Narrativa

AFFARI D’AMORE

Violi Patrizia

Descrizione: Tre generazioni di donne disposte a tutto per vivere nel lusso. La nonna, Beatrice, reginetta di bellezza d’antan, è la matriarca e con il suo carattere volitivo e cinico detta legge. Ha addomesticato figlia e nipoti al credo di famiglia: meglio non lavorare ma cercare uomini sponsor, da compiacere e sfruttare. Relazioni senza emozioni e sentimenti per non rischiare di perdere il controllo e di conseguenza anche il reddito. Isabella, la figlia, ex modella, è mantenuta da un ricco e vecchio fidanzato. Mentre Angelica, la primogenita, facendo la ragazza immagine, si è accasata con un uomo che ha il doppio della sua età ma un bel conto in banca. Poi c’è Viola, la sorellina di sedici anni che arrotonda mettendo foto hard sul web. Con qualche inevitabile rinuncia, dovuta alla crisi, la vita di queste donne trascorre secondo la consolidata routine fra shopping, beauty-farm e sesso a comando. Ma un giorno irrompe un elemento destabilizzante: Angelica si innamora. Il suo cuore congelato dal cinismo delle regole di famiglia comincia a sciogliersi per un bel barista, giovane e spiantato. Uno scandalo per mamma e nonna, che non tollerano questo sciagurato cambiamento di rotta e tentano in ogni modo di riportarla sulla «retta» via. La ragazza abdicherà nel nome dell’interesse famigliare o si toglierà gli anelli di Pomellato per preparare insalate nel bar del suo amore?

Categoria: Narrativa

Editore: Dalai

Collana:

Anno: 2012

ISBN: 9788866205760

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

 

Per Beatrice, la nonna ingioiellata, e per Isabella, la mamma sempre in tiro, “gli uomini sono solo polli da spennare” e il vero obiettivo di una donna è trovare un ricco magnate che la mantenga facendola vivere nel lusso. Triste filosofia dell’opportunismo che non conosce l’amore e identifica col denaro la felicità.

“Strumentalizzare gli uomini è un esempio di parità: ci usano come un trofeo e per fare sesso mentre noi li usiamo come fonte di reddito”.

Così Angelica vive con Mauro, che ha il doppio dei suoi anni e la chiama “Bambi”, facendola imbestialire.
Solo l’amica Marta prova ad affrancarla dalla delirante idea di emancipazione che ha ereditato dalla sua famiglia, ma Angelica ne è completamente soggiogata, rinuncia persino all’università e seguita ad avere un atteggiamento ostile verso i ragazzi della sua età.

Arriverà qualcuno che le farà battere il cuore? Riuscirà a scoprire l’importanza e la grandezza del vero amore?
Non commetteró un sacrilegio preannunciandovi un incontro fortuito e romantico, perchè il libro di Patrizia Violi non ha l’ambizione di sorprendervi con una trama intricata o di stupirvi con profonde riflessioni: l’idea è di allietare e divertire, di coinvolgervi con semplicità, e ci riesce bene.

Le questioni di cuore sono già abbastanza complicate e dolorose… Meglio riderci su, di tanto in tanto. Il consiglio è di godervi queste pagine leggere e piacevoli, allegra caricatura dei nostri tempi.

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«L'amore, mia cara, è un sentimento di lusso!»: questo cerca di spiegare una madre che ha molto vissuto (e che dalla vita ha imparato una grande lezione: «Dare pochissimo e pretendere ancora meno») alla figlia innamorata e infelice. Ma lei, Denise, non lo capisce: quando suo marito glielo ha presentato sulla spiaggia di Hendaye, Yves le è apparso come un giovanotto elegante, raffinato, di bell'aspetto; e poiché alloggiava nel suo stesso albergo, ha creduto che fosse ricco quanto l'uomo che ha sposato, e a cui la lega un affetto tiepido e un po' annoiato. Poi il marito è stato richiamato a Londra da affari urgenti, e quelle giornate di settembre «piene e dorate» sono state come un sogno: la scoperta della reciproca attrazione, le passeggiate, le notti d'amore. Il ritorno a Parigi ha significato anche un brusco ritorno alla realtà: no, Yves non è ricco, tornato dal fronte si è reso conto di aver perduto tutto, ed è stato costretto (lui, cresciuto in un mondo in cui «c'erano ancora persone che potevano permettersi di non fare niente») a trovare un impiego che lo avvilisce e lo mortifica. In questa cronaca di un amore sghembo, in cui si fronteggiano due inconsapevoli egoismi, la giovanissima Irène Némirovsky sfodera già il suo sguardo acuminato e una perfetta padronanza della tecnica narrativa.

Il malinteso

Némirovsky Irène

La storia si snoda tra Italia e Argentina, intrecciando temi storici e politici in una trama avvincente, a metà tra thriller e spionaggio. Un anziano signore, Vincenzo Binetti, abita da solo in un appartamento nel quartiere Esquilino a Roma. Un giorno il vecchio sparisce e il suo vicino di casa, Flavio Bertone, commissario di polizia, cinquantenne, separato e con la delusione esistenziale di non essere diventato padre, si mette sulle sue tracce e scopre che il vero nome del vecchio non è Vincenzo Binetti, bensì Evaristo Torriani: un argentino dal passato avventuroso e contraddittorio, amico di Che Guevara, ma poi agente dei servizi segreti e, infine, nel ’78, anche cameriere personale di Jorge Luis Borges. Alcuni indizi, insieme all’intuito del commissario, fanno pensare che Torriani possa essere tornato nella sua città natale, Buenos Aires, dove vive ancora sua figlia Isabella. A Buenos Aires, il commissario incontra Isabella, convinta che il padre sia morto nel ’79, e poi scopre che i servizi segreti stanno cercando Torriani da trent’anni perché ritenuto responsabile di aver sottratto al governo una lista di nomi dei veri genitori degli orfani del regime di Videla.

IL CAMERIERE DI BORGES

Bussotti Mario

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Nel dicembre 1988, un violentissimo terremoto colpì la Repubblica Armena. Una intera regione fu rasa al suolo. Leggere questo testo porta a riflettere sull’entità incalcolabile delle catastrofi così lontane da noi spazialmente ed emotivamente, a considerare i popoli altri non come una massa indistinta, ma come un insieme di volti e di voci. Gli eventi di quei lunghi mesi hanno cambiato per sempre il corso della vita di molti protagonisti, mentre il mondo intorno a loro era in profonda trasformazione. Questa è la storia di una rinascita. Quest’opera è finalista al concorso letterario “Mangiaparole” (2012) e vincitrice della XI edizione del premio letterario diaristico “La Lanterna Bianca” (2012).

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