Fumetti

Arternativa

Ghé Alberto

Lombardo Andrea

Renzi Pablo

Descrizione: Gli autori Alberto Ghè, Andrea Lombardo e Pablo Renzi propongono la loro geniale "ARTErnativa". Opere d'arte di ogni stile ed epoca puntualmente fraintese da un trittico di pseudo-critici che, pur mantenendo una encomiabile nonchalance, si arrampicano agilmente sugli specchi fornendo titoli e commenti del tutto fantasiosi per ogni opera. E così la Gioconda altro non è che un'intrusa paratasi davanti al sommo Leonardo mentre questi cercavo ai ritrarre un paesaggio, o la testa del povero Oloferne diviene uno strano portachiavi nelle mani di Giuditta.

Categoria: Fumetti

Editore: Dentiblù

Collana:

Anno: 2013

ISBN: 9788889786383

Recensito da Alessandra Allegretti

Le Vostre recensioni

Arternativa è un libro di fumetti divertenti volti far capire l’arte anche a una “capra! capra! capra!”. Non si tratta di una guida scherzosa come ce ne sono tante, bensì di una esperienza ironica di arte.

In copertina compare un’opera immaginaria e tre personaggi che la guardano perplessi. Non stanno scavando nella loro pseudo-cultura: vogliono spiegarla a parole loro, partendo dalla vita di tutti i giorni.

Così i “tre fessi individui protagonisti” ci accompagnano in un museo insolito, davvero virtuale, distinto per temi intriganti come “quando c’è la salute c’è tutto”, “non fatene una tragedia” o “il lavoro nobilita l’uomo”.

L’arte di questo libro è davvero “alternativa”, come suggerisce il titolo, “ti fa ridere”, è sfoggio di cultura e ignoranza e fonte di divertimento allo stesso tempo.

Artista sconosciuto al grande pubblico, Tiarini sviluppò una tecnica sopraffina lavorando tutta la vita in un box per ritratti istantanei. L’equivalente seicentesco delle macchinette automatiche per fototessere…”

Niente di dissacrante o troppo prosaico, semplicemente una nuova prospettiva che rende più partecipi, perché un particolare risveglia i fatti quotidiani e strappa un sorriso anche ai più seriosi, a prescindere da quanto sanno o credono di conoscere.

L’esperimento riuscito corona un progetto più ampio per ripensare la cultura. Già per questo merita attenzione, ma soprattutto va letto per farsi una bella risata!

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Di tasse parlano tutti. Le pagano in molti. Ne capiscono in pochi. Ne sorride nessuno. Questo libro è in debito con quel geniale (e anonimo) studente dell’Università di Torino che, con l’aggiunta di una sola elle, trasformò un burocratico divieto di affiggere campeggiante su un muro in un meraviglioso VIETATO AFFLIGGERE. Fu l’occasione giusta per capire che si possono affrontare cose serie e importanti nel modo meno sadico possibile. A tale ambizioso obiettivo mira il libro che hai tra le mani. E può essere letto sia come una reazione allergica sia come un vaccino contro il dilagare di dibattiti sui temi finanziari e fiscali che imperversano in ogni dove. In televisione e sull’autobus, sui giornali e dal barbiere. In forma ironica, disincantata e non di rado comica vengono affrontati temi che vanno dal debito pubblico alla lotta all’evasione fiscale, passando per “più Stato o più mercato?” e altro ancora. Perché il fisco ci riguarda tutti. Ma delle logiche perverse che ci stanno dietro non sappiamo quasi niente. E forse è arrivato il momento di scoprirle.

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Limonov non è un personaggio inventato. Esiste davvero: «è stato teppista in Ucraina, idolo dell'underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell'immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio» si legge nelle prime pagine di questo libro. E se Carrère ha deciso di scriverlo è perché ha pensato «che la sua vita romanzesca e spericolata raccontasse qualcosa, non solamente di lui, Limonov, non solamente della Russia, ma della storia di noi tutti dopo la fine della seconda guerra mondiale». La vita di Eduard Limonov, però, è innanzitutto un romanzo di avventure: al tempo stesso avvincente, nero, scandaloso, scapigliato, amaro, sorprendente, e irresistibile. Perché Carrère riesce a fare di lui un personaggio a volte commovente, a volte ripugnante – a volte perfino accattivante. Ma mai, assolutamente mai, mediocre. Che si trascini gonfio di alcol sui marciapiedi di New York dopo essere stato piantato dall'amatissima moglie o si lasci invischiare nei più grotteschi salotti parigini, che vada ad arruolarsi nelle milizie filoserbe o approfitti della reclusione in un campo di lavoro per temprare il «duro metallo di cui è fatta la sua anima», Limonov vive ciascuna di queste esperienze fino in fondo, senza mai chiudere gli occhi, con una temerarietà e una pervicacia che suscitano rispetto. Ed è senza mai chiudere gli occhi che Emmanuel Carrère attraversa questa esistenza oltraggiosa, e vi si immerge e vi si rispecchia come solo può fare chi, come lui, ha vissuto una vita che ha qualcosa di un «romanzo russo».

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