Narrativa

Né di Eva né di Adamo

Nothomb Amélie

Descrizione: Amélie torna in Giappone ma abbandona i tragicomici panni di impiegata nella multinazionale Yumimoto, vicenda narrata in Stupore e Tremori, e si concentra sulle peripezie sentimentali di quel periodo. Rinri è il suo fidanzato giapponese, bello e ricco, li lega un amore bizzarro ma non privo di poesia, raccontato con il solito umorismo, affondando lo sguardo chirurgico che le è proprio nell'incandescente universo dell'amore. Ma l'emozione più grande e la relazione più forte è ancora una volta quella che lega l'autrice al paese in cui è nata, e dove ha trascorso gli anni mitici dell'infanzia.

Categoria: Narrativa

Editore: Voland

Collana:

Anno: 2008

ISBN:

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Capita mai che siamo attratti da persone che ci recano diletto? Impensabile. Ci si innamora di persone che non si sopportano, di persone che rappresentano un pericolo insostenibile. […] Nell’amore, io vedo un trucco del mio istinto per non assassinare qualcuno: quando sento il bisogno di uccidere una determinata persona, un meccanismo misterioso […] fa sì che io mi cristallizzi intorno a quella persona. Ed è per questo che a quanto ne so non ho ancora omicidi al mio attivo.”

Amélie Nothomb si racconta poco più che ventenne alla prese con un amore tutto nipponico. Il suo rientro in Giappone, dopo gli anni dell’infanzia, la porteranno dritta dentro una storia senza pretese con il bello e romantico universitario Rinri, che la coprirà per due anni di attenzioni fin troppo esclusive.

La scrittrice, non ancora famosa, ritrova nell’amato Giappone luoghi e situazioni familiari che si fanno spazio tra i ricordi ancora vivi di un passato recente. Un viaggio di sola andata per riprendere le fila di un discorso interrotto anni prima.

Proprio durante il suo soggiorno a Tokyo la Nothomb si imbatte nel ragazzo che le farà conoscere il significato della parola giapponese koi, diletto: un sentimento nuovo e del tutto inaspettato per la giovane donna ancora in cerca di una sua dimensione esistenziale.

Alle bizzarrie amorose di Rinri, si contrappone l’autocontrollo e il precoce cinismo di una giovane Amélie che non risparmia all’ingenuo fidanzato diplomatiche risposte senza speranza.

La scrittrice diverte il lettore con la sua visione spietata e decisamente autoironica dell’amore e delle sue complicazioni: dall’incontro con la famiglia e gli amici troppo giapponesi del ragazzo, alla scalata-fuga zoroastriana sul monte Fuji, agli interessanti intermezzi linguistici e culinari a base di okonomiyaki e sushi.

Più che del sentimento del tutto disinteressato per Rinri, l’autrice ci parla della sua passione per il paese del sol levante e l’adorazione tutta occidentale per la sua bellezza senza tempo.

La riscoperta di un Giappone antico e silenzioso mi fece venire le lacrime agli occhi. Sotto questo cielo così blu, i pesanti tetti di tegole una sull’altra e l’aria cristallizzata dal gelo mi confessavano che mi avevano aspettata tanto, che gli ero mancata, che il mio ritorno aveva ristabilito l’ordine del mondo e che il mio regno sarebbe durato diecimila anni”.

Il rientro in Giappone è per la Nothomb l’occasione per ristabilire, in qualche modo, delle priorità: la scrittura e la libertà di seguire, senza legami troppo stretti, la propria ispirazione poetica. Rinri non sarà che il pretesto per rivedersi e reinventarsi rispetto ad una vita arenata su schemi troppo rigidi e lontani dalla personale visione del mondo.

Questo romanzo rappresenta sicuramente una parentesi narrativa della scrittrice belga, in cui tuttavia non manca quell’analisi feroce, nella sua realisticità, della natura umana e delle sue esternazioni, a cui Amélie Nothomb ci ha ormai abituato.

Eva nel giardino non era riuscita a cogliere il frutto desiderato. Il novello Adamo aveva imparato la galanteria ed era andato a prendergliene un carico intero, poi l’aveva guardata mangiare con tenerezza. La novella Eva, nel suo peccato di egoismo, non gliene aveva offerto neanche un morso”.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Amélie

Nothomb

Libri dallo stesso autore

Intervista a Nothomb Amélie


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Paura, solitudine, sopraffazione. Questo libro di Riccardo Iacona entra dritto in una dimensione che purtroppo vediamo in versione patinata solo nei salotti televisivi e dopo le tragedie, quando scatta il gioco macabro della caccia al colpevole in prima serata. Cosa c'è prima? Qual è il contesto? Lo si può scoprire solo andando nei luoghi, conoscendo le persone (parenti, amici, vicini), le regole imperscrutabili di quei paesi, o di quei quartieri, al Sud come al Nord, che vivono di vita propria, di leggi proprie e non scritte. Dove l'apparenza è tutto. Iacona propone un libro scritto in prima persona, un reportage narrativo drammatico e spiazzante. Un libro che per la prima volta entra in un mondo invisibile ma reale, e più vicino a noi di quanto pensiamo.

Se questi sono gli uomini

Iacona Riccardo

Possono esistere felicità trascurabili? Come chiamare quei piaceri intensi e volatili che punteggiano le nostre giornate, accendendone i minuti come fiammiferi nel buio? Sei in coda al supermercato in attesa del tuo turno, magari sei bloccato nel traffico, oppure aspetti che la tua ragazza esca dal camerino di un negozio d'abbigliamento. Quando all'improvviso la realtà intorno a te sembra convergere in un solo punto, e lo fa brillare. E allora capisci di averne appena incontrato uno. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevi considerato. Per farti scoprire, ad esempio, quant'è preziosa quella manciata di giorni d'agosto in cui tutti vanno in vacanza e tu rimani da solo in città. Quale interesse morboso ti spinge a chiuderti a chiave nei bagni delle case in cui non sei mai stato e curiosare su tutti i prodotti che usano. A metà strada tra "Mi ricordo" di Perec e le implacabili leggi di Murphy, Francesco Piccolo mette a nudo i piaceri più inconfessabili, i tic, le debolezze con le quali tutti noi dobbiamo fare i conti. Pagina dopo pagina, momento dopo momento, si finisce col venire travolti da un'ondata di divertimento, intelligenza e stupore. L'autore raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda il senso profondo della vita.

Momenti di trascurabile felicità

Piccolo Francesco

Quando si parla delle leggi razziali si pensa all’infamia subita dagli ebrei italiani costretti all’umiliazione e alla persecuzione, ma non si hanno sempre presenti le tante storie individuali di dolore, paura, tradimento, disperazione; alle migliaia di individui che hanno visto i loro destini deviare tragicamente da un corso tranquillo. La storia raccontata da Lia Levi nella Notte dell’oblio è una di queste “piccole” storie che hanno travolto la serena esistenza di una famiglia qualsiasi. I Vivanti sono una famiglia composta dal padre Giacomo, commerciante a Roma, dalla madre e dalle due figlie ancora bambine ai tempi delle leggi razziali. Giacomo è costretto a cedere il proprio negozio a un prestanome. Gli ebrei non possono più avere attività economiche e quindi i Vivanti cedono il loro negozio a un commesso che formalmente ne diventa il titolare. Scoppia la guerra e i Vivanti possono nascondersi nella zona dei Castelli romani grazie a un amico prete. Tra la paura dei rastrellamenti e delle delazioni e le vivaci e franche discussioni religiose tra il padre e il prete amico, la famiglia trascorre i primi anni di guerra fino al giorno in cui il capofamiglia va in città per una furtiva visita di controllo al negozio e non fa più ritorno. Qualcuno lo ha denunciato ed è stato deportato in un lager in cui troverà la morte. Il resto della famiglia continua, pur nel dolore per la scomparsa, la sua vita, prima nel nascondiglio fuori Roma dove le ragazze crescono tra prime amicizie e amori, mentre la madre tiene per sé il segreto del tradimento di cui è stato vittima il marito. Nel dopoguerra, con il ritorno della vita normale, la madre, pur non riuscendo a farsi restituire il negozio inventa una nuova attività che dà alla famiglia un po’ di agio. Ma il destino le giocherà uno scherzo tremendo. Una delle due ragazze s’innamorerà per caso del figlio del commesso che aveva tradito suo padre.

LA NOTTE DELL’OBLIO

UN PONTE TRA LE STELLE

Gunn James