Letteratura americana

A sangue freddo

Capote Truman

Descrizione: Resoconto giornalistico e racconto si fondono per svelare i retroscena di un fatto di cronaca accaduto nel Midwest degli Stati Uniti nel 1959: lo sterminio brutale di un'intera famiglia da parte di due psicopatici.

Categoria: Letteratura americana

Editore: Garzanti

Collana: Nuova biblioteca

Anno: 2005

ISBN: 9788811683117

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

“A sangue freddo” di Truman Capote è considerato il capostipite del cosiddetto “romanzo verità”. L’aspetto che più colpisce e coinvolge è tuttavia la riflessione che il romanzo induce sul tema della pena di morte, applicata a un caso limite: un eccidio gratuito e feroce (“è stato solo come colpire dei bersagli a un tiro a segno”), spropositato rispetto al bottino (“Quanto denaro avete ricavato dai Clutter? Tra i quaranta e i cinquanta dollari”) e alla mitezza delle vittime, in un caso di cronaca che ebbe ampia eco nel novembre del 1959…
Ebbene, di fronte a tale atrocità, sembrerebbe automatico ritenere inevitabile la pena capitale (“Il suo delitto era imperdonabile ed era convintissimo di dover salire quei tredici gradini”). Eppure – sarà per la costruzione della storia, sarà per la caratterizzazione dei personaggi – nelle ultime pagine anche il lettore più giustizialista e forcaiolo potrebbe rimanere spiazzato. Almeno così credo.

La costruzione della storia

La vicenda viene raccontata in modo molto particolareggiato. Vengono anatomizzati l’ambiente familiare dei Clutter, il clima e la mentalità di Holcomb (“Gli abitanti del villaggio… duecentosettanta… erano… contenti di vivere entro i binari di un’esistenza normale”) e del Kansas, il retroterra etno-socio-culturale nel quale i due criminali, Perry e Dick, affondano le loro radici.

Il romanzo è suddiviso in quattro parti.
Nella prima (Gli ultimi a vederli vivi) Capote indugia sull’atmosfera familiare e sulle virtù dei Clutter: quasi a rendere più odioso – se mai fosse possibile – il reato con il quale furono sterminate quattro persone inermi, quasi a enfatizzare la freddezza con la quale fu attuata una strage assurda.
Nella seconda parte (Persone sconosciute) si sviluppano le reazioni dei vicini (“I vicini sono tutti dei serpenti a sonagli”) e dei  concittadini, si addensa l’atmosfera di paura (“Un delitto per vendetta… Ma chi odiava i Clutter?”) e di sospetto (“Bobby… era il loro principale indiziato”), i due assassini vengono inseguiti nel loro delirante percorso verso la realizzazione degli improbabili sogni di Perry (“Caccia all’oro, immersioni in profondità alla ricerca di tesori… Il battello per la pesca in alto mare…”). Intanto entrano in azione Al Dewey e il Kansas Bureau of Investigation (“Fratello Nye… Duntz è noto come il Vecchio… Church viene chiamato Ricciolino”)…
La terza parte (Risposta) analizza la sequenza investigativa e processuale: sono le fasi della cattura, delle confessioni (“La polizia non ha voluto rivelare se sia stato Hickock o Smith a sparare ai membri della famiglia Clutter”), della rappresentazione dell’opinione pubblica (“Secondo me dovrebbero essere rinchiusi nella stessa cella per tutto il resto della loro vita”), del procedimento giudiziario (“Io credo nella pena di morte. Come dice la Bibbia, occhio per occhio. Ma anche in questo modo restiamo in deficit di due paia di occhi”).
L’ultima sezione (L’angolo) è dedicata all’attesa del verdetto (“Perry Smith era il primo uomo che fosse mai stato chiuso nella cella delle donne”) e della pena nel braccio della morte, tra condannati alla forca e revisioni del processo, sino al momento tragico dell’esecuzione. Ed è proprio in questo momento che il lettore viene posto di fronte ai dilemmi delle cause (“Certa gente che mi ha messo in croce per tutta la vita. Forse è solo che i Clutter erano quelli che la dovevano pagare per tutti”), della malvagità (“Tutti i reati sono solo varianti del furto. Assassinio compreso. Quando ammazzi un uomo gli rubi la vita”), della morte, del perdono (“Dio… ama te come ama me… Don Cullivan”).

La caratterizzazione dei personaggi

Riguarda le vittime: l’integerrimo Herb (“Herb era molto bello, religioso, aveva una grande forza di volontà…”), tenace  metodista e impeccabile pater familias che concretizza il sogno del successo americano nella fattoria River Valley; la figlioletta Nancy da tutti ammirata e ben voluta, il figlio Kenyon pragmatico e solitario (“Non poteva … desiderare di buttare via un’ora con una ragazza quando poteva trascorrerla con fucili, cavalli, attrezzi, macchine o perfino con un libro”); la moglie Bonnie Fox, che sembra rappresentare una smagliatura di debolezza in tanta perfezione familiare (“Lui un cammino pubblico, una marcia di conquiste soddisfacenti… lei, una strada appartata che a volte si snodava lungo corridoi di ospedali”).

Ma è soprattutto sulla contrapposizione tra il sangue misto di Perry (“Sua madre era una Cherokee puro sangue e da lei aveva ereditato i colori”), nel quale Truman Capote in qualche modo si identificò (“Con l’aiuto della chitarra Perry si era tirato su d’umore, cantando”), e il cinismo (“è svelto come un accidente quando si tratta di tirare sotto un vecchio cane”) balordo di Dick (“Due volte sposato, due volte divorziato, non ancora ventottenne e padre di tre maschietti…”) che s’incentra l’operazione con la quale l’autore affonda il bisturi. A fronte di un’esperienza comune (“Erano stati chiusi nella stessa cella al penitenziario di Stato del Kansas”), di imperfezioni fisiche (“Gli occhi non solo a livelli diversi ma anche di grandezza ineguale”) causate da incidenti  (“Sembrava che il suo capo fosse stato diviso in due, come una mela, e poi rimesso leggermente fuori sesto”), nonostante una modalità di reazione  simile (“Non provo nulla… Mezz’ora dopo l’accaduto Dick ci scherzava sopra e io ridevo. Forse siamo disumani…”), stanno due profili (“Fratelli della razza di Caino”) così diversi, che rimarranno tali nell’isolamento della prigionia (“Uno scoiattolo maschio, dalla pelliccia ramata. Lo chiamò Red… Quel suo scoiattolo sente di certo la mancanza di Perry. Continua a venire a cercarlo nella cella”), nell’istinto di fuggire (“La fuga… per evitare una puntata sulla Grande Altalena”) o di lasciarsi morire, perfino nella perizia criminologica (“Hickock mostra in realtà segni di anormalità emotiva… un grave disordine della personalità”; “Perry Smith mostra chiari segni di grave infermità mentale”) e nelle ultime dichiarazioni in punto di morte (Dick: “Non nutro alcun rancore. Voi mi state mandando in un mondo migliore…”; Perry: “Penso che sia una cosa bestiale togliere la vita in questo modo… È fuori luogo. Ma lo faccio. Chiedo perdono”). Mentre sul romanzo si stampano le ombre macabre di una giustizia tetra e risuonano le lugubri note della Ballata di Francois Villon…

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Truman

Capote

Libri dallo stesso autore

Intervista a Capote Truman


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Pilar ritrova a Madrid l'amico d'infanzia. Insieme a lui, che ha girato il mondo facendo esperienza di tutte le religioni, compie un viaggio di sei giorni durante il quale la donna ritrova se stessa attraverso una riflessione mistico-iniziatica. I due si recheranno a Lourdes, dove cementeranno il loro amore alla luce di una fede che esalta i valori della missione nel mondo.

SULLA SPONDA DEL FIUME PIEDRA MI SONO SEDUTA E HO PIANTO

Coelho Paulo

Attore cinematografico e teatrale, regista, doppiatore, Giancarlo Giannini è un grande protagonista del cinema italiano, tra i più dotati e apprezzati dal pubblico e dalla critica, pluripremiato (nel suo palmarès vanta anche una nomination all'Oscar come miglior attore protagonista per "Pasqualino Settebellezze"). Grazie alla sua lunga e fulgida carriera, tutti conoscono le grandi interpretazioni di Giannini in film famosissimi in cui è stato diretto da registi del calibro di Lina Wertmüller, Luchino Visconti, Ettore Scola, Francis Ford Coppola, Ridley Scott, Mario Monicelli, Dino Risi e Rainer Fassbinder. Quello che scopriamo in queste pagine è sì il Giannini attore e personaggio pubblico, ma anche e soprattutto il Giannini privato, che da grande affabulatore qual è si racconta a ruota libera, intrecciando la sua storia personale a quella del nostro paese e del cinema internazionale. In questa autobiografia, generosa e travolgente come lui, troviamo dunque il racconto della sua adolescenza tra Napoli e Roma, gli studi di perito elettronico, la grande passione per la cucina e per le invenzioni (è suo il giubbotto pieno di gadget che Robin Williams indossa nel film "Toys"), i suoi incontri con le stelle del cinema internazionale, il lungo sodalizio con Mariangela Melato, le telefonate (e le abbuffate) notturne con Fellini...

Sono ancora un bambino (ma nessuno può sgridarmi)

Giannini Giancarlo

"Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal', è l'incipit del romanzo più noto di Luigi Pirandello: Il fu Mattia Pascal (1904). In esso è contenuta la cellula generativa dell'intero libro. Quando lo scrisse, lo scrittore siciliano ne sapeva quanto chi, scorse queste prime righe, si predispone alla lettura. Scelti nome e cognome, cominciano le peripezie del personaggio, il quale presto si trova in una situazione simile a quella dell'autore: deve lui stesso dare vita a "un uomo inventato". Durante questa vera e propria avventura dei nomi, il libro assume la sua forma pienamente novecentesca, nella quale autobiografia e biografia immaginaria si confondono. Consanguineo di quelli che saranno i sei personaggi in cerca d'autore, Mattia Pascal sembra a tratti lanciare messaggi al lettore perché lo liberi dal vincolo cartaceo e dunque dalla sua muta solitudine.

Il fu Mattia Pascal

Pirandello Luigi

Storia di Ciccio Pesce e dei suoi quattordici, quindici e sedici anni, un tempo letterario sufficiente a fare conoscenza con due asfissianti genitori che lo credono afflitto dalla sindrome di Asperger, con le sue quattro ragazze morte, con alcuni poliziotti e carabinieri che gli girano attorno senza che lui riesca a spiegarsene il motivo, con un’amica invisibile che ha occupato la sua testa e non c’è modo di sfrattarla, con uno zio erotomane che ha l’ossessione di battere un record che lo faccia entrare nel Guinness Book of Sexual Records. Francesco consiglia come cura un’unica compressa da 49.592 parole a base di eros e comicità, materie che hanno dimostrato di possedere una spiccata attività antidepressiva, stimolante e disinibitoria. Ingredienti: Emozioni primarie: rabbia, paura, tristezza, gioia. Emozioni secondarie: allegria, ansia, rassegnazione, gelosia, speranza. Indicazioni terapeutiche: Terapia sintomatica della noia acuta e cronica. Effetti indesiderati: Sono stati segnalati casi di Ilarità fatale (Fatal hilarity). Modalità d’uso: Si consiglia di assumerlo dopo una litigata con il partner o prima di un rapporto sessuale, con effetto stimolante.

LE MOLECOLE AFFETTUOSE DEL LECCA LECCA

Consiglio Francesco