L’amore ai tempi dell’apocalisse

Zardi Paolo

Descrizione: La fine del mondo è vicina: lo è sempre stata, a dar retta ai catastrofisti della prima e dell’ultima ora. Per qualcuno, forse, è già arrivata, perfino passata, trascinando via con sé i peccati e lavando le coscienze. Per altri è adesso, l’ora di questo tempo frastornato, vile, dove bussole impazzite indicano una rotta inesistente e i fiumi sembrano a un passo dallo scorrere al contrario. Ventidue autori hanno provato a raccontare, sullo sfondo di questi scenari apocalittici, l’essenza di un sentimento che sopravvive nonostante tutto, l’amore, declinandolo in storie tenere e folli, malinconiche e sensuali. Che fiorisca in un quartiere a luci rosse o in un desolato mondo lontano, che si consumi tra umani, entità aliene o macchine, l’amore appare come l’unico potente legame in grado di ancorarci alla nostra vera natura. Tra muri che crollano e certezze che si sbriciolano al doppio sole di universi paralleli, questi racconti da un futuro prossimo ripropongono il vecchio leitmotiv di Eros e Thanatos, quell’infinito ed eterno abbraccio tra amore e morte capace di farsi beffe di qualunque apocalisse.

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Editore: Galaad Edizioni

Collana: La Quercia e il Tiglio

Anno: 2015

ISBN: 978-88-98722-30-3

Recensito da Alessandra Allegretti

Le Vostre recensioni

Il titolo di questa raccolta ricorda “L’Amore ai tempi del colera” di Garcia Marquez, ma non ha la stessa morbidezza che trascina come un battello sul fiume. Anzi, è proprio il contrario, perché qui i sentimenti scuotono e sono baluardi contro la devastazione. In “L’amore ai tempi dell’apocalisse“, edito da Galaad Edizioni, ventidue autori ci raccontano la loro visione dell’amore in un’atmosfera apocalittica di distruzione. Ed è proprio l’apocalisse che fa emergere la bellezza e l’immortalità di questo sentimento, perché lo mette a nudo e ne rivela la forza che resiste a qualsiasi violenza. L’amore emerge potente in tutte le sue accezioni, dalla passione perversa, al sesso sfrenato, all’auto-adorazione riflessa, alla fuga dalla solitudine, alla prova della propria esistenza. Il niente e il tutto, Eros e Tanathos, sono complementari e si abbracciano proprio come le figure sulla copertina, che rappresentano due amanti che si tendono le braccia e guardano da un’altra parte, forse spaventati dal mondo (o quel che resta) che li circonda.

Bello e coinvolgente il racconto di Francesca Bonafini, “Kairos”, dedicato al momento opportuno e alla bellezza dell’amore che non teme nulla. L’apocalisse qui è un’aberrazione, un inferno vissuto in terra che aumenta la rabbia di ciò che poteva essere e non è stato, mentre l’amore è l’unico appiglio che non evita di sprofondare, ma almeno lo fa dolcemente.

Il libro è interessante e ricco di spunti sull’evoluzione dei sentimenti e sulla nostra capacità di adattamento. Non mancano momenti di poesia e ispirazioni davvero originali che lasciano una dolce amarezza e fanno riflettere sugli errori che si potrebbero evitare.

Di cosa avevi paura, Mariella? Dell’ira di quel cane? Dei suoi ricatti? Di quello che avrebbe detto la gente? Vorrei dirti adesso che le paure di un tempo. le tue, le mie, erano ridicole. Se tu potessi vedere il fango che seppellisce braccia mutilate, piedi, gambe, brandelli di carne, capiresti che abbiamo avuto paura a vuoto, abbiamo sprecato la paura. Dell’amore non bisogna mai avere paura.” (Kairos, F.Bonafini)

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