Giallo - thriller - noir

Appuntamento a Trieste

Scerbanenco Giorgio

Descrizione: Elena è una ragazza madre. Giulio, il suo primo amore, ha abbandonato lei e il piccolo Giovanni, detto Anni. Elena ha bisogno di un lavoro, per inseguire il suo sogno di fare l’attrice decide di lasciare la pellicceria di Margoni, e lui che pure è innamorato di lei, fa di tutto per aiutarla procurandole un lavoro come attrice. Un giorno Elena incontra Pietro, ricco bello e sfrontato, che la corteggia insistentemente e lei, anche se sa di essere solo una delle tante conquiste, si lascia sedurre. Nel frattempo, rifiuta le avances del suo capo Tauscher e perde il lavoro. Scopre che Pietro sta per sposarsi con un’altra donna e si ritrova sola. Senza lavoro e senza protezione inizia una carriera nel cabaret. Solo un colpo di fortuna la salva: il suo capo la aiuta, Margoni la riprende a lavorare in pellicceria e Pietro, di cui ormai è innamorata, torna per vivere con lei qualche mese d’amore, finché la loro storia non si scontra con le comodità di una vita troppo bella per potervi rinunciare, e Pietro scappa. Così, sconfitta e delusa, Elena torna a quello che conosce e che spera di riuscire ad amare: il lavoro, l’affezionato Margoni, la casa, il figlio. Tranquilla e rassegnata, vive anni sereni, finché un nuovo vecchio amore, il terzo amore appunto, non torna a risvegliare in lei il suo inesausto bisogno di avventura.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: La nave di Teseo

Collana: Oceani

Anno: 2019

ISBN: 9788893448871

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Appuntamento a Trieste di Giorgio Scerbanenco

Nell’immediato dopoguerra Trieste è divisa in zona A e zona B ed è dilaniata dalle opposte azioni eserciate dalle forze internazionali (“Noi qui a Trieste è un bel po’ che cominciamo a puzzare. Noi americani meno degli inglesi… Portiamo via le ragazze, requisiamo gli alberghi, i palazzi, gli uffici, stiamo a guardare con le mani in mano tutte le porcherie che vengono fatte nella Zona B senza aiutarli minimamente”).

È in atto una serrata guerra tra spionaggio titino e controspionaggio degli alleati. Questa guerra miete una vittima: il capitano Kirk Mesana, che viene dichiarato morto (“La morte di Kirk era un segreto militare”) per consentirgli di proseguire l’attività al riparo dalle insidie (“Stare lì, a pochi chilometri da Diana, essere creduto morto da lei, ed essere invece vivo…”). A patire le conseguenze per l’eccidio è la bella Diana, la ragazza della cartoleria, tanto innamorata dell’americano quanto poco disposta a dimenticare.
Al suo fianco c’è però Riccardo, l’amico d’infanzia, oggi medico, innamorato di lei e disposto a tutto pur di penetrare nel cuore della bella e sconsolata triestina.

I due amici riparano presso la tempestina, la villa dello zio Fulvio (“Zio Fulvio era ad aspettarli in fabbrica… “), un filantropo vecchio e cardiopatico che gestisce un sacchettificio e la comunità di operai emigrati in una valle in provincia di Verona. Qui Diana s’insospettisce per il comportamento ambiguo di Riccardo  (“Cos’era? Una lettera? Di chi? E perché la bruciava?”) e la preoccupazione aumenta quando le vengono recapitate alcune lettere anonime (“Ormai sapeva che Riccardo era un ignaro giocattolo belle mani di suo fratello, ma l’aveva scritto lo stesso che era invece una spia, aveva scritto che Kirk Mesana non era morto, così Diana avrebbe lasciato Riccardo, e Riccardo sarebbe rimasto a lei”).

La cellula dello spionaggio titino (“Quel Vsic era… uno spione, un assassino, un bruto che martoriava la sorella”) sospetta che Kirk non sia morto e sferra i propri attacchi per individuare la località segreta (“Holbes aveva accentrato il servizio nella villa a Prosecco… al campo di aviazione”) ove Kirk vive nella noia (“Vedere un uomo come Kirk passare le serate a spazzolare un gatto per togliergli le pulci era più forte di lei”) e nella disperazione per il perduto amore (“Io non sono più niente, niente, niente… e si resiste, si resiste, poi qualche cosa si rompe dentro di noi e dolore e furia dilagano”).

Nel romanzo le vicende sentimentali s’intrecciano a quelle spionistiche e valorizzano le capacità di analisi di Scerbanenco in un’opera che coniuga il romanticismo alla spy-story con grazia e grande senso dell’equilibrio narrativo.

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Giorgio

Scerbanenco

Libri dallo stesso autore

Intervista a Scerbanenco Giorgio

Come ogni anno, un «padre che è anche un nonno» va in Svezia a curare i suoi interessi e visitare la famiglia che ha abbandonato. Il padre ha cultura e tradizioni che si scontrano con la «svedesità» dei figli. E il suo atteggiamento borioso non facilita di certo i rapporti. Un tacito accordo vincola il figlio a occuparsi di lui a ogni penoso ritorno. Ora che a sua volta ha dei figli, un lavoro che odia e una vita da cui vuole fuggire, forse in fondo non sopporta di vedersi riflesso nel padre. Anche sua sorella è già madre e incinta di un altro bambino che non è sicura di voler tenere: la sorte del feto sarà affidata a una singola connessione telefonica. Ma dieci giorni possono influenzare in modo inatteso le dinamiche di una famiglia tormentata dai fantasmi del passato e dai non detti del presente. Se per questi buffi personaggi, che potrebbero essere scappati dal set di un film di Wes Anderson, esiste una possibilità di riscatto, può venire solo dall’innocenza e dalla freschezza delle nuove generazioni.

La clausola del padre

Khemiri Jonas Hassen

È la storia di due ragazze, Maria (che narra in prima persona) e Tsugumi. A diciannove anni Maria lascia il piccolo paese sul mare per trasferirsi a Tokyo e iscriversi all'università. Anni dopo, decide di tornare al paese per le vacanze, dove ritrova Tsugumi, l'eroina del romanzo, bellissima e dispotica ragazza. Tutti tentano di essere indulgenti con lei, sperando di renderle migliore la vita che le resta. Infatti le è stata diagnosticata dalla nascita una malattia incurabile. Terminate le vacanze, Maria sta per tornare a Tokyo ma le condizioni di Tsugumi peggiorano e pare non ci sia più niente da fare. All'ultimo momento Tsugumi si salva, sentendosi vicina alla morte però aveva scritto a Maria una lettera-testamento e con questa si chiude il romanzo.

TSUGUMI

Yoshimoto Banana

Pubblicati originariamente su rivista tra il 1835 e il 1842, i sei racconti di Edgar Allan Poe che qui proponiamo, Berenice, Morella, Ligeia, Il crollo della casa Usher, Eleonora, Il ritratto ovale sono tra i piú noti capolavori del genere horror. Tutti incentrati su una esangue, inquietante figura femminile, in essi si riflette al meglio la sapienza stilistica di Poe, il cui "cattivo gusto" - come ha scritto Giorgio Manganelli - mescolato d'astrazione e stravaganza produce risultati "impossibili" assolutamente insuperabili.

Il crollo della casa Usher

Il sorriso degli dei

Nievo Stanislao