Narrativa

ANIMA MUNDI

Tamaro Susanna

Descrizione: La vita di Walter nel suo camminare, tra sogni e dolori, sorprese e risvegli, attraverso le tre fasi della sua esistenza fino alla scoperta dell'amore.

Categoria: Narrativa

Editore: Dalai

Collana:

Anno: 1997

ISBN: 9788880892205

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Anima Mundi” è un lungo travaglio interiore, una storia di amicizia e di sofferenza.

Fin dalle prime pagine, è facile riconoscere lo stile piacevole, chiaro e fluido della Tamaro. Tuttavia, alcune similitudini appaiono scontate, e vari concetti sono ripresi dai libri precedenti.

Trovo poco riuscito il ricomparire di Andrea, l’amico di Walter; molto felice, invece, l’incontro con la saggia Suor Irene.

 Un testo senza troppe pretese, ma gradevole.

 Alle persone troppo sensibili accade spesso una cosa strana. Crescendo, diventano le più crudeli

 

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Susanna

Tamaro

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Un segreto covato tutta la vita condiziona fortemente la donna che lo custodisce finché, d'improvviso, la liberazione, e di qui una vera e propria rinascita. Attraverso la narrazione si viene a contatto con un'eroina bella e innamorata e per questo debole e spaurita, ma che non esita ad agire contravvenendo agli ordini del marito e a sua insaputa, atteggiamento questo che già dice molto sulla tipologia femminile brontëana. All'ingenuità di Marian, la protagonista, si contrappone la falsità dell'astuta istitutrice Foxley, le cui trame malefiche sono infine smascherate da un arrabbiatissimo Douro, marito di Marian, non senza contribuire a creare un pathos sottile circa l'evolversi della vicenda. Ciò che caratterizza in maniera singolare questo racconto ancora acerbo della nostra autrice è quel senso di suspance tanto abilmente convogliato dalla pur semplice trama. Intrighi, bugie e duplicità brillantemente superati in nome dell'amore si fondono armoniosamente per far sbocciare quella tecnica narrativa che sarà il piccolo grande segreto racchiuso nella penna di Charlotte Brontë.

Il segreto

Brontë Charlotte

E’ questione di pelle

Gabriella Franceschini

Quando la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta ha bussato alla sua porta, David Kepesh l'ha accolta con entusiasmo, trasformandola nel momento di verità della propria vita. Da allora ha giurato a se stesso che non avrebbe mai più avuto una relazione stabile con una donna, e per trent'anni ha mantenuto fede al proposito, conducendo l'esistenza dell'«uomo emancipato». Ma un giorno, nell'aula del suo corso di critica letteraria all'università, entra Consuela Castillo, ventiquattrenne di una bellezza conturbante, che scatena il desiderio e la gelosia del maturo professore. «Forse, ora che mi sto avvicinando alla morte, anch'io segretamente desidero non essere libero», pensa Kepesh, ma non immagina quale sarà lo svolgimento tormentato della sua relazione con Consuela, e soprattutto il suo epilogo tragico. E poiché non può fare a meno di interrogarsi sulla propria vita e sul mondo, e non può fare a meno di spiegare agli altri le proprie convinzioni («la didattica è il mio destino»), tanto più doloroso è dover ammettere di essere in preda a una forza nuova che lo sta trascinando verso l'abisso. Dopo aver concluso con La macchia umana la trilogia sull'America del dopoguerra, Philip Roth conferma il suo momento di grazia con un romanzo di eccezionale intensità, dove i temi intrecciati dell'eros e della morte trovano un nuovo sviluppo tra i sogni della liberazione sessuale e l'immutata fragilità degli esseri umani.

L’ANIMALE MORENTE

Einaudi

Perché, poco prima delle Idi di marzo, il giorno fatidico in cui venne ucciso, Giulio Cesare rinunciò a essere accompagnato dalla scorta? E perché proprio Bruto e Decimo, gli uomini più vicini al dittatore, avrebbero dovuto desiderarne e organizzarne la fine? Perché, mentre si recava alla Curia, il dittatore di Roma ignorò tutti coloro che lo avvertivano che sarebbe stato vittima di un complotto? E infine perché, quando venne portato via dopo essere stato accoltellato a morte, un lembo della tonaca gli copriva il viso? Secondo Cicerone il dittatore avrebbe provato vergogna per le smorfie di dolore che gli contraevano il volto nel momento della morte, e si sarebbe coperto per nasconderle. Ma se la ragione fosse un'altra? Furono gli schiavi dello stesso Cesare a portare via il corpo del padrone, con il viso nascosto dalla toga. E solo dopo un certo tempo il medico Antistione dichiarò che Cesare era stato colpito da diciotto coltellate, di cui una mortale. Ai tanti enigmi che si affollano intorno alla più famosa congiura della storia, Franco Forte dà un'incredibile risposta nelle pagine di questo romanzo: e se Giulio Cesare non fosse affatto morto alle Idi di marzo? Forse la congiura non aveva la finalità di ucciderlo, ma di sottrarlo allo scomodo e gravoso incarico di padre-padrone di Roma. Offrendogli così la possibilità di tornare a dedicarsi a ciò che nella vita aveva sempre amato: essere alla testa di una legione, la Legio Caesaris, e combattere per la gloria personale e dell'Urbe. Con un ulteriore obiettivo, che solo una mente ambiziosa come quella di Cesare poteva escogitare: raggiungere i confini del mondo alla ricerca della dimora degli dèi, per strappare loro il segreto della vita eterna. Tra colpi di scena strabilianti e gustosissimi cammei di personaggi storici, Franco Forte ci regala la prima epica avventura di Cesare e della sua nuova legione.

Cesare l’immortale

Forte Franco