Narrativa

L’ARTE DI DIMENTICARE

Mosteghanemi Ahlam

Descrizione: Quando una donna viene lasciata, tanto più se di punto in bianco, le ambasce del cuore possono travolgerla e spingerla a entrare nel tortuoso tunnel delle supposizioni, delle attese spasmodiche - più o meno sensate - di un segnale, magari nella speranza che non sia proprio l'ultimo e che lui ritorni. Ma così non va. C'è una cosa che le donne dovrebbero imparare dagli uomini, e cioè l'arte di dimenticare. Nessuno ci insegna come si fa ad amare, a evitare di essere infelici, a dimenticare, a spezzare le lancette dell'orologio dell'amore. Come si fa a non tormentarci, a lottare contro la tirannia delle piccole cose, a neutralizzare il complotto dei ricordi e ignorare un telefono che resta muto. Esiste qualcuno che, mentre siamo lì a singhiozzare per un torto d'amore, ci dice che un giorno rideremo di quella stessa cosa che oggi ci fa piangere? Attraverso le confidenze di amiche e conoscenti, proverbi e una ricchissima raccolta di aforismi di personaggi famosi - poeti, scrittori, filosofi arabi e non - questo libro è una sapiente e gustosa raccolta di pillole di saggezza per prendere le distanze da una storia finita e creare i presupposti per una nuova. Una meditazione piena di stile e ironia su come sopravvivere all'amore e ai suoi danni.

Categoria: Narrativa

Editore: Sonzogno

Collana:

Anno: 2013

ISBN: 9788845425509

Trama

Le Vostre recensioni

Con L’arte di dimenticare– Amalo come sai fare tu, dimenticalo come farebbe lui la scrittrice algerina compila un vero e proprio vademecum su come dimenticare un uomo dopo una delusione d’amore.

Dopo pubblicazioni di grande successo come ذاكرة الجسد (La memoria del corpo) del 1993 – primo romanzo scritto in arabo da una scrittrice algerina – e الاسود يليق بك (Il nero ti si addice), nel 2009 Ahlam Mosteghanemi si rivolge al suo numeroso pubblico, non solo femminile, con una raccolta di consigli pratici nati proprio dalle confessioni di amiche e lettrici dal cuore infranto. 

Il libro ripercorre la vicenda amorosa nella sua spesso drammatica evoluzione: dalla nascita impetuosa del sentimento, alla gelosia, fino alla stanchezza e alla scomparsa volontaria dell’uomo unica ragione di vita. 

Proprio su quest’ultimo punto si concentra la riflessione dell’autrice: in quel momento in cui la donna, di fronte alla fuga o al silenzio dell’amato, dovrebbe reagire con rabbia e determinazione, si riduce invece in un essere inerme e sottomesso, vittima consapevole della proprio inconsolabile disperazione e schiava di un potere maschile decisamente sopravvalutato.

L’ironia è la forza di queste pagine, soprattutto quando la scrittrice suggerisce ad una sua amica, malata d’amore, una serie di rimedi per uscire dalla palude in cui è precipitata la sua vita, dopo che l’uomo tanto amato ha smesso di chiamarla ben 7 mesi prima:

Mia cara, quest’uomo in sette mesi ha preso sonno e si è svegliato (escludiamo pure i sonnellini pomeridiani) duecentodieci volte senza avvertire – mai, né una sera né una mattina, né addormentandosi né alzandosi dal letto – lo struggente bisogno di sentire la tua voce. In questo periodo, ha consumato tre pasti al giorno, cioè tra colazioni, pranzi e cene ha mangiato seicentotrenta volte senza mai avere la sensazione che gli mancava il cibo dell’anima e che per vivere aveva bisogno di nutrirsi di te. Nel frattempo, gli sono passati addosso un’estate, un autunno e un inverno e non una delle tre stagioni lo ha fatto scappare, vuoi per la calura vuoi per il gelo, e tornare qui a farsi aiutare da te”.

L’errore, ci spiega l’autrice, è a monte, nella scelta dell’uomo di cui innamorarsi. La tendenza, diffusa, soprattutto tra le donne arabe, è quella di rifiutare uomini più giovani e rivolgere la propria attenzione verso quelli con i capelli grigi. “Succede perché, tali e quali ai nostri popoli, cresciamo con in testa il concetto Leader-Padre e, di conseguenza, abbiamo come modello di virilità i nostri governanti, uomini incanutiti, stretti alle loro poltrone”, ma aggiunge Ahlam Mosteghanemi “Hanno capelli grigi e angosce esistenziali. Perché, oltretutto, un uomo nell’autunno della vita ha più bisogno di bugie che d’amore”. Spesso si tratta di uomini coniglio di quelli che hanno il vizio di squagliarsela, perché “a un uomo che non ha incontrato, prima di te, una donna vera, i grandi amori mettono paura”. 

Il primo passo verso l’oblio è liberarsi dai ricordi, di quelli che rimangono lì a sedimentare e a marcire e che impediscono alla mente, e quindi al cuore, di esplorare nuovi lidi: la donna abbandonata conserva uno scrigno i cui tesori (i ricordi appunto) si trasformeranno presto in armi letali capaci di annientarla. Seguono, quindi, consigli pratici per facilitare la dimenticanza, come non ascoltare tutte quelle canzoni, spesso sciocche e senza senso, capaci di far rivivere il pensiero della nostra storia perduta e non fermarsi ad aspettare un ritorno che non ci sarà. Insomma, mai come in queste circostanze, chi si ferma è perduto.

Non mancano nel testo citazioni illustri di intellettuali e personaggi famosi, da Ovidio e Mark Twain al poeta arabo-andaluso Ibn Zaydun, passando da Sylvia Plath e Gabriel García Márquez, alternate a quelle – spesso sarcastiche – della scrittrice.

Nonostante l’innegabile bravura dell’autrice algerina a parlare ai suoi lettori, il testo manca certamente di originalità, vista anche la notevole quantità di libri che – attraverso una raccolta di “pillole di saggezza” e aforismi sul tema – riempie gli scaffali di tante “desperate housewives” (e non solo) già zeppe di libri di cucina. Il testo, ripetitivo e scontato in molti passaggi, trascina il lettore poco avvezzo a questo tipo di letture in uno stato di noia e sfinimento. Ragione per cui si ritroverà spesso a richiudere il libro e ad indugiare sull’immagine di un pesciolino rosso che campeggia sulla simpatica copertina e sulla frase “la memoria di un pesce oscilla tra i cinque e gli otto secondi”, la sola di cui conserverà ricordo.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Ahlam

Mosteghanemi

Libri dallo stesso autore

Intervista a Mosteghanemi Ahlam


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

A Parigi tutti i giovedì s'incontrano in luoghi di fortuna uomini dai destini e dalle condizioni diversissime tra loro, ma accomunati da pene di cuore. Le assemblee si svolgono nello spirito di tolleranza più completo: nessuno ha il diritto di ribattere alle testimonianze che vengono recate e il più religioso silenzio accoglie le confessioni di tutti. Tre i protagonisti principali di questo romanzo al maschile: un filosofo in guerra con l'ontologia della donna, uno scapolo impenitente convinto dell'esistenza di un complotto femminile planetario contro la sua virilità, e un marito tradito che si avventura alla scoperta della donna in tutte le sue varianti. Uno sguardo senza pregiudizi sul maschio contemporaneo, nutrito di autoironia e leggerezza.

GLI UOMINI DEL GIOVEDI’

Benacquista Tonino

Poesie di Franco Di Carlo: La conoscenza – parte terza

Cordelia, la più piccola delle sorelle Andreas, riceve un giorno per posta le seguenti righe: Andiamo, su, a pregare gli dei per nostra madre che è presa dalle doglie. La lettera reca la firma di James Andreas, genitore di Cordelia e di Rosalinda e Bianca, docente di letteratura inglese al Barnwell College con un chiodo fisso in testa: William Shakespeare. Avvolta dalle tempeste di sabbia dei versi shakespeariani sin da piccola, con un padre bizzarro, dotto e ossessivo che comunica quasi soltanto attraverso la lingua del genio di Stratford-upon-Avon, Cordelia comprende all'istante il contenuto di quelle righe: la madre è così gravemente malata che occorre subito tornare a Barnwell, la ridente cittadina del Midwest americano dove le tre sorelle hanno vissuto i giorni felici dell'infanzia e dell'adolescenza. Questo è, almeno, quello che Rose, Bean e Cordy, in momenti diversi, decideranno ciascuna per sé: tornare a casa per poi ripartire verso un'altra grande avventura della loro giovane vita. In realtà, a spingerle a fare immediato ritorno a Barnwell è il loro fallimento, la necessità di allontanarsi da un'esistenza sull'orlo del naufragio. Ritornate a Barnwell, le tre sorelle si ritrovano a fare i conti con il loro passato e la loro storia presente. La lunga estate al capezzale della madre le pone, infatti, irrimediabilmente davanti al destino comune che le lega, come le sorelle fatali, le tre streghe del Macbeth, l'opera che ha accompagnato la loro meravigliosa e incomparabile infanzia.

LE SORELLE FATALI

Brown Eleanor

Lezioni americane

Calvino Italo