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LA BIBLIOTECA DEI LIBRI PROIBITI - di John HardingScritto da Diego Manzetti

LA BIBLIOTECA DEI LIBRI PROIBITI - di John Harding

Titolo: La biblioteca dei libri proibiti
Autore: John Harding
Editore: Garzanti Libri
Anno: 2010

Quarto libro di John Harding, "La biblioteca dei libri proibiti" è il primo romanzo dell'autore pubblicato in Italia da Garzanti Libri.

La storia ha luogo sul finire del XIX secolo, ed in particolare nel 1891. Florence, l'Io narrante, vive a Blithe House, una dimora di campagna, insieme al fratellastro Giles, nato dal matrimonio tra il padre di Florence e una donna con cui questi ha intrapreso una relazione dopo la morte della prima moglie avvenuta in occasione del parto.

Forse il destino della famiglia era già segnato, ma in uno sfortunato incidente perde la vita anche il padre di Florence e Giles, insieme alla madre di quest'ultimo.

I ragazzi vengono posti sotto la tutela dello zio, un personaggio che non compare mai direttamente nella narrazione, se non attraverso continue citazioni e contatti con la signora Grouse, la governante che insieme alla servitù si occupa della gestione della casa e della cura di Florence e Giles. Seppur non partecipi direttamente alle vicende narrate, notevole è l'influenza dello zio, che per retaggio personale ritiene sconveniente per una ragazza saper leggere e scrivere, dovendo piuttosto dedicarsi ad altre attività più consone alla sua natura. Noncurante della volontà dello zio e sfuggendo al controllo non proprio pressante della signora Grouse, Florence sfrutta l'imponente biblioteca di casa Blithe, imparando da autodidatta a scrivere e leggere, e passando giornate intere in compagnia dei libri di cui tanto si appassiona.

Due eventi cambiano la vita di Florence.

Il tanto amato fratellastro Giles, compagno di mille avventure, lascia la casa per frequentare una scuola in città. Contemporaneamente, fa la sua comparsa Theo, il figlio dei proprietari di un casale delle vicinanze che viene spedito dai genitori in campagna a causa dei suoi problemi di asma.

All'inizio, le visite quotidiane di Theo sono un peso per Florence, costretta a rallentare le sue frenetiche letture, ma presto diverranno un evento atteso con ansia.

Fin qui tutto sembra procedere senza particolari intoppi. Florence è molto veloce ed ingegnosa, e riesce sempre a trovare una scappatoia che le consente di coltivare la sua passione per la lettura. La calma, tuttavia, viene interrotta dal ritorno di Giles che, incapace di ambientarsi con i nuovi compagni, viene rispedito a casa con il consiglio di affidarne le cure ad un'istitutrice privata.

L'arrivo dell'istitutrice è molto temuto da Florence, che pensa possa divenire un nuovo ostacolo alle sue scappatelle quotidiane in biblioteca. La nuova istitutrice, però, potrà impedire i suoi svaghi solo per pochi giorni, rimanendo presto vittima di un incidente mortale sul lago.

Altri mesi di libertà per Florence, dunque, ma poi appare un'altra istitutrice, la signorina Taylor, che nasconde un segreto inquietante.

Florence intuisce la natura malvagia e sovrumana della donna e, temendo per il fratello, intraprende con lei un estenuante confronto. La vera storia inizia proprio qui, e continua con un susseguirsi di eventi inaspettati...

Il finale, forse, è un po' meno sorprendente di quanto non si potesse sperare nel corso della lettura ma, fermo restando questo piccolo appunto, il libro è molto ben scritto. Simpatico il lessico utilizzato da Florence, costituito talvolta da parole inventate che spesso gli altri personaggi non comprendono se non dopo le necessarie spiegazioni.

Nel complesso il giudizio è positivo.

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Commenti  

Commento 2 Michela B
Secondo me la fine è proprio la trovata geniale del libro, che altrimenti sarebbe stato archiviato come il solito racconto fantastico: la verità è fin dall'inizio nel profondo disagio di un' undicenne traumatizzata dal passato e con un presente troppo evanescente che viene fuori quando la madre legittima di suo fratello, unico suo riferimento reale, lo vuole portare via con sé. Il corvo nella neve bianca era proprio lei. Mi sembra che un tema provocatorio sia l'istruzione e l'intelletto: Florence avrebbe pensato e agito come in una tragedia shaekespeariana in piena regola se non avesse imparato a leggere? La signorina Taylor, probabile madre di Giles, sarebbe rimasta con il padre senza piantare il figlio in asso se non avesse spalancato le porte della conoscenza? L'unica nota dolente per i miei gusti è stata la narrazione, con molti orpelli, ma pochi dettagli. Probabilmente in lingua originale ha una resa più efficace. Domanda: "Il cigno" sono versi di Harding?
Commento 1 Susanna
Concordo alla perfezione con il giudizio precedente ma vorrei aggiungere che la fine di questo libro, non è meno sorprendente, è assolutamente inaspettata.
Voglio dire...Theo era suo amico e lei...non sono cose che si fanno!
Sembrava di stare su Shutter Island , secondo me l'unica matta era lei.
Doveva finire diversamente, "Theo non avrebbe più pattinato" mi sembra un esagerazione....cosa aveva fatto insomma Theo oltre ad aiutarla?
Vero era rimasto un po' scioccato ma chiunque lo sarebbe stato e la Florence che JH presentava nel corso del libro è cambiata, lascia morire il SUO UNICO AMICO ALLEATO.
Sarebbe dovuto finire diversamente
Una 12enne
Susanna

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