Narrativa

Amsterdam è una farfalla

Magliani Marino

Descrizione: Una città labirintica e misteriosa dove si ordiscono complotti e strategie, dove le biciclette giacciono arrugginite in cimiteri nascosti, dove i canali disegnano una ragnatela che intrappola i pensieri! Un eccentrico scrittore, un editore collerico, un'irriverente giovane donna e il suo cane breton l'attraversano in bicicletta, la guardano dall'alto dei suoi tetti e si perdono nel suo ventre sotterraneo a caccia di segreti che devono rimanere tali... perché Amsterdam è una farfalla.

Categoria: Narrativa

Editore: Ediciclo

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788865490372

Recensito da Stefano Costa

Le Vostre recensioni

È già stato notato come questo romanzo nasca da un bisogno contingente: raccontare un mondo attraverso le ragioni del vissuto, siano esse casa, famiglia, lavoro, memoria. “Amsterdam è una farfalla” è già un percorso letterario in fieri, un romanzo che si fa nel dichiarare che si deve farlo, un romanzo abortito nella sua evoluzione da romanzo-luce a romanzo-Amsterdam.

Non credo che in esso vi siano due romanzi: “Amsterdam è una farfalla” è un solo romanzo che nasce nell’atto in cui muore una sua prima idea di stesura, è un “Cimitero marino” (il gioco di parole che rimbalza al nome dell’Autore del testo di Ediciclo non è voluto), qualcosa che prende vita solo nel momento in cui qualcuno l’ha strappato di mano all’Autore stesso, qualcosa che prende vita solo nel momento in cui qualcuno ha consigliato a Magliani (o a Sanderi o a Makliani) come portarlo avanti, come portarlo a termine.

Mentre ci parla di questo libro, Magliani cita spesso Sebaste, il Sebaste di “Panchine”. Io invece vengo catturato dall’osmosi creantesi tra “Amsterdam è una farfalla” e “Oggetti smarriti e altre apparizioni”, letteratura che interroga sul significato del termine “memoria”.

Mentre il libro di Sebaste è smateriallizzato in una sequenza di testi dove i veri oggetti – culturali – non sono quelli di cui lui ci scrive ma sono già i testi di Sebaste stesso, nel romanzo di Magliani gli oggetti di cui ricordarsi sono quelli che il protagonista ha sotto gli occhi. Sono i palazzi di Amsterdam e della cittadina in cui Magliani risiede veramente. Sono i ragazzi olandesi, quelli che crescono senza accorgersi che l’edilizia, là, fa e disfa in un continuum spiazzante per chi viene da fuori: loro invece sembra non sappiano dire cosa c’era in precedenza al posto di quel palazzo, al posto di quella strada, al posto di quel vissuto.

Ci pensa Magliani a farlo, a dirci cosa c’era prima di “tutto questo”. L’Autore attraversa “tutto questo” in bicicletta, ecco il veicolo grazie al quale si ricostruisce una città differente, viva anche nell’allucinazione. Non è un caso che nella lunga sequenza che accompagna Magliani nei sotterranei di Amsterdam la biciletta sia relativamente meno presente ai nostri occhi. Perché qui Amsterdam non è più quella esplorabile coi propri pedali ma diventa quella visionaria, diventa il luogo di una memoria ricreata che in questo momento diventa la memoria di Sebaste e dei suoi oggetti, quelli che vivi e che sono cultura prima ancora che tu te ne renda conto.

C’è del vissuto in entrambi questi libri, è quel vissuto creaturale in grado di dirci che la memoria è ricerca, che la ricerca è letteratura, che ogni opera è un atto di sapere: finissimi i testi di Sebaste, più dichiaratamente narrativo il testo di Magliani, entrambi portatori di citazioni, quadri, fotografie, altri libri, altri uomini, altre donne, altre memorie.

Sono due libri splendidamente novecenteschi, granitici nel riportare nero su bianco un’autobiografia che non è solo quella dei rispettivi Autori, bensì quella di cose, gesti, andamenti culturali: come se i libri fosero stati, paradossalmente, scritti da qualcun altro, da qualcos’altro.

Sembra contraddittorio, ma i due Autori quasi si smaterializzano nei rispettivi testi pur rimanendone il centro, uno dei centri.

Per chi crede si stia esagerando, leggere per farsene una ragione.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Marino

Magliani

Libri dallo stesso autore

Intervista a Magliani Marino


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Città reali scomposte e trasformate in chiave onirica, e città simboliche e surreali che diventano archetipi moderni in un testo narrativo che raggiunge i vertici della poeticità. "Che cos'è oggi la città per noi? Penso d'aver scritto qualcosa come un ultimo poema d'amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città." (Da una conferenza di Calvino tenuta a New York nel 1983) Città reali scomposte e trasformate in chiave onirica, e città diaboliche e surreali che diventano archetipi moderni di un testo narrativo altamente poetico.

Le città invisibili

Calvino Italo

È l'ultimo giorno di università, e per due ragazzi sta finendo un'epoca. Ormai si sentono adulti e indipendenti, hanno davanti a sé l'intera vita, da afferrare a piene mani. Emma e Dexter sono a letto insieme, nudi. Lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e i grandi ideali. Si sono appena laureati, il giorno successivo lasceranno l'università. Dopo una serata di grandi bevute sono finiti a baciarsi con passione, e poi tra le lenzuola. Ora sono lì, l'uno accanto all'altra, nell'alba di una vita nuova. Quel giorno, il 15 luglio 1988, Dexter e Emma si dicono addio per la prima volta. Le loro strade si separano, lui è destinato a una vita di viaggi, divertimenti, ricchezza. Emma non ha soldi, ha bisogno al più presto di un lavoro, e sogna di cambiare il mondo. Emma si sposterà a Londra, farà la cameriera in un pessimo ristorante messicano e prenderà due decisioni importanti: diventare insegnante e andare a vivere con il suo ragazzo, Ian, un comico che non riesce a strappare una risata. Nel frattempo Dexter, grazie alla sue conoscenze e alle possibilità economiche, entra nell'industria dello spettacolo. Presenta un programma televisivo di dubbio gusto, assieme a una donna con cui si trova a uscire fin troppo spesso. È diventato dipendente dalle droghe, dal sesso facile e dalle celebrità di terza categoria che frequentano il suo mondo. Ma ogni 15 luglio c'è un momento speciale per entrambi: dove sarà Emma, cosa farà Dexter? Per venti anni, in quel giorno, si terranno in contatto. Nel corso di venti anni, ogni anno, per un giorno, saranno di nuovo assieme...

UN GIORNO

Nicholls David

È il 23 luglio 1843, una mattina d’estate senza una nube e una luce che ammazza tutti i colori. Due giovani in cerca d’avventura salpano su una barchetta con tre vele latine. Dal molo di Bellano li segue lo sguardo preoccupato del sarto Lepido: no è giornata, sta per alzarsi il vento. L’imbarcazione è presto al largo, in un attimo la tragedia: lo scafo si rovescia, a rive giunge un corpo senza vita. un’imprudenza, una disgrazia. Ma c’è un problema. La vittima è Francesco, figlio di Giangenesio Gorgia, ricco e potente mercante del paese. L’altro inesperto marinaio, Emilio Spanzen, milanese in villeggiatura sul lago, è figlio di un ingegnere che sta progettando la ferrovia che collegherà Milano alla Valtelina. Due famiglie importanti. Infatti da Como arriva una pesante sollecitazione: bisogna trovare un colpevole.

LA LEGGENDA DEL MORTO CONTENTO

Vitali Andrea

"La vita è una questione di verità", la storia di chiunque abbia ancora qualcosa da raccontare. Uno sguardo alla vita e al mondo dello show-business, dall'interno e dall'esterno, passando per i social network e alla condizione in cui passivamente ci siamo ritrovati: un'epoca di digitali speranze e multimediali illusioni. Attraverso il filtro delle emozioni si pone l'accento su alcuni aspetti della nostra contemporaneità e sulle difficoltà che si possono incontrare lungo il proprio cammino. Una confessione di vita scritta a quattro mani, un raccontarsi senza filtri alla pagina ripercorrendo il proprio iter artistico e le proprie esperienze, televisive e non. Un'esortazione a prendere in mano le redini della propria vita, lottando quotidianamente per ciò in cui si crede. I personaggi diventano così persone e vengono sfatati i miti, perché nessuno è poi così diverso da chiunque altro.

La vita è una questione di verità

Monsé Maria, Di Matteo Simone