, lasciamo che sia lei a raccontarsi attraverso le domande di questa intervista.

D – Di chi o di cosa sei “La complice”?
R - Mi piace l’idea che si possa essere La Complice di un amore passionale e travolgente, e di un reato terribile… Un po’ come per Bonnie e Clyde.

D – Dunque ci sveli la ragione di questo nome d’arte?
R – È proprio la doppia valenza di significato, che questa parola custodisce al suo interno, che mi ha fatto scegliere questo pseudonimo. Sono sempre stata attratta da parole con all’interno doppie forze, e La Complice era appunto qualcosa che racchiudeva tutto questo. Cerco di mantenere questa duplicità anche nelle canzoni:  Maledetto Mare, per esempio, sembra un brano scanzonato e leggero, ma racconta una storia tristissima.

D – Perche il titolo ” A Copenaghen offrono da bere”?
R – In questo primo album abbiamo parlato molto di fuga ed evasione. Questa frase, tratta dal ritornello di ‘Copenaghen’, era un filo conduttore molto forte. La fuga verso un paese nordeuropeo, alla ricerca di evasione con una bevuta, mi sembrava riassumere diversi concetti delle tematiche trattate. Tra l’altro si può leggere anche con un retrogusto sarcastico, quasi una moderna ed ironica favola di Andersen.

D – Il disco è costellato di riferimenti inerenti la Danimarca: c’è un motivo preciso per questo? Magari anche legato al tuo privato?
R -  Non sono ancora mai stata in Danimarca, sono invece molto legata alla Spagna. Abbiamo scelto Copenaghen come suggestione, soprattutto perché ci colpirono molti articoli sul benessere dei paesi nordeuropei e sulla Danimarca come posto più felice di Europa.

D – Se dovessi sceglierne uno e soltanto uno, quale pezzo del disco ti rappresenterebbe di più?
R – È difficilissimo scegliere un solo brano. Ma credo che il brano che racchiuda in sé più sentimenti e tematiche a me vicine sia ‘Biciclette Elettriche’. In questo brano ci sono rabbia, nostalgia, tristezza, ma allo stesso tempo ironia e sarcasmo… in alcuni tratti anche leggerezza. È complesso, composito, proprio come la maggior parte delle persone.

D – C’è un’artista in particolare con il quale ti piacerebbe collaborare?
R – Per una collaborazione con Francesco Motta, sai mica dove devo firmare?

D – Sul fronte live, ci sono in programma appuntamenti, showcase del disco o simili?
R – Dopo essermi dedicata all’uscita del disco d’esordio, al quale ho lavorato con Gaetano Marinelli e Marco Mattei, la prossima data live sarà a Roma al Pierrot Le Fou, il 14 Novembre, con un setup elettroacustico. Stiamo aggiornando le date delle presentazioni dell’album, ci saranno appuntamenti in tutta Italia, molto presto li pubblicherò sui canali social.

TRACKLIST:
Propellenti verdi spaziali
La ragazza con la valigia
Maledetto mare
Danimarca
Mon amour
Copenaghen
Replay
Algebrica
Biciclette elettriche
Odiare rende Simili

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