Letteratura austriaca

Il racconto della serva Zerlina

Broch Hermann

Descrizione: Nell'interno aristocratico e decaduto che rinserra tre donne, si sdipana il monologo della serva Zerlina: storia di una passione demoniaca e di una feroce sete di rivalsa, confessate in un parossismo d'odio al giovane affittuario A. Con foga implacabile, Zerlina racconta una vendetta di raffinata perfidia nei confronti del Signor von Juna, fatuo avventuriero che già nel nome ricorda il Don Giovanni - così come la stessa Zerlina e la padrona Elvira. Ma il suo furore finirà per travolgere tutto e tutti, anche l'impostura della rispettabilità coniugale in un'Austria alla mercé della rovina, dove i presunti non-colpevoli "affondano" per dirla con Broch "nella colpa etica, in una colpevole non-colpevolezza".

Categoria: Letteratura austriaca

Editore: Adelphi

Collana: Piccola biblioteca Adelphi

Anno: 2016

ISBN: 9788845930690

Trama

Le Vostre recensioni

La vera colpa degli incolpevoli. Il racconto della serva Zerlina è uno degli undici racconti che compongono l’opera “Gli incolpevoli” di Hermann Broch. Esso fu inserito nel romanzo nel 1949 e suscitò l’ammirazione di Hannah Arendt, che lo definì la più bella storia d’amore che avesse mai letto. Al di là della vicenda amorosa ricca di eros e pathos, “Il racconto della serva Zerlina” si può leggere come la rappresentazione della condizione umana nella società mitteleuropea a cavallo tra le due guerre, con uno sguardo premonitore sul futuro posthitleriano dei più perseguitati.

La passione peccaminosa della serva Zerlina per von Juna, l’amante della sua padrona, la baronessa Elvira, è rivelata senza reticenza al giovane A. taciturno ascoltatore, personaggio che si distingue per la sua inerte presenza, per la sua colpevole mancanza di responsabilità. E in questa storia d’amore e di infelicità, dove si esalta il trionfo dei sensi a detrimento dei sentimenti, è proprio la mancata partecipazione dei personaggi a un’azione moralizzatrice che diviene una condanna sociale e politica. L’infido comportamento di Zerlina, la slealtà di Elvira verso il barone, la spregiudicatezza di von Juna, fanno da contraltare alla rassegnata e onesta figura del barone e alla mancanza di responsabilità del silenzioso ascoltatore A. Ed è proprio il disimpegno la colpa più grande di chi, pur incolpevole, non agisce e non reagisce. E questo alla soglia degli anni cinquanta in un’Europa che faticosamente si rialza da una distruzione quasi totale, è un messaggio estremamente significativo, soprattutto se giunge da un grande scrittore austriaco di origine ebraica. La rivalità tra Zerlina e la baronessa è si al centro della narrazione, ma è altresì il mezzo per mettere in risalto una serie di ingiustizie e sopraffazioni.

Solo nelle ultime righe di Il racconto della serva Zerlina, la protagonista raggiunge una sorta di riscatto, quando in lei si fa strada la consapevolezza d’un amore più completo e profondo che ella aveva in fondo sempre nutrito per l’ammirato e ammirevole barone, più che per von Juna, “piacere diventato uno spazio vuoto”. Nelle parole di Zerlina la chiave di lettura dell’intero racconto: “Insieme con la nostra perfidia continua a crescere, diventando più grande di noi, anche la nostra responsabilità e, quanto più profondamente l’uomo deve immergersi nella propria perfidia per trovare se stesso, tanto più deve assumersi la responsabilità dei delitti che ha commesso.”

Da ricordare la grande interpretazione teatrale di Jeanne Moreau nelle vesti di Zerlina, prima a Parigi al teatro Des Bouffes du nord, nell’86 e poi nell’87 a Milano, al Piccolo, per la regia di Klaus Michael Gruber.

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