Narrativa

ACHS

Vecchioni Dodi

Descrizione: Il romanzo d'esordio di Dodi Vecchioni

Categoria: Narrativa

Editore: Erga

Collana: Habanero

Anno: 2017

ISBN: 9788881639434

Recensito da Redazione i-LIBRI

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Achs è un giovane DJ, stanco d’idealizzare e rincorrere l’amore. Dopo essere stato lasciato da Giulia, nitroglicerina tripolare, deciderà d’iniziare a registrare i suoi pensieri sul suo cellulare, con la speranza che ciò lo aiuti a superare il trauma della rottura. Ciò lo porterà a conoscere una misteriosa zingara e affrontare situazioni tragicomiche, che vanno a rispecchiare una contemporaneità confusa ed insicura, ma desiderosa d’affrontare il futuro nel miglior modo possibile. Qualunque esso sia.

L’autore

Edoardo Vecchioni è nato a Desenzano Del Garda nel 1992. Conseguita la maturità scientifica si è diplomato in sceneggiatura alla Scuola di Cinema Visconti a Milano, dove risiede. Dopo aver lavorato in una fumetteria, decide di mettersi alla prova creando una pagina su Facebook che tratta di cinema e televisione: “Il Salotto di Casa”. Attualmente scrive per L’Unità.

La redazione

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La pagina dell’opera sul sito della casa editrice

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Intervista a Vecchioni Dodi


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Pietro Fenoglio, un vecchio carabiniere che ha visto di tutto, e Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile, disorientato, diventano amici nella più inattesa delle situazioni. I loro incontri si dipanano fra confidenze personali e il racconto di una formidabile esperienza investigativa, che a poco a poco si trasforma in riflessione sul metodo della conoscenza, sui concetti sfuggenti di verità e menzogna, sull'idea stessa del potere. "La versione di Fenoglio" è un manuale sull'arte dell'indagine nascosto in un romanzo avvincente, popolato da personaggi di straordinaria autenticità: voci da una penombra in cui si mescolano buoni e cattivi, miserabili e giusti. Il mondo reale ha poco a che fare con le trame dei romanzi polizieschi o delle serie tv. Esiste davvero, ed è un posto pericoloso.

La versione di Fenoglio

Carofiglio Gianrico

«Maggiore, la guerra è assassinio, sempre... voi ora volete solo dare un esempio: uccidere dei signori non è come uccidere dei contadini! Negando la grazia voi contribuite... sto dicendo voi, barone von Feilitzsch, perché qui ci siete voi... contribuite a distruggere la civiltà di cui voi ed io... e questo ragazzo... facciamo parte, e la civiltà è più importante del destino degli stessi Asburgo, o dei Savoia». Orgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch’esso antico, di reticenza e onore. Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell’area geografica e nell’arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. Nella villa vivono i signori: il nonno Guglielmo Spada, un originale, e la nonna Nancy, colta e ardita; la zia Maria, che tiene in pugno l’andamento della casa; il giovane Paolo, diciassettenne, orfano, nel pieno dei furori dell’età; la giovane Giulia, procace e un po’ folle, con la sua chioma fiammeggiante. E si muove in faccende la servitù: la cuoca Teresa, dura come legno di bosso e di saggezza stagionata; la figlia stolta Loretta, e il gigantesco custode Renato, da poco venuto alla villa. La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l’insediamento nella grande casa del comando militare nemico. Un crudo episodio di violenza su fanciulle contadine e di dileggio del parroco del villaggio, accende il desiderio di rivalsa. Un conflitto in cui tutto si perde, una cospirazione patriottica in cui si insinua lo scontro di psicologie, reso degno o misero dall’impossibilità di perdonare, e di separare amore e odio, rispetto e vittoria. E resta un senso di basso orizzonte, una claustrofobia, che persiste ironicamente nel contrasto con lo spazio immenso delle operazioni di guerra.

NON TUTTI I BASTARDI SONO DI VIENNA

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