Narrativa

A galla

Toso Alessandro

Descrizione: Renato Pappalardi, titolare di una importante azienda veneta, ha appena concluso un grosso affare con un cliente estero che potrebbe evitare la chiusura della fabbrica. L'incubo della cassa integrazione, già in essere per molti dei suoi dipendenti, sembra essere vicino alla fine. Eppure qualcosa non quadra. Nonostante la commessa in arrivo, Pappalardi non recede dalla politica di taglio dei costi. Franco Garritano, operaio esperto e dal carattere determinato, decide di giocarsi il tutto per tutto e avanzare richieste giuste, ma rischiose. Al destino della fabbrica sono legate molte cose: la carriera; la salvaguardia del lavoro e dell'unità delle famiglie, loro malgrado coinvolte; persino un amore appena nato e una relazione dai contorni imprevedibili. La vicenda si gonfia sempre più, con i media pronti come pescecani a imbastire il loro sensazionale scoop. Così ciascuno, pur di salvare il proprio angolo di felicità, è pronto anche a ordire inimmaginabili piani. Nessuno, però, ha fatto i conti con la carta degli imprevisti, pronta a saltar fuori come un asso dalla manica.

Categoria: Narrativa

Editore: Scrittura & Scritture

Collana:

Anno: 2016

ISBN: 9788889682883

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Che i tempi siano duri, anche per il già fiorente nord est dell’Italia, è un fatto risaputo. È dunque così difficile rimanere “A galla”? Se (e ce) lo chiede Alessandro Toso con un romanzo dai frequenti cambiamenti di azione e visuale in capitoli che si susseguono proponendo i diversi pdv dei personaggi: l’imprenditore spregiudicato, e forse anche un po’ rozzo, Renato Pappalardi; la sua intraprendente e insoddisfatta moglie Ginevra; il manager Gianluca (“Uno che metteva i sorrisini alla fine di un SMS sarebbe andato bene per Giulia, non per lei”), campione di trasformismo; la generazione dei figli, Marco e Giulia (“Lui e Giulia… non avevano nulla a che vedere neppure con la crisi delle aziende italiane, o la situazione dei mercati azionari, o qualsiasi cosa stesse provocando quei cambiamenti epocali dei quali sentiva parlare ogni sera al telegiornale”); e, infine, la nuova versione della classe operaia, incarnata dal vero eroe del romanzo: Franco Garritano, sindacalista, l’ultimo dei puri, disposto a tutto per affermare la sua coerenza ideologica e reale (“Franco Garritano era un appassionato di film western, e tutta quella situazione gli ricordava un film di Sergio Leone. Lui era il pistolero solitario, Pappalardi il ricco speculatore che voleva usurpare i terreni ai poveri fattori della zona. Un duello impari…”).

Teatro della vicenda, un’impresa in difficoltà, come ormai ce ne sono tante (“Solo che la Technobitum non ne aveva, di tempo”), a Castello d’Arquà, un paesino del trevigiano. L’azienda è in piena crisi (“Ma perché Pappalardi non sembrava preoccupato?”), ma sembra profilarsi una speranza (“Stiamo per uscire dalla crisi”) grazie a una commissione estera (“L’ordine della Deschacht…”), anche se le oscure trame del titolare sembrano nascondere un gioco di potere e di interessi ben più complessi.

Nel nuovo sistema delle relazioni industriali, ove il sindacato sembra esautorato dal proprio ruolo e la classe operaia è etnicamente composita anche per la presenza sempre più numerosa degli extracomunitari (“Noi non facciamo sciopero”), le tensioni che avevano caratterizzato gli anni sessanta e settanta (“FABBRICA OKKUPATA”) si manifestano in forma nuova (“L’idea di occupare la fabbrica funziona se qualcuno viene  a lavorare”) e si intrecciano a vicende dai toni vagamente New (“E quando mai sua moglie si sarebbe messa a verificare il numero di Asfalti Dolomiti?”) e/o Young Adult (“Niente. Nessuno aveva visto o sentito Giulia”).
Il risultato è un romanzo gradevole e attuale, che candida il valore della fedeltà agli ideali come possibile riferimento di una società che ha ormai irrimediabilmente cambiato (verrebbe da dire “smarrito”) i propri schemi socio-economici.

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Alessandro

Toso

Libri dallo stesso autore

Intervista a Toso Alessandro


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Tutto lo sforzo che facciamo per dare ordine alla vita è un logorio costante, disperato, che usura i nervi, li sfianca, ma è necessario alla nostra sopravvivenza. "Le età della vita" è proprio questo, è il tentativo di dare ordine al caos, di riordinare i ricordi, le sensazioni, di prendere per le briglie una vita che è sempre sul limite di deragliare. Ambientato negli anni Ottanta a Roma, i fondali della narrazione sono il mercato ittico di via Ostiense, l'università La Sapienza e la metropoli romana. È in queste praterie urbane che il protagonista diventa funambolo della propria vita, mentre gli spazi vuoti vengono controbilanciati da svariate pressioni: il lavoro, l'università, una storia d'amore e l'intenso rapporto con Carmine, figura ai margini della società.Questo scenario acquisisce ulteriore forza grazie al doppio registro linguistico (romanesco e italiano) che ha la capacità di catapultare il lettore all'interno di ogni immagine descritta, dentro ogni inquadratura che viene proposta, nel cuore della narrazione. L'immersione è totale.

Le età della vita

Mantioni Paolo

La Scienza si è illusa di aver già compreso la natura della realtà: le questioni fondamentali hanno già trovato risposta, lasciando solo i dettagli da definire. Rupert Sheldrake, uno degli scienziati più innovativi ed esponente di quello che viene definito un approccio «organicista», pensa invece che le scienze stiano attraversando una impasse determinata proprio da ipotesi date regolarmente per sottintese, mai messe in dubbio, accettate come un articolo di fede. Egli sostiene che la «visione scientifica», ancorandosi ai suoi assunti trasformati in dogmi, sia diventata un sistema di credenze: tutta la realtà è o materiale o fisica, il mondo è una macchina, e la materia è priva di coscienza, il libero arbitrio è illusorio, le leggi di natura sono costanti e la natura è senza finalità, la coscienza non è altro che l'attività fisica del cervello e Dio vive solo come un'idea nella mente umana, la medicina meccanicistica è l'unica che funziona veramente, e così via. Sheldrake individua dieci «dogmi» del materialismo, trasforma ciascuno di essi in una domanda e a ciascuno dedica uno dei capitoli del libro, in cui sottopone a esame la sua credibilità, i problemi e le anomalie che possono metterlo in crisi, le ricadute nella pratica della vita e della ricerca dell'atteggiamento fideistico che lo supporta. Aprendo nuovi possibili percorsi di indagine, svincolandosi da tali dogmi, la scienza sarebbe migliore: più libera, più interessante, più divertente.

LE ILLUSIONI DELLA SCIENZA

Sheldrake Rupert

Gioconda detta Giò ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un'anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l'ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto. La notte di San Valentino, Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all'angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, ma anche il coraggio, di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. L'angelo ha un nome: Filemone, ha una storia. Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Nasce così uno scambio intenso, divertente, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò. Uno scambio che indaga non solo le mancate ragioni di Giò: ma le mancate ragioni di ognuno di loro. Perché a ognuno di loro, grazie a Filemone, voce dell'interiorità prima che dell'aldilà, sia possibile silenziare la testa e l'istinto. Per ascoltare il cuore. Anche e soprattutto quando è chiamato a rispondere a prove complicate, come quella a cui sarà messa davanti Giò proprio dal suo fedele Filemone, in un finale sorprendente che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto darà un senso.

Avrò cura di te

Gramellini Massimo Gamberale Chiara

E' un libro, un semplice libro antico. Ma custodisce un segreto. Un segreto che è stato scritto col sangue nel 1297, da innumerevoli scrivani coi capelli rossi e con gli occhi verdi, forse toccati dalla grazia divina, forse messaggeri del diavolo. Che è riapparso nel 1334, in una lettera vergata da un abate ormai troppo anziano per sopportare il peso di quel mistero. Che, nel corso del XVI secolo, ha illuminato la strada di un teologo, i sogni di un visionario e le parole di un genio. È un libro, un semplice libro antico. Ma sta per scatenare l'inferno. Perché quel libro dovrebbe trovarsi nella Biblioteca dei Morti, la sconfinata raccolta di volumi in cui è riportata la data di nascita e di morte di tutti gli uomini vissuti dall'VIII secolo in poi. E, dopo essere rimasto sepolto sotto la polvere della Storia per oltre settecento anni, adesso è riemerso ed è diventato un'ossessione per Will Piper, deciso a cancellare il dolore che la Biblioteca ha portato nella sua vita; per Henry Spence, che ha dedicato la sua esistenza alla soluzione dell'enigma e che ormai ha i giorni contati; per Malcolm Frazier, il capo della sicurezza della Biblioteca, determinato a uccidere pur d'impedire al mondo di conoscere la verità. Un'ossessione che inevitabilmente porta altro dolore, altri enigmi, altro sangue. È un libro, un semplice libro antico. Ma è il Libro delle Anime. E il suo segreto è il nostro destino.

IL LIBRO DELLE ANIME

Cooper Glenn