Appunti per un discorso sull’odio

Di Carlo Andrea Alessandro

Descrizione: "I giorni scanditi da pensieri ordinati, la messa a fuoco di un'esistenza che sembra crollare da un giorno all'altro, le ansie, gli istanti, le paure e le insicurezze. La pioggia, le cicale, i toraci in fiamme e Gian Maria Volontè che prega in 'Todo Modo'. Una lunga ed attenta riflessione sul significato dell'esistenza, sul dolore, sull'odio e sull'oblio. Un unico racconto, una granitica e tortuosa discesa nella quotidianità che, per emersione, illumina i dettagli della nostra esistenza facendoli danzare tra loro."

Categoria:

Editore: Bebert edizioni

Collana: Gli irrisolti

Anno: 2014

ISBN: 978-88-97967-12-5

Recensito da Valeria Martino

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Appunti per un discorso sull’odio di Andrea Alessandro Di Carlo (Bebert, 2014)

Appunti per un discorso sull’odio” è edito da una giovane casa editrice bolognese, Bebert e inaugura la collana “Gli irrisolti”, libri tascabili, molto economici, che contengono racconti o serie di racconti che non hanno una vera e propria fine, per l’appunto storie irrisolte.
Infatti, queste appena 57 pagine sfuggono a una definizione in senso stretto di romanzo o di racconto, ma semmai scorrono sotto gli occhi del lettore come una narrazione libera, a volte anche poco fluida, proprio come possono esserlo i pensieri, le emozioni, i sogni e le paure.

Le parole rievocano ricordi, ansie e dolori di un amore finito, dove il passato predomina su un futuro ormai irrealizzabile.
Accade talvolta  che il pianto ceda il passo alla speranza, alla fiducia in un progetto di futuro, perché in fondo l’uomo è l’artefice della propria vita e i pianti, dolorosi e apparentemente inconsolabili, passano comunque.

Lo stile è molto personale e introspettivo, talvolta oscuro e a tinte fosche, ma ben rappresenta il sentimento di una “incapacità  di vivere” che talvolta ci caratterizza, soffermandosi su sentimenti e manie che tutti, più o meno, abbiamo provato.

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Per settecento anni è rimasto nascosto in un muro dell'abbazia. Poi una scintilla ha scatenato un incendio e il muro è crollato. Stupito, l'abate Menaud sfoglia quel volume impreziosito da disegni di animali e di piante. È scritto in codice, ma le prime parole sono in latino: Io, Barthomieu, monaco dell'abbazia di Ruac, ho duecentoventi anni. E questa è la mia storia. Per migliaia di anni è rimasto immerso nell'oscurità. Poi un'intuizione ha squarciato le tenebre. Incredulo, l'archeologo Luc Simard cammina in quel grandioso complesso di caverne, interamente decorate con splendidi dipinti rupestri. E arriva all'ultima grotta, la più sorprendente, dove sono raffigurate alcune piante: le stesse riprodotte nell'enigmatico manoscritto medievale… Per un tempo indefinibile è rimasto avvolto nel mistero. È stato custodito da santi e da assassini, è stato una fonte di vita e una ragione di morte. Poi un imprevisto ha rischiato di svelarlo agli occhi del mondo. Spietati, gli abitanti di Ruac non hanno dubbi: i forestieri devono essere fermati. Perché la cosa più importante è difendere il loro segreto. A ogni costo.

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Full of life

Fante John