Libri per ragazzi

Alice nel paese delle meraviglie

Carroll Lewis

Descrizione: Satira della società, specchio di un’infanzia che osserva l’assurdo mondo dei “grandi”, storia di un sogno e bibbia del bizzarro. “Alice” è un magico gioco di intelletto e parole, che affascina da 150 anni i lettori di tutto il mondo. Con le eccentriche e argute annotazioni del matematico americano Gardner, le illustrazioni del più noto incisore di epoca vittoriana e la traduzione di un raffinato scrittore italiano, questa edizione, completa di entrambi i libri di Carroll, “Alice nel paese delle meraviglie” e “Dietro lo specchio”, riesce a rivelare tutte le curiosità e gli enigmi di un capolavoro letterario senza tempo.

Categoria: Libri per ragazzi

Editore: Rizzoli

Collana: Bur classici deluxe

Anno: 2015

ISBN: 9788817080897

Recensito da Anna Maria Balzano

Le Vostre recensioni

Alice nel paese delle meraviglie: alla ricerca del significato.

Ritengo che sia difficile affermare che esista una vera letteratura per l’infanzia. Persino le fiabe più semplici e più note si prestano a interpretazioni complesse. Ci sono poi romanzi come i “Gulliver’s travels” di Swift o il “Robinson Crusoe” di Defoe che altro non sono che una critica alla società del settecento, per non parlare de “Il piccolo principe” di Saint-Exupery, che propone diversi piani di lettura. In questa prospettiva si inserisce il famoso romanzo “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carrol.

Proprio per la sua complessità celata dietro la narrazione di una semplice storia fantastica, Alice nel paese delle meraviglie può considerarsi un esempio di “opera aperta”, secondo la chiara definizione di Umberto Eco: “ … un’opera d’arte, forma compiuta e chiusa nella sua perfezione di organismo perfettamente calibrato, è altresì aperta, possibilità di essere interpretata in mille modi diversi, senza che la sua irriproducibile singolarità ne risulti alterata.” (Umberto Eco – Opera aperta).

In Alice nel paese delle meraviglie, l’avventura di Alice ha luogo in un sogno, che la conduce in un mondo fantastico e immaginario. Già il sogno propone una ricerca di una realtà alternativa, che spesso tuttavia nasconde delle insidie e si trasforma in incubo. Il sogno di Alice la porta all’inseguimento di un coniglio bianco, ossessionato dallo scorrere del tempo, e la fa precipitare attraverso una tana in fondo a un profondissimo cunicolo che sembra portarla all’altra estremità del globo terrestre. Ritrovatasi in un luogo estraneo, circondata da porte impossibili da aprire, Alice scorge una porticina  piccolissima attraverso la quale non riesce a passare, date le sue dimensioni. Qui il tema delle dimensioni fisiche, già affrontato da Swift, con il suo indimenticabile Gulliver, contiene in sé la problematica del punto di vista, che muta con il mutare del rapporto personaggio-mondo esterno. Il Gulliver di Lilliput vede il mondo dei lillipuziani come può vederlo un gigante, mentre a Brobdignag lo vede da minuscolo essere immerso in un mondo gigantesco. E al tempo stesso muta la prospettiva con la quale il mondo circostante vede Gulliver. Allo stesso modo, Alice vedrà ciò che la circonda e sarà vista a sua volta in modo diverso, secondo le sue dimensioni fisiche. Ciò a dimostrazione che la visione del mondo muta con il mutare delle prospettive.

Il passaggio dunque attraverso la minuscola e misteriosa porticina conduce Alice in un mondo fantastico popolato da esseri strani e animali parlanti. Né si può dire che l’espediente del passaggio dal noto all’ignoto sia nuovo ai tempi di Carroll. Già l’eroe di Aristofane tenta di evadere dal mondo degradato di cui fa parte, con il desiderio e con lo scopo di rinnovarlo. Spesso dunque egli attraversa quella porta che lo conduce in un mondo surreale, come accade nelle “Rane” o nella “Pace”. Anche qui, come nel seguito di “Alice”, è come se il personaggio penetrasse dall’altra parte dello specchio.

La metafora dello specchio è estremamente importante nel racconto di Carroll, in quanto esso riflette una realtà rovesciata, la stessa realtà che ci circonda, per metterne in risalto le contraddizioni e i contrasti. Attraverso la porticina, come attraverso lo specchio, Alice si trova immersa in un mondo in cui ogni incongruenza è esasperata ed esagerata. Dunque il sogno di Alice conduce ad una illusione: alla difficoltà di mutare lo status quo. Come Narciso si illude di abbracciare se stesso e la propria essenza, così Alice nel suo viaggio si illude di giungere a una conoscenza totalizzante, che implica consapevolezza di sè e del mondo esterno, perché impossibile è la conoscenza dell’animo umano. Non a caso nel suo significativo e splendido dipinto “Reproduction interdite”, Magritte rappresenta due soggetti riflessi nello specchio, un libro, correttamente riprodotto alla rovescia, e un uomo di cui però viene riflesso non il viso ma la nuca e le spalle. Perché gli oggetti si possono riprodurre nella loro integrità, degli esseri umani sfugge la dimensione spirituale e psicologica.

Il mondo di Alice nel paese delle meraviglie è dunque assai complesso. Esso è il rovescio di quello che normalmente siamo abituati a conoscere. È il mondo in cui si festeggiano i “non compleanni” piuttosto che i compleanni, è il mondo di PincoPanco e PancoPinco, del cappellaio matto e della tartaruga finta, è il luogo del “nonsense”, è il mondo alla rovescia, nel quale Alice si muove alla ricerca di una identità che deve necessariamente passare attraverso la conoscenza delle contraddizioni del mondo reale nel quale dovrà fare ritorno, e del quale questo fantastico altro non è che la proiezione rovesciata.

Qui il sito di una fondazione dedicata al medesimo autore.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Lewis

Carroll

Libri dallo stesso autore

Intervista a Carroll Lewis


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

All'era dei pirati della finanza e dell'industria, degli imperi economici costruiti sui campi di battaglia è succeduto lo scenario desolante degli anni Trenta: la borsa in caduta libera, la crisi, la disoccupazione, e "tutti quegli scandali ignobili, quei processi, quei tracolli privi di grandezza"... Come molti della sua generazione, Christophe Bohun non ha né ambizioni, né speranze, né desideri, né nostalgie. È un modesto impiegato nell'azienda che suo padre, il Bohun dell'acciaio, il Bohun del petrolio, è stato costretto, dopo un clamoroso fallimento, ad abbandonare nelle mani del socio. Si lascia svogliatamente amare da una moglie di irritante perfezione e da una cugina da sempre innamorata di lui. "È la pedina" annota la Némirovsky sulla minuta del romanzo "che viene manovrata sulla scacchiera, che per due o tremila franchi al mese sacrifica il suo tempo, la sua salute, la sua anima, la sua vita". Alla morte del padre, però, Christophe trova in un cassetto, bene in evidenza, una busta sigillata: dentro, un elenco di parlamentari, giornalisti, banchieri a cui, nel tentativo di evitare il crac, il vecchio Bohun aveva elargito somme ingenti affinché spingessero il governo ad accelerare i preparativi bellici. Riuscirà questo bruciante retaggio, questa potenziale arma di ricatto, e di riscatto, a scuotere Christophe dal suo "cupo torpore"? Difficile trovare un romanzo così puntualmente applicabile a temi e fatti di ottant'anni dopo.

Una pedina sulla scacchiera

Némirovsky Irène

Diego De Silva fa un passo a lato, si allontana dalle irresistibili vicende di Vincenzo Malinconico e ci regala una semplice storia d'amore. Semplice per modo di dire, perché la scommessa è tutta qui: nel nascondere la profondità in superficie, nel tratteggiare desideri e dolori, speranze e rovine, con poche parole essenziali, dritte e soprattutto vere. Perché, come diceva Fanny Ardant ne La signora della porta accanto, solo i racconti scarni e le canzoni dicono la verità sull'amore: quanto fa male, quanto fa bene. Solo lí si cela l'assoluto. Cosí De Silva prende i suoi due personaggi e li osserva con pazienza, li pedina, chiedendoci di seguirlo - e di seguirli - senza fare domande. La perfetta storia d'amore di due persone che si sfiorano senza incontrarsi mai. Nicola e Irene sono fatti l'uno per l'altra, ma non lo sanno. Probabilmente se ne accorgerebbero, se s'incrociassero anche solo una volta. Non dovrebbe essere difficile, visto che frequentano regolarmente lo stesso bistrot...

MANCARSI

De Silva Diego

In un'estate torrida, un uomo nauseato dal mondo prende l'auto e parte, senza meta. Va a rintanarsi proprio dove l'umanità si raccoglie più fitta e rumorosa e avida di stordimenti: un grande albergo in una località balneare. Un falansterio pulsante di passioni estive, di bambini urlanti, di famiglie congestionate, affacciato su un mare oleoso che non dà refrigerio. Tutt'intorno, sulle colline aride di macchia e stoppie, bruciano i fuochi estivi. Su uno strapiombo di roccia, in fuga dall'incendio, il protagonista che ha rotto con il consesso dei propri simili, che si è ridotto a sbirciare da lontano le loro passioni incomprensibili, i loro trasporti effimeri, rientra prepotentemente nella vita. È successo che si è girato di scatto, sentendosi osservato. È successo che si è materializzata vicino a lui una donna bellissima. È successo che questa inaudita creatura gli ha rivolto, con accento straniero, una frase: «Vuoi bruciare con me?», e poi è scomparsa. Da quel momento, l'uomo ha di nuovo una ragione per vivere: ritrovare la donna misteriosa che gli sembra di vedere dappertutto e ogni volta gli sfugge. Comincia così un romanzo straordinario e imprevedibile, un'avventura amorosa estrema, che implica l'apparizione estatica e la dolorosa eclissi, che evoca fantasmi inattuali, condizioni date per estinte da secoli: è possibile che la donna dai denti d'oro sia, come lei stessa mormora, una schiava? E da chi può essere tenuta in soggezione una simile creatura? Un romanzo d'amore come è difficile leggerne. Erotico, mitologico, alchemico. Un'avventura che mescola misticismo ed eros, spy story e fantastico, combattimento, azione e passione, in un mondo dominato dalla schiavitù e dalla morte, fino a un finale spiazzante - un viaggio al termine della vita e oltre. Dopo il vasto affresco di Canti del caos, un romanzo breve, fulmineo e intenso, scritto di getto come una scintilla staccata da un incendio più grande, una fiammata narrativa nella quale anche il lettore diventa ansioso di bruciare.

GLI INCENDIATI

Moresco Antonio

Libro dell’inquietudine

Einaudi