Narrativa

A un metro da te

Lippincott Rachael

Descrizione: Come puoi amare qualcuno che non puoi nemmeno sfiorare? A Stella piace avere il controllo su tutto, il che è piuttosto ironico, visto che da quando è bambina è costretta a entrare e uscire dall'ospedale per colpa dei suoi polmoni totalmente fuori controllo. Lei però è determinata a tenere testa alla sua malattia, il che significa stare rigorosamente alla larga da chiunque o qualunque cosa possa passarle un'infezione e vanificare così la possibilità di un trapianto di polmoni. Una sola regola tra lei e il mondo: mantenere la "distanza di sicurezza". Nessuna eccezione. L'unica cosa che Will vorrebbe poter controllare è la possibilità di uscire una volta per tutte dalla gabbia in cui è costretto praticamente da sempre. Non potrebbe essere meno interessato a curarsi o a provare la più recente e innovativa terapia sperimentale. L'importante, per lui, è che presto compirà diciotto anni e a quel punto nessuno potrà più impedirgli di voltare le spalle a quella vita vuota e non vissuta, un viaggio estenuante da una città all'altra, da un ospedale all'altro, e di andare finalmente a conoscerlo, il mondo. Will è esattamente tutto ciò da cui Stella dovrebbe stare alla larga. Se solo lui le si avvicinasse troppo, infatti, lei potrebbe veder sfumare la possibilità di ricevere dei polmoni nuovi. Anzi, potrebbero rischiare la vita entrambi. L'unica soluzione per non correre rischi sarebbe rispettare la regola e stare lontani, troppo lontani, uno dall'altra. Però, più imparano a conoscersi, più quella "distanza di sicurezza" inizia ad assomigliare a "una punizione"...

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana: Chrysalide

Anno: 2019

ISBN: 9788804709367

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Nel romanzo di Rachael Lippincott devono stare almeno A un metro da te sia Stella, che inventa app molto utili (“Ho creato una app per le malattie croniche. Tabelle, orari”), sia il dissacrante Will, abile disegnatore di fumetti. Ma anche Poe con il suo skate. Il motivo di tale raccomandazione: sono tutti e tre ammalati di fibrosi cistica (“Abbiamo la FC. Non ci si tocca… Non vale la pena morire per il sesso”).

Dopo le schermaglie iniziali che contrappongono le differenze caratteriali di Stella (“Io ho manie di controllo. Ho bisogno di sapere che tutto sia in ordine”) e di Will (“Il ragazzo più sarcastico e insopportabile, per non dire infetto, che abbia mai incontrato”), quando si manifesta l’attrazione reciproca, i due ragazzi ricorrono a Skype, alla videochat e a Facetime per superare le dstanze che la loro malattia impone. Anche perché Will segue una cura sperimentale per tentare di debellare un’infezione endemica (“Ero così vicina a lui e lui ha il B. cepacia?”), mentre Stella nutre ancora la speranza del trapianto (“Te la prendi e puoi dire addio alla possibilità di avere due polmoni nuovi”). Sarebbe naturale concludere che “Una storia è un rischio che non posso permettermi in questo momento, devo restare concentrata. Tenermi in vita. Ottenere il mio trapianto”. E invece… e invece i due si innamorano. E nonostante il cinismo, Will si lascia conquistare (“Un’espressione nuova… gli riempie gli occhi azzurri. Non è strafottente o scherzosa, ma completamente disarmante. Quasi sincera”) dalla complessità di Stella, dal suo altruismo (“Perché sono quasi sicura che tenermi in vita sia l’unica cosa che possa far andare avanti i miei genitori”).

La storia, nata per divulgare e sensibilizzare le coscienze su una patologia che compriomette la vita di chi ne è afflitto, è commovente e appartiene al filone dei romanzi destinati a coinvolgere l’emotività del lettore (sulla quale sicuramente punta anche il film – leggi qui la recensione al film).

Bruno Elpis

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