Narrativa

Aspetta primavera, Bandini

Fante John

Descrizione: Il libro che dava inizio alla saga di Arturo Bandini. Un commosso, divertito ritratto di una famiglia italo-americana e del suo disperato tentativo di integrazione. Con l'introduzione di Niccolò Ammaniti.

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana:

Anno: 2005

ISBN: 9788806171360

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Svevo Bandini è un “uomo disgustato”. Ha tre figli, fa il muratore e vive in un piccolo paese del Colorado, Rocklin.

Maria, sua moglie, probabilmente lo aspetta “tiepida e trepidante” nel loro candido letto, ma per lui non è stata una buona giornata: c’è la neve alta ed ha appena perso dieci dollari all’Imperial Poolhall…

Sin dal primo capitolo è chiaro uno dei temi portanti del romanzo, l’immigrazione col suo carico di miseria, tant’è che il pensiero che ossessiona Svevo, mentre cammina verso casa, è proprio che quella dannata casa non è ancora riuscito a pagarla.

Inquadrata in poche pagine la difficile situazione familiare dei Bandini, ecco che spunta lui, il quattordicenne Arturo. Ed ha inizio la famosa saga.

Aspetta primavera, Bandini” è un testo introduttivo, dunque, e lascia presagire che ci sarà un seguito.

Fu pubblicato nell’ottobre del 1938 ma, in realtà, il primo romanzo di Bandini Fante lo aveva già composto, ed è “La strada per Los Angeles”, giudicato “scurrile e disorganico” e sulle prime rifiutato dai vari editori dell’epoca.

Fu solo William Soskin, consulente della Stackpole & Sons di New York, a credere nel talento di John Fante.

Soskin lo finanziò affinché potesse scrivere di un Arturo adolescente, lo stesso personaggio di “La strada per Los Angeles” ma spiato durante gli anni trascorsi in Colorado, nella fase che precedeva le avventure californiane.

Il successo consentì a Fante di riscattare il suo stile: nell’ultimo romanzo della serie, “Chiedi alla Polvere”, l’autore tornerà a scrivere in prima persona e ad osare di più…

 Voto: 8

 “Ogni palo del recinto delimitava un sogno, trattenendolo perché si adempisse all’arrivo di ogni nuova primavera

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