Giallo - thriller - noir

BAD CHILI

Lansdale Joe R.

Descrizione: Un nuovo episodio della serie Hap e Leonard, avventure all’insegna del politicamente scorretto e un viaggio attraverso un’America ancestrale, bollente, esasperata e sul punto di esplodere. Dopo mesi di lavoro in mare, Hap Collins torna a casa e trova il suo migliore amico, Leonard Pine, disoccupato e in crisi per la fine della sua relazione con Raul. Per distrarsi i due vanno a chiacchierare in un campo all’aperto, sparando proiettili a dei barattoli di latta. D’improvviso, dagli alberi salta fuori uno scoiattolo rabbioso che morde Hap e lo costringe a un ricovero immediato in ospedale. Durante la convalescenza Leonard scompare. Hap prova a chiamare a casa ma nessuno risponde. Approfittando della visita in ospedale del tenente e amico Charlie Blank, Collins gli chiede di fare un controllo. Il giorno dopo Blank si presenta con due notizie: Leonard è irrintracciabile ed è accusato dell’omicidio di un biker. Hap chiede a Blank un po’ di tempo per ritrovare Leonard e scagionarlo. Ma la cosa non è semplice. Nella vicenda sembra essere coinvolto King Arthur, il re del chili, ed una serie di attività che oltrepassano il lecito. A complicare tutto l’improvvisa storia d’amore fra Hap e l’infermiera Brett Sawyer, donna dal passato turbolento e da un presente difficile e fatto di minacce...

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Fanucci

Collana: Collezione Vintage

Anno: 2011

ISBN: 9788834717622

Trama

Le Vostre recensioni

Quanto è bravo Joe R. Lansdale? Basti pensare che due editori del calibro di Einaudi e Fanucci se lo contendono per l’edizione italiana! Questo “Bad Chili”, ad esempio, è uscito nel 2003 per Einaudi ma l’edizione che ho tra le mani io è stata ripubblicata nel 2011 da Fanucci (vera artefice dell’impressionante successo nel nostro paese dello scrittore statunitense, non me ne voglia Einaudi, che alla fine l’ha spuntata: Lansdale ora pubblica per loro).

L’inizio di questo ennesimo, fortunato episodio della serie di Hap e Leonard è folgorante. Hap Collins, di ritorno da uno dei suoi impieghi di fortuna su una piattaforma petrolifera, scopre che l’amico Leonard Pine è stato licenziato. Capita, no? Soprattutto se, nel profondo Texas, siete un enorme uomo di colore omosessuale che per dissuadere un tizio dal voler entrare nel locale in cui siete buttafuori, lo abbattete e, quando è a terra, gli urinate in testa, convinti sia unbuon deterrente.

Non finisce qui. Più o meno contemporaneamente, Raul, il grande amore di Leonard, lo pianta per un “tipo tutto vestito di pelle, con barba e Harley Davidson”. Per consolare l’amico, Hap pensa non ci sia niente di meglio che portarlo a sparare a una fila di lattine in un campo. Peccato che dal bosco vicino emerga uno scoiattolo impazzito. Giusto per darvi un assaggio dello stile-Lansdale: “Se non avete mai visto uno scoiattolo arrabbiato, avete visto poco e udito ancora meno, perché il verso di uno scoiattolo incazzato è qualcosa che non si dimentica. E’ così acuto e forte da farti scappare i coglioni nel buco nel culo.” Tanto che per ammazzarlo, nel corso di un esilarante combattimento, dopo aver sparato all’animaletto sono costretti a metterlo sotto con un furgone. Troppo tardi: Hap è stato morso alla mano, deve essere ricoverato per una serie di accertamenti: potrebbe aver contratto la rabbia. Mentre è ricoverato in ospedale, accudito da un medico paranoico e dall’affascinante (e sboccata) infermiera Brett (non serve che vi dica come andrà a finire tra loro, vero?), Hap riceve la visita dell’amico Charlie Blank, promosso tenente. Guarda caso, il motociclista tamarro con cui si era fatto una storia Raul è stato trovato ammazzato. E tutto sembra portare a Leonard che, sempre guarda caso, è sparito. Curiosi eh? Mi spiace, non posso raccontare di più senza svelare troppo. Accontentatevi di sapere che il ritmo delle disavventure dei due amici, dal momento in cui Hap letteralmente evade dall’ospedale (ok, ve l’ho detto), diventa frenetico. E Lansdale è davvero magistrale nel mantenersi in equilibrio tra profondità e superficialità, tra commedia e tragedia, tra linguaggio sboccato e inaspettate raffinatezze. Perché lo scrittore, tra le righe, nasconde una critica profonda al Texas estremo in cui ambienta le sue storie e, per trasposizione o sineddoche, all’America intera. Conformismo, omofobia, diffidenza, paura del diverso, violenza “facile” sono messi alla berlina. Forse ci vorrebbe davvero un tornado come quello che capita in un punto importante della storia (ma non vi dico quale, stavolta) per spazzarli via. Ma Lansdale non odia la sua terra, intendiamoci. Anzi, ne fa descrizioni di struggente bellezza. Equilibrio, appunto. Quello dei romanzieri coi controcoglioni (come direbbe lui!)

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