Classici

Agostino

Moravia Alberto

Descrizione: Un ragazzino di tredici anni che è ancora bambino, ma che comincia ad avvertire la pulsione di scoprire la vita; una madre, vedova, che è ancora fiorente e desiderosa di vivere; L'inquietudine, la difficoltà dei rapporti, la scoperta del sesso. I turbamenti sessuali ed esistenziali di un adolescente che scopre la vita in un grande romanzo che ha segnato un'epoca: un libro scritto nel 1941 ma giudicato troppo scabroso dalla censura fascista, uscito in libreria solo nel 1944.

Categoria: Classici

Editore: Bompiani

Collana: Grandi tascabili

Anno: 2014

ISBN: 9788845277610

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Quattro capitoli per tracciare come Agostino realizzi la scoperta: così poco impiega Alberto Moravia per disegnare la tumultuosa, concitata transizione estiva del “ragazzo dai pantaloni corti”. 

La rivelazione

Il sesso lo si può variamente scoprire. La traslata “scena primaria” di Agostino si svolge allo stabilimento Vespucci: viene illustrata e mimata dai “figli di marinai e di bagnini”, ai quali il ragazzo borghese si affida (“Dice che vuole giocare anche lui a guardie e ladri”) per sfuggire al disagio di presenziare alle escursioni in pattino della bella madre e dell’aitante giovanotto che la corteggia (“Era al bagno Speranza”).

Una rivelazione è sempre violenta, se non viene mediata o attenuata da un interprete: “Era, la nozione, simile ad un oggetto rutilante e abbagliante che non si può guardare per lo splendore che emana… Gli pareva di averla sempre posseduta; ma mai risentita con tutto il suo sangue come in quel momento.”

Gita a Rio

Berto, Sandro, il Tortima e “il negro” Homs sono l’altro mondo sconosciuto (“Passato il primo sentimento di ripugnanza e di timore, quella compagnia brutale e umiliante tornava ad esercitare nel suo animo un’oscura attrattiva”), quello plebeo, che si manifesta ad Agostino, già ribattezzato “Pisa” dai nuovi, riottosi compagni. La contaminazione non è soltanto il precipitoso estuario dell’infanzia nell’adolescenza, ma anche la conoscenza di una condizione sociale differente, in un rito collettivo (“Attraverso la trasparenza di vetro dell’acqua, i loro corpi parevano bianche propaggini di piante che, affiorando dal fondo cupo, si muovessero di qua e di là secondo gli strappi della corrente”) ove è ambiguo cerimoniere il Saro, il bagnino che a modo suo amministra la comitiva dei ragazzi (“Quella barca traboccante di ragazzi in tutto simili a scimmie gesticolanti e oscene”) insidiando il giovane villeggiante mentre lo conduce alla foce del Rio.

Intanto Agostino continua a oscillare tra desideri oscuri (“Quel suo nuovo desiderio di sorprendere l’intimità materna”) e sensazioni alterne (“In questo combattimento tra la ripugnanza e l’attrattiva, tra la sorpresa e il compiacimento, più fermi e più nitidi gli apparvero i particolari del quadro che contemplava”), al tempo stesso restio e desideroso di abbandonare l’infanzia (“Agostino, tornato per l’occorrenza bambino…”), sempre più in balia dei moti che oramai si sono scatenati nel suo animo (“Perché poi desiderasse tanto non amare più sua madre, perché odiasse questo suo amore, non avrebbe saputo dirlo”).

Oedipus

Il flusso spontaneo dell’età evolutiva è irreversibile: richiede un difficile transito dall’ingenuità totale alla consapevolezza parziale (“Ora gli pareva quasi un dovere di separare quella sua nuova e razionale conoscenza dal senso promiscuo e sanguinoso dell’esser lui figlio di quella persona che non voleva considerare che come una donna”), in parallelo a un’affermazione relazionale contrastata (“Egli era ricco, sembrava che i ragazzi volessero significare con la loro umiliante e spietata condotta; dunque che c’era di sorprendente che fosse anche corrotto?”) e dall’esito incerto (“Così si trovava ad aver perduto la primitiva condizione senza per questo essere riuscito ad acquistarne un’altra”).

L’iniziazione

La metamorfosi (“Avrebbe potuto sciogliersi una volta per sempre dall’opaco impaccio di questa sua sgraziata età di transizione”) può essere temporalmente scandita – o convenzionalmente rappresentata – da un momento iniziatico (“Egli doveva, a guisa di contravveleno, presto, molto presto, frapporre tra sé e la madre l’immagine di un’altra donna…”), preferibilmente propiziato da officianti specializzati. Possibile che per Agostino, dopo tanti conflitti psichici (“Gli pareva che soltanto in questo modo sarebbe finalmente riuscito a liberarsi dalle ossessioni di cui aveva tanto sofferto in quei giorni d’estate”), non sia ancora giunto il momento fatidico?

Bruno Elpis

Risultati immagini per agostino bolognini

 

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Alberto

Moravia

Libri dallo stesso autore

Intervista a Moravia Alberto

Yambo, il protagonista del romanzo, si risveglia dopo un incidente e scopre di aver perso la memoria. Non la memoria che i neurologi chiamano “semantica” (egli ricorda tutto di Giulio Cesare e sa recitare tutte le poesie che ha letto in vita sua), bensì quella “autobiografica”: non sa più il proprio nome, non riconosce la moglie e le figlie, non ricorda nulla della sua infanzia. La moglie lo convince a tornare nella casa di campagna, dove ha conservato i libri e i giornali letti da ragazzo, i quaderni di scuola, i dischi ascoltati allora. Così, in un immenso solaio, l’uomo rivive la storia della propria generazione, arrestandosi soltanto di fronte a due vuoti ancora nebbiosi: le tracce di un’esperienza atroce vissuta negli anni della resistenza e l’immagine vaga di una ragazza amata a sedici anni e poi perduta.

La misteriosa fiamma della regina Loana

Eco Umberto

Una nuova travolgente protagonista del giallo italiano. Tutti al tribunale di Pianveggio sanno che non si scherza sul pranzo, perché il giudice Annabella Abbondante ha un debole per la buona cucina ma è perennemente a dieta. Forse per colpa dei deliziosi cannoli della Palermitana, il bar in cui incontra ogni sera i suoi amici: il commissario Nicola Carnelutti e la giornalista Alice "ginger" Villani di Altamura. Abbondante sì, di nome e di fatto, una florida taglia 48 e una massa di capelli ricci e ribelli che le cadono sulle spalle, ma lo è soprattutto di cuore: sempre dalla parte dei più bisognosi e con il sorriso sulle labbra, nonostante le estenuanti udienze e le interminabili pile di fascicoli. Quando l'avvocato Matilde Santangelo si rivolge a lei per la scomparsa del fratello dalla clinica psichiatrica in cui era ricoverato, Annabella che ha una passione sfrenata per i gialli, non può fare a meno di impicciarsi. Negli stessi giorni, poi, un immobile che lei aveva messo all'asta viene incendiato con tanto di ritrovamento di resti umani: per il giudice e il fido cancelliere Paolo, detto Dolly, la ricostruzione del PM fa acqua da tutte le parti e scoprire la verità diventa un imperativo morale. Tanto più che il giudice Abbondante non accetta mai un no come risposta. Tra l'ennesimo appuntamento al buio, organizzato da sua sorella Fortuna – il numero 24 negli ultimi quindici anni – aste fallimentari e udienze oceaniche, Annabella vi conquisterà con la sua energia, la sua passione e il suo grande carisma.

Annabella Abbondante

Perna Barbara

"'Qui sono proprio io', scrive Roberto Vecchioni: e questo è davvero il suo libro piú intimo, piú autobiografico e urgente. Il libro in cui l'idea stessa della vita e della felicità, il senso del rotolare dei giorni, trova forma di racconto. Perché i momenti piú belli o piú intensi della nostra esistenza brillano nella memoria: sono luci che abbiamo dentro e che a un tratto sentiamo il bisogno di portare fuori. Magari per i nostri figli, e per tutti quelli che hanno voglia di ascoltare".

La vita che si ama

Vecchioni Roberto

È possibile che le vite di una manciata di estranei si sfiorino e si influenzino a vicenda senza mai davvero incontrarsi? John e Stella, Charlie e Beth: due coppie, quattro personaggi le cui storie - ora drammatiche, ora ordinarie, ora leggere e scintillanti come le particelle di polvere che volteggiano in un raggio di sole - nascondono punti di contatto e legami inaspettati. Perché in quella "soglia di inizi e di addii" che è Paddington Station, in quel calderone di solitudini e incontri che è la città di Londra, il destino è sempre in agguato. Amori, disamori, morti improvvise, sconfitte brucianti e clamorosi rivincite si alternano in questo affresco narrativo che si dispiega lungo tre decenni. Per raccontare, in un raffinato e incalzante gioco di specchi, due famiglie ostaggio dei sentimenti e dell'inesorabile scorrere del tempo.

La città dei destini intrecciati